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Remoto Improbabile Altrove

Elegie del Nuovo Mondo

De Luca
Disponibile in copia unica
€ 25,00
Quantità

pp. 152, nn. ill. b/n f.t., Roma
data stampa: 1992
codice isbn: 978887813447

Da Atlantide:
"Atlantide è un luogo della mente nel quale la mente non è mai approdata.
Essa coniuga l'aspettativa di un evento con l'evento stesso in modo da costituirsi a regime dell'oblio, delle verità dimenticate. La geografia ombratile del mito si proietta nell'affabulazione dei cercatori di città sepolte, di empiti vitali non conclusi, storicamente vigenti nell'emotività collettiva. Il mito di una terra scomparsa dallo scenario dei sensi soggiace continuamente alla revisione intellettuale, a una sorta di rimorso della ragione che non sappia perlustrare in superficie quanto tenta di raggiungere in profondità. Nelle radici delle cose si confondono le allucinazioni e le convinzioni collettive. Il racconto registra le fasi, le stagioni, le esaltazioni, con le quali si rappresenta il passato della memoria, il remoto entusiasmo per qualcosa che l'immaginazione continua a rivisitare come se si trattasse di un reperto archeologico da identificare e catalogare.
Atlantide è forse un presentimento, l'epicentro di una convulsione mentale piuttosto che di una catastrofe cosmica, che si esplica nella raffigurazione del «doppio», di un luogo reale e un luogo immaginario che si sovrappongono o si complementano per formare l'unità. La parola Antilla trova la sua origine probabilmente nella parola AtlantideI. Il mito dell'unità e il mito della dualità sono parti interagenti del pensiero concettuale. Per Socrate, infatti, pensare significa riproporre continuamente con il sussidio di uno strumento mentale - il concetto - le immagini speculari dell'esperienza individuale. Sia chi vede un cane nero sia chi vede un cane bianco concorre a rendere concettualmente accettabile la configurazione del cane (quale ente inesistente e tuttavia capace di suscitare una serie di elaborazioni formali tali da indurre l'esperienza speculare a perfezionarsi, a sofisticarsi, fino a contraddirsi). Il cane del quale la coscienza occidentale finisce col parlare nel tempo è un cane oggettivamente esistente a condizione che provochi per riflesso condizionato apposizioni e notazioni sui cani soggettivamente esistenti.[...]"

Indice:

  • Atlantide

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  • La città dei Cesari

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