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Stilicone

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La crisi imperiale dopo Teodosio

Rizzoli
Libro d'occasione, recante eventuali tracce d'uso
€ 34,00
€ 32,30 Risparmia 5%
introduzione di Andrea Giardina, prefazione dell'autore.
pp. XXXVI-474, Milano
data stampa: 1990
codice isbn: 978881733616

Stilicone, generale romano di origine vandala, parens degli imperatori, a lungo supremo magistrato militare con poteri dittatoriali, rimane tra i personaggi più controversi e affascinanti della tarda antichità. Straordinario talento strategico, artefice delle ultime grandi vittorie contro i barbari (Alari co a Pollenzo e Verona, Radagaiso a Fiesole), vide tragicamente fallire il suo ambizioso disegno politico, ereditato da Teodosio: mantenere l'unità del mondo romano, irrimediabilmente minata dalla frattura tra Oriente e Occidente. Giustiziato a Ravenna nel 408, l'ultimo eroe di un mondo imperiale e universalistico sarebbe ingiustamente passato alla storia come ambizioso traditore.
In questo saggio, completato nel 1942 ma ancora esemplare per la rigorosa sintesi di storia politica e storia amministrativa, Santo Mazzarino ricostruisce e re interpreta il problema Stilicone, partendo da una controversa questione storiografica: lo statuto giuridico dell'Illirico, conteso tra Milano e Costantinopoli.
Ma ben presto l'orizzonte si allarga, per illuminare il dramma politico e umano di Stilicone, la sua personalità complessa e viva, la sconfitta di un· progetto ricco di slanci utopici, teso a perpetuare il passato ma già immerso in una situazione che prefigura il medioevo. Emergono così i poderosi contrasti di un'epoca di crisi: la lotta tra il potere centrale e un'aristocrazia senatoria tesa a difendere i propri interessi economici, le spinte autonomiste e le aggressioni dei barbari, il rapporto tra Stato e Chiesa, il retaggio pagano e le spinte ereticali, le rivalità tra Roma e Costantinopoli, tra Roma e Milano... E, al centro di questi violenti travagli, il massimo problema storico del tardoantico: perché l'Oriente riuscì a sopravvivere, mentre l'Occidente crollava?
Superando il concetto di decadenza a favore di una visione più sottilmente articolata dell'evoluzione storica, Mazzarino mette in luce la frattura tra la cultura orientale - cittadina e burocratica, religiosa e conservatrice, più salda nonostante gli apparenti rivolgimenti - e la cultura occidentale - già quasi feudale, politica, ossia umana e rivoluzionaria, che quindi crea e subisce la crisi. In questa prospettiva Stilicone, sulla scia di uomini di statura gigantesca come Cesare, Diocleziano e Costantino, seppur vinto dalla storia finisce per incarnare - almeno in parte - valori progressivi. Oltre la fine del mondo antico, sta prendendo forma un'epoca nuova.

Santo Mazzarino (Catania, 1916 - Roma, 1987) si laureò giovanissimo e divenne ben presto professore ordinario di Storia greca e romana all'Università di Catania e, in seguito, di Storia romana all'Università La Sapienza di Roma. Socio nazionale dell'Accademia dei Lincei, ha ottenuto numerosi altri riconoscimenti in Italia e all'estero per la sua originale opera di studioso. Tra i suoi libri ricordiamo L'impero romano (1956) e il monumentale Pensiero storico classico (3 voll., 1966). Rizzoli sta riproponendo all'attenzione dei lettori alcune delle opere più significative di Santo Mazzarino: dopo La fine del mondo antico (1959, 1988), Fra Oriente e Occidente (1947, 1989) e Stilicone, verranno prossimamente ripubblicati Dalla monarchia allo stato repubblicano (1945), Introduzione alle guerre puniche (1948), Aspetti sociali del IV secolo (1951).

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