I Princìpi
L'esposizione sullo stato in cui ci sono giunti i Princìpi di Origene e sui criteri per restituire, nei limiti del possibile, il testo originario comporta un sia pur breve cenno preliminare sulla varia vicenda in cui l'opera fu coinvolta durante lo svolgimento della controversia origeniana.
Basterà ricordare che già al momento della pubblicazione (220 ca.) l'opera dovette suscitare qualche perplessità. Sappiamo infatti che Origene scrisse al vescovo di Roma, Fabiano, per discolparsi in proposito, facendo ricadere sull'amico Ambrogio la responsabilità di aver pubblicato ciò che era destinato a restare inedito, mentre in una lettera che ci è in parte pervenuta egli rigetta l'accusa di aver scritto che il diavolo si sarebbe salvato. Non sembra comunque che si sia trattato di accuse di peso rilevante; e nella successiva controversia col vescovo alessandrino Demetrio, che costrinse Origene a lasciare Alessandria, esse possono aver avuto soltanto influenza indiretta. Ma solo poco tempo dopo la morte di Origene, le sue dottrine sulla preesistenza delle anime e sulla resurrezione e alcune interpretazioni allegoriche dei primi capitoli della Genesi furono criticate da Metodio d'Olimpo, esponente della tradizione asiatica cosi difforme da quella alessandrina...
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I Princìpi
L'esposizione sullo stato in cui ci sono giunti i Princìpi di Origene e sui criteri per restituire, nei limiti del possibile, il testo originario comporta un sia pur breve cenno preliminare sulla varia vicenda in cui l'opera fu coinvolta durante lo svolgimento della controversia origeniana.
Basterà ricordare che già al momento della pubblicazione (220 ca.) l'opera dovette suscitare qualche perplessità. Sappiamo infatti che Origene scrisse al vescovo di Roma, Fabiano, per discolparsi in proposito, facendo ricadere sull'amico Ambrogio la responsabilità di aver pubblicato ciò che era destinato a restare inedito, mentre in una lettera che ci è in parte pervenuta egli rigetta