Tema di questo libro è la prima arte dei popoli, che, venuti dal Nord, dopo lunghe e avventurose peregrinazioni, trovarono le loro sedi definitive nelle regioni oggi comprese sotto il nome di Europa.
Le loro opere d'arte testimoniano il primo incontro con Cristo, il Dio dei popoli erranti. Il simbolo della Croce divenne per essi la chiave e la misura di ogni conoscenza delle realtà esprimibili in immagini. L'arte primitiva di queste genti era essenzialmente diversa dall'arte orientale, dominata dall'influenza di Bisanzio: per l'Oriente l'immagine lascia sempre intravedere almeno uno spiraglio di trascendenza, mentre per l'Occidente essa è, fin nell'intimo della sua struttura, un elemento concreto, profondamente materiale, che si innalza verso i confini dell'onirico o del soprannaturale e che rimane sempre un « segno che rimanda a qualcosa d'altro», un simbolo.
La forza elementare del simbolo, derivante dall'originale concezione, che questi popoli hanno dell'immagine, viene, dall'epoca carolingia, collegata ai canoni artistici classicistici, in ossequio all'idea di unità di un impero che doveva affermarsi contro Bisanzio. Da quel momento si esprimerà nel proprio linguaggio solo indirettamente. Ciò significherà quanto meno la perdita di quella univocità che può essere invece colta nell'austerità e nella potenza di espressione delle prime immagini.
Come il corso della storia si fa sempre più tortuoso, così si hanno mutamenti sempre nuovi nelle forme.
Nello stesso modo in cui il latino fu adottato per motivi politici come lingua ufficiale, nonostante andassero ormai sorgendo poemi nella lingua nazionale, così il linguaggio delle opere d'arte si estraniò e si spogliò della propria simbologia elementare. Il che fu dovuto ad una concomitanza di cause diverse, tra cui, appunto, anche quelle di origine sociale e politica. Tali cause verranno brevemente accennate nelle pagine del libro.
Nondimeno, nel corso della storia, questo linguaggio di simboli è rimasto percettibile, anche se indirettamente.
Scopo del presente volume è proprio quello di renderlo accessibile all'uomo di oggi.
Wilhelm Nyssen è nato il 19 aprile 1925 a Colonia. Ha compiuto gli studi di Teologia, Filosofia e Storia dell'Arte a Chartres, Basilea, Bonn ed a Friburgo, dove si è laureato in Filosofia nel 1954. Attualmente è docente all'Università di Colonia.
Ha tradotto S. Bonaventura per le Collaliones, nell'Hexaemeron (Monaco 1964)." Altre opere di W. Nyssen: Das Zeugnis des Bildes im Friihen Byzanz (Friburgo 1962); Eucharislie (Amburgo 1960).
W. Nyssen attualmente è condirettore della collana « Sophia» - Fonti di Teologia Orientale.
Franz-Peter Sonntag è nato il 10 aprile 1920 a Bochum. Dal 1945 al 1952 ha compiuto studi di Filosofia, Storia, Storia dell'Arte e Teologia a Paderborn, Lipsia, Monaco, Neuzelle e Francoforte sull'Oder. Si è laureato in Filosofia a Monaco con la tesi: Das Collegiatsstift Erfurt 1117 bis 1400 - Ein Beitrag zur Geschichte seiner Verfassung, seines Wirkens und seiner Mitglieder. Nel 1949 entrò nell'Oratorio di Lipsia; dal 1959 è membro dell'Oratorio a Dresda/Pirna.
Opere di F. P. Sonntag: Das Collegiatsstift Erfurl, 1117 bis 1400 - Ein Beitrag zur Geschichte seiner Verfassung, seines Wirkens und seiner Mitg/ieder (Lipsia 1962); Hieronymus Savonarola - Auswahl aus seinen Predigten und Schriften (Lipsia 1964); Katharina von Siena - Briefe an Piipste (Lipsia 1967).
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Tema di questo libro è la prima arte dei popoli, che, venuti dal Nord, dopo lunghe e avventurose peregrinazioni, trovarono le loro sedi definitive nelle regioni oggi comprese sotto il nome di Europa.
Le loro opere d'arte testimoniano il primo incontro con Cristo, il Dio dei popoli erranti. Il simbolo della Croce divenne per essi la chiave e la misura di ogni conoscenza delle realtà esprimibili in immagini. L'arte primitiva di queste genti era essenzialmente diversa dall'arte orientale, dominata dall'influenza di Bisanzio: per l'Oriente l'immagine lascia sempre intravedere almeno uno spiraglio di trascendenza, mentre per l'Occidente essa è, fin nell'intimo della sua struttura, un elemento concreto, profondamente materiale, che si innalza verso i confin
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- Editore
- Coines
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- 6852