Da Ficino a Bruno, attraverso lo studio delle opere principali di Pico della Mirandola, Pomponazzi e Cardano, la posizione del grande intellettuale italiano del Cinquecento nei confronti della religione viene qui analizzata con un particolare interesse per i condizionamenti che la vecchia visione di un cosmo chiuso e finito operava sulle più diverse concezioni. Tale posizione rivela l'oscillazione tra la credenza in una mitica verità originaria, destinata a comporre i contrasti crescenti tra filosofia e religione, e una visione dell'uomo e della sua natura che, mentre nega ogni valore di verità alla religione cristiana, elabora nel suo pur radicale pessimismo strumenti nuovi di comprensione del mondo umano. L'opera del Bruno è così vista come il tentativo di giungere a una sintesi grandiosa, ma forse impossibile, di orientamenti fra loro opposti, cui neppure la radicale riforma cosmologica riesce a offrire un supporto decisivo. Una vicenda, in ogni caso, destinata a pesare in maniera determinante sugli sviluppi della grande filosofia europea del Seicento.
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Da Ficino a Bruno, attraverso lo studio delle opere principali di Pico della Mirandola, Pomponazzi e Cardano, la posizione del grande intellettuale italiano del Cinquecento nei confronti della religione viene qui analizzata con un particolare interesse per i condizionamenti che la vecchia visione di un cosmo chiuso e finito operava sulle più diverse concezioni. Tale posizione rivela l'oscillazione tra la credenza in una mitica verità originaria, destinata a comporre i contrasti crescenti tra filosofia e religione, e una visione dell'uomo e della sua natura che, mentre nega ogni valore di verità alla religione cristiana, elabora nel suo pur radicale pessimismo strumenti nuovi di comprensione del mondo umano. L'opera del Bruno è così vista come il tentativo di giungere a un
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Sansoni
- Autore
- Ingegno Alfonso
- ISBN
- 6875