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Il Giornale dei Misteri - Maggio 2011 - N. 471
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I Libri del Casato
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L'Editoriale "La Casa Comune" di Francesca Vajro:
"Lampedusa, fatti recenti. "Tu sì, tu no. Tu resti, tu torni al tuo Paese': Nero, sporco, povero, ignorante e magari delinquente, parole non dette ma pensate da molti.

Oggi tutti noi abbiamo la possibilità di apprendere tutto o quasi sulla cultura di Paesi diversi e lontani: servizi televisivi, internet, reportage sui giornali, ma soprattutto il contatto quotidiano con persone che vivono in Italia, badanti, camerieri, operai, addetti alle pulizie, commercianti, professionisti, etc. ci avvicinano alla cultura, religione, usi e costumi così diversi dai nostri. Mi sembra che con essi conviviamo più o meno in armonia, alternando comprensione e indifferenza, ammirazione e critica, rispetto e insofferenza, condiv

Descrizione

L'Editoriale "La Casa Comune" di Francesca Vajro:
"Lampedusa, fatti recenti. "Tu sì, tu no. Tu resti, tu torni al tuo Paese': Nero, sporco, povero, ignorante e magari delinquente, parole non dette ma pensate da molti.

Oggi tutti noi abbiamo la possibilità di apprendere tutto o quasi sulla cultura di Paesi diversi e lontani: servizi televisivi, internet, reportage sui giornali, ma soprattutto il contatto quotidiano con persone che vivono in Italia, badanti, camerieri, operai, addetti alle pulizie, commercianti, professionisti, etc. ci avvicinano alla cultura, religione, usi e costumi così diversi dai nostri. Mi sembra che con essi conviviamo più o meno in armonia, alternando comprensione e indifferenza, ammirazione e critica, rispetto e insofferenza, condivisone e separazione. Comunque li abbiamo incontrati e conosciuti un po' più da vicino.

Ma, nonostante questo percorso, che per le nuove generazioni incomincia fin dai primissimi anni di vita nella scuola materna, dove si incontrano bimbi di vari paesi e con diversi colori della pelle, non riusciamo ancora, o non tutti, a superare quell'ancestrale timore, diciamo pure rifiuto, per coloro che non appartengono al nostro "emancipato" mondo occidentale.

Sì, ci sentiamo una spanna sopra agli africani, agli indiani, ai cinesi ... Perché? Sarà forse l'uso di tanti prodotti diversi di bellezza, come il deodorante specifico anti-alone per i capi bianchi e neri, o la depilazione femminile o il botulino antirughe, o le famose serate con droga ed escort o la laurea o il suv a creare tale separazione? È un'idea balorda, il frutto (malato) di un raggiunto benessere materiale.

Vittime di una politica socio-economica che ha reso necessario il superfluo, in una corsa a possedere e comprare beni "per essere felici': col risultato di un sempre più diffuso, profondo malessere, che richiede spesso cure psichiatriche, annebbiati e distratti da questa corrente materialistica, non sappiamo più chi siamo e cosa stiamo a fare su questa terra.

Osservando la storia ed i suoi "ricorsi" che ci fanno ripetere errori già commessi, come le guerre, i conflitti di vario tipo, la discriminazione razziale e altro, sembra che sia una caratteristica propria dell'uomo tale incapacità di considerare fratelli tutti coloro che vengono alla luce su questa terra.

La conseguente scala di "valori" attribuita agli esseri umani mi fa venire alla mente la tragica idea della "razza pura': delle cui conseguenze ancora oggi rinnoviamo il ricordo annualmente, senza però avere il coraggio di collegarlo alla realtà di questi tempi.

Non siamo pronti ad accettare la diversità, soprattutto quando la consideriamo "pericolosa': Come se il nostro bel paese fosse l'Eden da difendere, privo di truffatori e malvagi, derelitti o psicopatici, avidi e irresponsabili, una comunità ideale dove tutto funziona, dove vi è armonia tra la gente, dove la legge è sovrana, si rispetta l'ambiente, si protegge il più debole.

Soffriamo di una misteriosa specie di cecità.

Se non riusciamo a considerare la Terra la casa comune di tutti gli esseri umani, andremo verso l'autodistruzione, ci ripiegheremo su noi stessi come i rami malati e secchi di un albero morente.

Il materialismo spinto del nostro mondo occidentale, dettato dal "divide et impera" raggiunto sul lastricato del denaro, mattonella dopo mattonella, magari anche calpestando "qualcuno" che intralciava la corsa, ci ha impedito la crescita interiore richiesta dalla Natura, l'incontro con l'altro, lo scambio di idee, emozioni, esperienze, affetti, per un fertile legame tra uomini, necessario per la autentica sopravvivenza.

E così, pingui e tronfi, ci sentiamo in pieno diritto di sentenziare "Tu sì. tu no!"."

Dettagli del prodotto

Editore
I Libri del Casato
Autore
ISBN
10471

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