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Il Libro dei Maghi

Saggio sulla filosofia della natura

Medusa
€ 12,00
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saggio introduttivo di Madeleine Paul-David, con la prefazione di Raphäel Petrucci all'edizione francese del 1918, traduzione di Claudina Fumagalli.
pp. 104, ill. b/n, Milano
data stampa: 2017
codice isbn: 978887698392

«Quando si studiano i caratteri del pensiero dell'Estremo Oriente - scrive Henri Focillon -, non si dovrebbe lasciare troppo spazio ai rivieraschi dello Yangtze Kiang, alla filosofia del Tao, una sorta di hegelianismo asiatico, nel quale si è cercato di riconoscere delle infiltrazioni di metafisica indiana. In ogni caso, i procedimenti con i quali l'arte cinese e l'arte giapponese hanno cercato di fissare una immagine del mondo conforme al loro sentire, sono il risultato di uno sforzo estetico che deve molto sia al buddhismo sia alla dottrina di Laozi. È inutile copiare la natura, perché una copia limita, secca e spoglia della vita il suo oggetto: non si tratta neppure di un oggetto determinato, perché esistono solo rapporti instabili e momentanei. Ma questi rapporti de Il 'unità e del tutto, ci è permesso suggerirli. Suggestione, ecco il magico segreto di un'arte per la quale la vita si immerge da ogni parte nell'infinito, il solo mezzo per risvegliare nella coscienza la nozione di questi rapporti indeterminati e profondi senza i quali l'universo non sarebbe che un caos di cupe immobilità. Una scatola di lacca abbandonata su una stuoia è solamente, se la si considera come un volume rettangolare di legno annerito, un'illusione senza interesse e persino, in senso profondo, essa non esiste neppure. La sua vita è la mano che l'ha toccata e di cui risente ancora il calore, sono i ricordi che racchiude, è l'ora in cui la si guarda, un certo giorno di una certa stagione, con una certa disposizione d'animo».

Henri Focillon (Digione, 1881-New Haven, 1943) storico dell'arte e scrittore francese, all'inizio del Novecento studiò filologia alla École Normale Supérieure. Cultore della storia moderna, insegnò all'Università di Lione, mentre era anche direttore del locale Museo delle Belle Arti. Nel 1924 sostituì Émile Miile sulla cattedra di archeologia medioevale alla Sorbona. L'anno successivo entrò all'Institut d'Art et du Moyen Age come docente e ricercatore.
Nel 1931 pubblicò il saggio L'art des sculpteurs romans e due anni dopo La civilisation occidentale au Moyen Age, scritta a più mani con altri storici dell'epoca. Nel 1934 pubblicò una delle sue opere più celebrate, Vita delle forme, che delinea una precisa "filosofia dell'arte". Nel 1938 ottenne la cattedra di estetica e di storia dell'arte al Collège de France. La scuola di Focillon ha formato studiosi come A. Chastel, L. Grodecki, J. Baltrusaitis, Ch. Sterling e G Kubler. Il suo interesse per l'arte asiatica ha prodotto i saggi su Hokusai (Abscondita, 2003) e L'Arte del buddhismo (Abscondita, 2012).
Tra le sue opere si ricordano: Giovanni Battista Piranesi (Nuova Alfa, 1963), L'arte dell'Occidente (Einaudi, 1965), Scultura e pittura romanica in Francia (Einaudi, 1972), L'Anno mille (Neri Pozza, 1998), Piero della Francesca (Pratiche, 1992).
Nel 2002 Medusa ha pubblicato il saggio Raffaello e nel 2014 Il genio giapponese.

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