Per quanto attiene alla cultura italiana, il saggio di Coppola si inseriva nella fioritura di studi, generali o speciali, su Giuliano, che nel primo trentennio del Novecento si era venuta diffondendo anche nel nostro Paese. Solo per limitarci ai titoli più significativi, ricordiamo, in primis, la monografia di Gaetano Negri (1838-1902), apparsa nel 1901, che si segnalò come il primo importante lavoro italiano sulla figura e l'opera dell'Apostata, marcando, dopo anni di ritardo, l'ingresso della nostra nazione in un ambito di ricerca fino a quel momento riservato quasi esclusivamente agli studiosi d'Oltralpe. Nel suo studio, programmaticamente condotto all'insegna dell'obiettività sebbene Negri non mancasse di stigmatizzare i vizi di un Cristianesimo che, già nel lV secolo, appariva corrotto -, l'Autore ricostruiva di Giuliano una immagine inconsueta e, per dir così, controcorrente, vedendo in lui non un reazionario, ma un riformatore religioso che, però, aveva fallito nella sua utopistica impresa di far rivivere l'Ellenismo, poiché, invece di restaurare il politeismo nella sua forma più autentica, aveva voluto riorganizzarlo secondo le regole morali e la disciplina del Cristianesimo, fondando, quindi - per usare le sue parole -, una sorta di «Paganesimo cristianizzato», ovvero «una Chiesa pagana ispirata all'esempio e ai precetti della Chiesa cristiana»·
Certo, non siamo in grado di stabilire se e quanto l'opera di Negri possa aver influito sul lavoro di Coppola, anche perché non vi è mai citata, neppure nella scarna nota bibliografica. Tuttavia sembra abbastanza evidente che Coppola si muova nel solco tracciato da Negri, mostrando di condividere per lo meno il punto cardine della sua tesi, là dove egli pure rappresenta Giuliano come inventore «di una nuova religione che non era né cristiana né pagana» (p. 36) ovvero come riformatore della Chiesa pagana «che giunge fino a copiare in molti particolari la cristiana». Non si può non citare, inoltre, il saggio di Augusto Rostagni (1892-1961), che lo stesso Coppola giudicava di grande interesse e giustamente apprezzato dalla critica «per la novità e originalità di vedute».
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Per quanto attiene alla cultura italiana, il saggio di Coppola si inseriva nella fioritura di studi, generali o speciali, su Giuliano, che nel primo trentennio del Novecento si era venuta diffondendo anche nel nostro Paese. Solo per limitarci ai titoli più significativi, ricordiamo, in primis, la monografia di Gaetano Negri (1838-1902), apparsa nel 1901, che si segnalò come il primo importante lavoro italiano sulla figura e l'opera dell'Apostata, marcando, dopo anni di ritardo, l'ingresso della nostra nazione in un ambito di ricerca fino a quel momento riservato quasi esclusivamente agli studiosi d'Oltralpe. Nel suo studio, programmaticamente condotto all'insegna dell'obiettività sebbene Negri non mancasse di stigmatizzare i vizi di un Cristianesi
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Pagina
- Autore
- Coppola Goffredo
- ISBN
- 978887470032