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Exultet I di Bari

Parole e immagini alle origini della letteratura di Puglia

Stilo
€ 20,00
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presentazione di Domenico Lassandro, introduzione, testo e commento di Giuseppe Micunco.
pp. 204, nn. ill. a colori e b/n, Bari
data stampa: 2011
codice isbn: 978886479026

L'Exultet I di Bari può considerarsi, per tanti aspetti, un prodotto originale della cultura barese dell'XI secolo: lungo più di 5 m, largo 40 cm, è un rotolo di pergamena, uno dei ventotto, scritti e miniati nell'Italia centromeridionale durante il basso medioevo, allestiti per cantare, nella veglia pasquale, il preconio, l'inno di esultanza della Chiesa per la risurrezione di Cristo.

Il rotolo barese presenta un testo latino in parte originale rispetto a quello franco-ambrosiano entrato nel Messale romano, e descritto con un carattere che passerà alla storia come bari-type, variante della beneventana.

Il commento figurato, che abitualmente accompagnava questo tipo di opera, qui per la prima volta appare orientato in senso opposto rispetto al testo, così che, mentre il diacono lo cantava, il popolo poteva seguirlo attraverso le immagini.

Questo Exultet barese mette insieme elementi latini e longobardi, bizantini e arabi, ebraici e armeni, classici e cristiani, in una sintesi culturale, religiosa e civile che costituisce la prima vera testimonianza della letteratura pugliese.

In questa edizione si presentano il testo integrale, la traduzione, un puntuale commento filologico e iconografico e il confronto con la versione franco-ambrosiana.

Giuseppe Micunco, di Bari, è docente di latino e greco biblico presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose 'Odegitria' di Bari. Scrive su riviste scientifiche, è collaboratore dell'UTET per la collana di classici latini, è autore di numerose pubblicazioni nel campo della cultura sia classica che cristiana, nello studio delle quali si distingue per il grande rigore critico.
La sua passione per l'Exultet lo ha portato a creame due moderne versioni artistico-liturgiche.

Indice:

PRESENTAZIONE
INTRODUZIONE
Bari XI secolo: una città multietnica
Bari e Bisanzio
La nascita di una cultura barese
L'Exultet
Il preconio pasquale
La benedizione del cero
I rotoli di Exultet
L'Exultet di Bari
La prima espressione poetica pugliese e barese
Il testo di Bari e la Vetus Itala
Il problema della datazione
I due imperatori
La tradizione del testo Vetus Itala
L'Exultet di Bari: arte e mistagogia
Il rito
Nota critica
Struttura dell'Exultet I di Bari

L'EXULTET I DI BARI. LE IMMAGINI E IL TESTO

PARTE 1. L'ESORDIO: INVITO ALL'ESULTANZA
Scena I: Cristo Pantokrator con quattordici angeli, il tetramorfo (i quattro evangelisti), la "E" iniziale di Exultet
Esulti
Il coro degli angeli, i divini misteri
Gli angeli e il Pantokrator
Il tetramorfo
I quattro evangelisti
La "tromba di salvezza"

Scena II: la madre terra
Gioisca la terra
Irradiata da così grandi fulgori
La madre terra, la tellus
La terra dei miti
La terra liberata dalla caligine

Scena III: la madre Chiesa
Si allieti anche la madre Chiesa
L'aula rimbombi di voci di popoli
L'aula e i ministri
Fratelli carissimi
La grazia e la lode
Per Cristo nostro Signore

Scena IV: la "maestà" di Cristo seduto sul trono nell'Omega
L'Omega

PARTE II. IL PREFAZIO. LA LODE DEL CERO
La notte pasquale
Si è degnato condurci
Questa notte è madre non di tenebre, ma di luce
Il mattino della risurrezione
Nel giorno eterno
Dagli inferi è sorta la risurrezione dei morti
Dagli inferi

Scena V: l'anàstasis. Cristo risale vincitore dagli inferi
Sciolti i legami
È risorto dai morti
Schiacciato il pungiglione della morte
Davide e Salomone
È risorto dai morti lui che era stato tra i morti libero
È morta la morte, è risorta la vita
Nel "mattutino" di Cristo
L'ornato sidereo della notte
Il sole
La luna
Le stelle

Scena VI: la rosa dei venti. Cristo Signore del cosmo e della storia
La rosa dei venti
Tu sei il prezioso artefice
I venti, la Parola, lo Spirito
L'"imperio" della Parola
Nella pienezza si fece carne nella Vergine

Scena VII: le api. La madre Vergine. La comunità ecclesiale e civile
Il problema delle api
La lode delle api. Dalla bocca dell'angelo e di Maria
La forza e la soavità
Il miele
Il germoglio di lesse Lo "sciame novello"
Un favo di miele pasquale
La maternità verginale
I cinque fiori della croce
Il giardino della Pasqua
O ammirabile fervore delle api. Fervit opus.
L'opus commune. Il bene comune
Le api di Ambrogio
L'edificazione comune. Il lavoro, la pace, la carità
O invisibile artificio
Le fondamenta in alto
Un tesoro che non si perde
O vessilli di verginità
Un guadagno per il regno dei cieli
La lode delle api e la lode del cero

Scena VIII: le autorità spirituali e le autorità temporali

Scena VIIIa: le autorità spirituali
Le api e l'ordine della comunità ecclesiale e civile
Il sacrificio di "soave odore"
Odore di morte e odore di vita
I ministri del sacrificio di lode
La fiamma del cero è ilare
Chi dona con gioia
Il cero «non è contaminato da colori esotici»
Il nutrimento del corpo ben compaginato
Versato in libagione

Scena VIIIb: le autorità temporali
Le autorità temporali e la società ordinata
I due imperatori
Basilio II e Costantino VIII
La concordia principum
Le "membra semibruciate"
I "rivoli di bionda cera"
La "benedizione dall'alto"
I venti e le tempeste
Rifugio singolare e muro contro il nemico
Benedici la tua eredità
Come la cerva anela
Usano i beni presenti nella ricerca di quelli futuri
La preghiera di intercessione

CONCLUSIONE
APPENDICE

Testo Vetus Itala
Testo Romano (ambrosiano)

BIBLIOGRAFIA MINIMA

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