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Rime Burlesche

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Letterato e cortigiano, nato a Lamporecchio nel 1497 e morto di veleno a Firenze nel 1535, Francesco Berni è originale esponente di quella fronda anticlassicista che attraversa il versante maturo della cultura rinascimentale. Le sue « Rime» (sonetti e capitoli in terzine, cui soprattutto è affidata la sua fama) sono ispirate a una tematica prosaica e quotidiana, che capovolge parodicamente i modelli di vita sublimata della poesia petrarchista. Motivi corposi, terrestri, osceni (i mali alloggi, le cattive cene, le anguille, i cardi, i debiti, le puttane) sono assunti a pretesto di un parlare divagante, che nel gioco arbitrario dei trapassi voluta mente dissolve ogni norma di coordinazione e di decoro. Irridente e trasgressivo, Berni guarda alla realt&a

Descrizione

Letterato e cortigiano, nato a Lamporecchio nel 1497 e morto di veleno a Firenze nel 1535, Francesco Berni è originale esponente di quella fronda anticlassicista che attraversa il versante maturo della cultura rinascimentale. Le sue « Rime» (sonetti e capitoli in terzine, cui soprattutto è affidata la sua fama) sono ispirate a una tematica prosaica e quotidiana, che capovolge parodicamente i modelli di vita sublimata della poesia petrarchista. Motivi corposi, terrestri, osceni (i mali alloggi, le cattive cene, le anguille, i cardi, i debiti, le puttane) sono assunti a pretesto di un parlare divagante, che nel gioco arbitrario dei trapassi voluta mente dissolve ogni norma di coordinazione e di decoro. Irridente e trasgressivo, Berni guarda alla realtà con una disposizione fondamentalmente negativa, concentrando l'attenzione sulla materialità delle cose: corpi e oggetti fissati da angolazioni sghembe o disgregati dall'emergere isolato dei particolari, figure grottescamente deformate, vicende descritte con movimenti disarmonici, che rilevano le comiche dissonanze di un mondo sentito nella sua sostanziale incoerenza e discontinuità. Il suo riso, che di verso in verso si comunica al lettore con la carica di una beffarda ironia, conduce lontano dalla proclamata serenità del Rinascimento, in un universo da cui emana un senso stranito di insofferenza e di disagio. Segno non lieve, anche se solitario, dell'inquietudine che percorre la letteratura del Cinquecento.
Sui modi dell'invenzione bernesca, destinati a divenire maniera negli imitatori dei secoli successivi, getta luce la bella introduzione di Giorgio Bàrberi Squarotti, con una acuta analisi dei procedimenti compositivi e verbali.

Dettagli del prodotto

Editore
Bur
Autore
Berni Burlesche
Disponibilità
1 Libro
ISBN
978881716796

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