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Il Tempio del Divo Augusto tra Palatino e Foro Augusto

Il Tempio del Divo Augusto tra Palatino e Foro Augusto

Arbor Sapientiae
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Del tempio del Divo Augusto - templum Divi Augusti -  oggi non rimane più alcuna traccia, ma se ne conosce l’esistenza dalle notizie presenti nelle fonti classiche e da alcune immagini numismatiche, uniche e preziose testimonianze iconografiche del monumento.
All’inizio del Novecento Rodolfo Lanciani (1845 - 1929) aveva denominato come tempio del Divo Augusto il complesso costruttivo che si trova a margine del Foro nella zona dietro il tempio dei Dioscuri, in quel lato del Palatino dove il colle discende verso la fonte di Juturna e dove passa il Vicus Tuscus. La sua teoria rimase a lungo insuperata tanto da diventare la base degli studi successivi sul Foro Romano, la maggior parte degli archeologi infatti accolse questa interpreta

Descrizione

Del tempio del Divo Augusto - templum Divi Augusti -  oggi non rimane più alcuna traccia, ma se ne conosce l’esistenza dalle notizie presenti nelle fonti classiche e da alcune immagini numismatiche, uniche e preziose testimonianze iconografiche del monumento.
All’inizio del Novecento Rodolfo Lanciani (1845 - 1929) aveva denominato come tempio del Divo Augusto il complesso costruttivo che si trova a margine del Foro nella zona dietro il tempio dei Dioscuri, in quel lato del Palatino dove il colle discende verso la fonte di Juturna e dove passa il Vicus Tuscus. La sua teoria rimase a lungo insuperata tanto da diventare la base degli studi successivi sul Foro Romano, la maggior parte degli archeologi infatti accolse questa interpretazione.
Negli anni ’40 però  il nuovo studio del topografo e archeologo Giuseppe Lugli (1890 - 1967) mise in discussione tale ipotesi, escludendo qualsiasi legame tipologico fra le strutture domizianee ed un possibile edificio templare, giungendo a conclusioni molto diverse. L’esame particolareggiato della documentazione portò l’autore ad affermare che ad Augusto furono innalzati due santuari distinti: uno vetus (localizzabile in Palatio con il successivo Aedes Cesarum o Aedes Divorum nel luogo dove Augusto era nato, chiamato Capita Bubula, località situata nell’angolo che guarda l’arco di Costantino) e l’atro novus (nella depressione che divide il Palatino dal Campidoglio, probabilmente nel sito della chiesetta di S. Maria de Gratiis) identificabile nel frammento n. 19 della Forma Urbis severiana, dove è raffigurato il Grecostadium, una piazza contornata da botteghe con in mezzo il pronao ottastilo a quanto pare appartenente proprio al tempio di Augusto. La tesi del Lugli ebbe ampi consensi e fino ad oggi è rimasta la più valida, sebbene numerosi siano stati i tentativi di differenti collocazioni topografiche del tempio di Augusto nel Foro Romano e dubbi siano stati espressi sula sua attribuzione del tempio vetus presso la vigna Barberini in località ad Capita Balbula.

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Editore
Arbor Sapientiae
Autore
Disponibilità
1 Libro
ISBN
978889482067

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