Il primo contatto ravvicinato di chi scrive con il "tema David" risale, se la memoria non mi inganna, al lontano 1978. In Val D'Orcia, a due passi da Pienza, nel delizioso borgo di Monticchiello. Alla figura del "profeta dell'Amiata" era dedicato uno dei primi spettacoli del locale teatro popolare che avrebbe dato vita ad una celebratissima tradizione. La rappresentazione di quelle lontane vicende era efficace, ben congegnata e proposta con discreta maestria. Si capiva, già da allora, che l'impostazione del teatro di quel piccolo e stupendo paese avrebbe incontrato consensi. Ma, nello specifico, il "taglio" era veramente molto "anni settanta". Dopo la morte violenta di David, gli attori componevano un quadro vivente del "Quarto stato". Di Lazzaretti e del suo messaggio erano proposti, quasi esclusivamente, il significato ed il valore di carattere sociale.
Era il modo di ragionare del tempo. I temi religiosi non potevano che essere espressioni improprie e "sovrastrutturali" di ben altri motivi di fondo che l'esperienza lazzarettiana, lungo il suo percorso e con il suo crudo epilogo, portava ad evidenza. Ricordo ancora il garbato imbarazzo dei conduttori della manifestazione e della platea quando, dopo lo spettacolo, venne data la parola ad un piccolo gruppo di giurisdavidiei. Seguaci, in pieno Novecento, della tradizione e del messaggio del loro ottocentesco maestro. Non sfiorarono nemmeno, ovviamente, i temi sociali impliciti nella sua vicenda. Parlarono di profezie e di vaticini di David (su questioni, in verità, di non grande rilievo) che si sarebbero, nel frattempo, avverati. Si soffermarono su esoteriche simbologie religiose e accennarono ad alcuni temi sicuramente lontani dalle contraddizioni materiali della storia. Gli spettatori ne uscirono, credo, un po' frastornati e convinti che il valore della singolare vicenda di David andasse recuperato e ricostruito ex novo al di là della ristretta versione che ne sembravano fornire gli odierni e, apparentemente, un po' sprovveduti, seguaci...
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David Lazzaretti - Il Racconto della Vita, le Parole del "Profeta"
EffigiIl primo contatto ravvicinato di chi scrive con il "tema David" risale, se la memoria non mi inganna, al lontano 1978. In Val D'Orcia, a due passi da Pienza, nel delizioso borgo di Monticchiello. Alla figura del "profeta dell'Amiata" era dedicato uno dei primi spettacoli del locale teatro popolare che avrebbe dato vita ad una celebratissima tradizione. La rappresentazione di quelle lontane vicende era efficace, ben congegnata e proposta con discreta maestria. Si capiva, già da allora, che l'impostazione del teatro di quel piccolo e stupendo paese avrebbe incontrato consensi. Ma, nello specifico, il "taglio" era veramente molto "anni settanta". Dopo la morte violenta di David, gli attori componevano un quadro vivente del "Quarto stato". Di Lazzaretti e del suo
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Effigi
- Autore
- Niccolai Lucio
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 978888983614