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Mater Herbarum

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Fonti e tradizione del Giardino dei semplici della Scuola medica salernitana

€ 34,00
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a cura di Massimo Venturi Ferriolo
pp. 300, Milano
data stampa: 1995
codice isbn: 978887802598

La credenza nelle virtù medicinali e magiche delle piante, e la conseguente invenzione di un'arte complessa della raccolta dei semplici, precedono le origini della civilizzazione, risalgono al culto della Grande Dea del mondo vegetale, espressione della Natura nella sua armonia divina. Questa tradizione è comune al bacino mediterraneo, viene recepita dalla Scuola Medica Salernitana, crocevia di questo mondo, dove s'incontrano le civiltà greca, araba, ebraica e cristiana, per poi irradiarsi in Europa con nuovi fondamenti epistemologici dovuti al sorgere di una scienza emancipatasi dal rito e dalla magia. Ma la medicina naturalista non può prescindere le sue fonti dal giardino della Signora delle piante, che per secoli ha posseduto la conoscenza delle virtù dei semplici impiegati per la preparazione di filtri e bevande, pozioni medicinali atte a guarire o a provocare incantesimi. Mater Herbarum, comune denominazione dell'artemisia, il semplice adatto a guarire le malattie delle donne e dei bambini, richiama la totalità dei vegetali, le loro origini, le loro fonti. Mater Herbarum è la madre di tutti i semplici, la Grande Madre alla quale bisogna risalire in ogni ricerca sul tema.
A Salerno, nella seconda decade del XIV secolo, nasce il primo giardino botanico del mondo per opera di Matteo Silvatico. È un fatto nuovo nella storia dei semplici, raccolti per la prima volta in un contenitore «scientifico» per lo studio e l'impiego medico-terapeutico delle erbe. Questo fatto apre la strada alla tradizione degli orti botanici universitari di Padova, Pisa, Firenze, Pavia, Bologna e di quelli che seguiranno. Il giardino dei semplici di Salerno segna, con la sua creazione, un momento importante, documentato dalle Pandette dello stesso Matteo Silvatico, monumentale lessico di 721 semplici catalogati con criteri scientifici «moderni». Una versione di quest'opera fu trasformata in erbario: l'Hortus sanitatis, stampato per la prima volta a Magonza nel 1491, e più volte riedito fino alla metà del XVI secolo, è da considerarsi un estratto illustrato delle Pandette, il che dimostra l'influenza europea dei semplici salernitani. Agli autori di questo volume si deve la scoperta della sostanziale identità delle due opere, oltre alla compilazione di un nuovo capitolo di storia delle idee e della botanica.

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