La paura dei morti nelle religioni primitive presenta caratteristiche analoghe a quelle del più noto lavoro di James G. Frazer, Il ramo d'oro (conosciuto peraltro solo in edizione ridotta dal grande pubblico): ricchezza, quasi sovrabbondanza, di documentazione, ed estrema capacità di sintesi fino a produrre un'esposizione vivace e rigorosa (il libro nasce da un ciclo di conferenze tenute nel 1932). L'ipotesi principale di Frazer, è noto, - è stata ridimensionata dai successivi studi etnologici e antropologici: doveva troppo a un metodo - quello comparativo - suggestivo, ma anche estremamente semplificatore, che tendeva a cercare e trovare nella storia umana costanti e invarianti in tutte le epoche e in tutte le latitudini (permanenza di miti e credenze).
Ma, al di là del metodo e dell'ipotesi di fondo, Frazer resta un classico, una pietra miliare nella storia della cultura moderna. E questo libro lo dimostra. Il punto di partenza è la constatazione dell'esistenza di un atteggiamento unico - la paura - nei confronti dei morti, delle anime e dei defunti, presso tutte le popolazioni primitive.
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La paura dei morti nelle religioni primitive presenta caratteristiche analoghe a quelle del più noto lavoro di James G. Frazer, Il ramo d'oro (conosciuto peraltro solo in edizione ridotta dal grande pubblico): ricchezza, quasi sovrabbondanza, di documentazione, ed estrema capacità di sintesi fino a produrre un'esposizione vivace e rigorosa (il libro nasce da un ciclo di conferenze tenute nel 1932). L'ipotesi principale di Frazer, è noto, - è stata ridimensionata dai successivi studi etnologici e antropologici: doveva troppo a un metodo - quello comparativo - suggestivo, ma anche estremamente semplificatore, che tendeva a cercare e trovare nella storia umana costanti e invarianti in tutte le epoche e in tutte le latitudini (permanenza di miti e crede
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Longanesi
- Autore
- ISBN
- 7871