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Computo del Tempo nell'Iran Antico (Il)


Isiao
Disponibile in copia unica
€ 48,00
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introduzione, traduzione e cura di Simone Cristoforetti
pp. XII-348, Roma
data stampa: 2010
codice isbn: 978886323290

Il computo del tempo nell'Iran antico è un "classico" in materia di storia della cronologia del mondo iranico. La traduzione qui proposta, la prima in una lingua occidentale, costituisce una risistemazione ragionata della ristampa fotostatica dell'opera di Taqizadeh (1978-1979), in cui compaiono anche appunti, emendamenti e considerazioni di vario genere annotati dall'autore negli anni successivi alla prima edizione (1938). Numerosissimi sono i dati documentari riguardanti la storia del calendario dei persiani antichi, le indicazioni relative a sue forme e vicende e su quanto è sopravvissuto delle sue diverse fasi di sviluppo. Analitiche tavole comparative dei calendari delle antiche popolazioni di quell'area completano questo studio, per molti aspetti pioneristico, punto di riferimento ineludibile per gli studi iranistici, dal settore più specificatamente storico-religioso a quello della storia culturale del mondo iranico in generale, dall'antichità fino alla piena età islamica.

Figura di spicco del panorama politico e culturale iraniano durante la prima metà del XX secolo, Taqizadeh (1878, Tabriz - 1970, Teheran) fu singolare e piuttosto rara combinazione di studioso e uomo politico. Dopo una giovanile preparazione negli studi religiosi tradizionali, si dedicò allo studio delle lingue straniere e all'attivismo politico partecipando alla Rivoluzione Costituzionale che portò alla formazione del Primo Parlamento iraniano di cui fu membro (1906). Nel 1909 fondò il Partito Democratico dell'Iran. Poco dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, Taqizadeh prese le parti della Germania contro Russia e Gran Bretagna. A Berlino, in collaborazione con altri esponenti del mondo intellettuale iraniano, pubblicò l'influente rivista Kaveh (1916-1922), che giocò un ruolo di primo piano nella formazione dell'identità nazionale iraniana. Dopo un intensissimo periodo segnato da numerosi impegni istituzionali, di primo piano, nel 1936 giunse alla School of Oriental Studies di Londra. Nel 1941 divenne ambasciatore presso il Regno Unito. Nell'ultima parte della sua vita si dedicò più intensamente allo studio della letteratura persiana classica, della storia della cronologia dell'lran e della storia delle religioni (con particolare attenzione allo zoroastrismo e al manichesimo).

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