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La Psicologia del Misticismo Religioso

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Feltrinelli
€ 28,00
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prima edizione, prefazione di Ernesto de Martino, prefazione dell'autore, traduzione di Maria Luisa Epifani.
pp. XII-404, Milano
data stampa: 1960
codice isbn: 7118

Nel quadro della psicologia della vita religiosa spetta un particolare rilievo alla psicologia del misticismo, cioè all'analisi e alla valutazione psicologiche di quei particolari stati psichici che sono vissuti o. interpretati da chi li sperimenta come rapporto immediato e certissimo con una realtà efficace diversa da quella mondana e profana. II problema metodologico preliminare che la psicologia del misticismo deve risolvere è quello dell'atteggiamento da assumere verso qualsiasi interpretazione confessionale e apologetica della esperienza mistica: infatti se, per il credente, Dio e il 'Diavolo costituiscono realtà oggettive che possono agire sull'anima umana nell'estasi o nella possessione, uno psicologo che sia credente non potrà mai risolvere completamente Dio o il Diavolo nella loro genesi psicologica, ma sarà indotto a lasciare un margine alla possibilità che Dio o il Diavolo agiscano effettivamente sull'anima umana. Ora è da osservare che la psicologia del misticismo, al pari di qualsiasi altra scienza religiosa, trae la sua stessa possibilità di scienza dal pensiero della origine e della destinazione umana di tutti i beni culturali, e quindi anche di tutte le forme di vita religiosa, compreso il misticismo e le varie mistiche storicamente definite.

Il concetto di misticismo religioso come prodotto culturale integralmente umano comporta che lo stesso esatto significato psicologico degli stati mistici è percepibile solo per entro determinate civiltà religiose, e nella prospettiva dei loro rispettivi valori: i "puri stati psichici" del misticismo, isolati cioè dal loro contesto culturale, finiscono col sottrarsi ad ogni possibilità di valutazione concreta.

James Henry leuba, psicologo svizzero nato a Neuchatel nel 1868, professore di psicologia presso il Bryn Mawr College dal 1898, dedicò quasi interamente la sua attività di studioso alla psicologia della religione e del misticismo, e la sua Psicologia del misticismo religioso occupa un posto importante nella letteratura del genere. Quest'opera, pur nei limiti dell'indirizzo cui appartiene, si raccomanda all'attenzione in primo luogo per aver fatto giustizia della riduzione del misticismo e dell'ascetismo a manifestazioni patologiche, secondo quanto ritenevano i rappresentanti del più angusto positivismo, p. es. il Maurisier. Il leuba inoltre intravide in qualche modo il nesso dei fenomeni mistici con determinate civiltà religiose, e ricusò di valutarI i senza riferimento a un mondo definito di valori culturali. D'altra parte il leuba mantenne rispetto alle esperienze mistiche un atteggiamento spregiudicato e critico, negando loro il carattere di organo superiore di conoscenza o di accesso alla verità: il che, per quanto possa sollevare scandalo nei credenti, rappresenta almeno un correttivo salutare a certi punti di vista recentemente rimessi in circolazione. (E. de Martino)

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