L'operosità letteraria di Bernardino da Colpetrazzo (m. 1594) - caratterizzata dal genere cronachistico - va sicuramente inquadrata nel contesto della storiografia religiosa di fine Cinquecento. Per rettamente comprenderla e valutarla è necessario però tenere presenti alcune considerazioni di fondo. Anzitutto che le sue testimonianze, dirette a tramandare ricordi degli inizi e delle originarie intenzioni dei cappuccini, per il cordone ombelicale che teneva fisiologicamente legata la nuova riforma minoritica alle origini francescane non possono essere messe direttamente a confronto con nessuna delle tante pur analoghe scritture prodotte da istituzioni religiose «regolari» sorte - quasi parallelamente - nel Cinquecento. Cioè, teatini (1525), barnabiti (1533), somaschi (1540), gesuiti (1540), fa tebenefra telli (1572), oratoriani (1575), camilliani (1585), per non ricordare che le istituzioni regolari maschili. ,
Definire Raniero da San Sepolcro - o da Borgo Sansepolcro, come veniva denominato anticamente il toponimo di nascita - cappuccino tipico del primo secolo di vita dell'Ordine significa far riferimento ad alcune coordinate, che - almeno nelle linee generali - hanno caratterizzato e in parte codificato la vita e la santità cappuccina, non solo in relazione agli inizi della nuova riforma francescana, ma anche in tutto il corso dei secoli seguenti.
La sua vita spirituale era fondata sul primato della vita interiore e - come dice la regola - «dello spirito della santa orazione e devozione, al quale devono servire tutte le altre cose temporali». A questo riguardo cosi poteva testimoniare fra Benedetto da Guardia: «Fra Raniero era uomo di grandissima oratione perché se cognosceva benissimo che lui stava elevato, e non solo faceva l' orationi ordinarie et consuete della religione, ma molto più perché lui per ordinario si levava la notte avanti agli altri frati, et andava in chiesa a fare oratione». E fra Egidio da Amelia: «Fra Raniero era ferventissimo nell' oratione perché sempre si vedeva stare con la mente elevata, et pochissimo discorreva tanto con frati quanto con secolari; e se pure ci ragionava, quando haveva dette quattro parole, subito si partiva e si ritirava o in chiesa o in cella. E per quanto fra Raniero s'affaticasse nelli esercitii manuali di muratore e di falegname per benefitio del convento, e che fosse tanto vecchio, non restava per questo di levarsi ogni notte a mattutino e di convenire a tutte le cose spirituali che comanda la regola et le nostre costitutioni, et particolarmente all' oratione; e di piu fra Raniero haveva questa usanza d'essere sempre l'ultimo la sera a partirsi di chiesa restandoci a fare oratione, e la notte si levava sempre a mattutino un pezzo innanzi a tutti gli altri frati, e se ne andava in chiesa a fare oratione, come io ho visto piu volte, nella quale oratione fra Raniero otteneva ciò che voleva».
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L'Historia Cappuccina Vissuta e Raccontata nel Cinquecento: Bernardino da Colpetrazzo (1594) - Raniero da San Sepolcro (1589)
Edizioni E.F.I.L'operosità letteraria di Bernardino da Colpetrazzo (m. 1594) - caratterizzata dal genere cronachistico - va sicuramente inquadrata nel contesto della storiografia religiosa di fine Cinquecento. Per rettamente comprenderla e valutarla è necessario però tenere presenti alcune considerazioni di fondo. Anzitutto che le sue testimonianze, dirette a tramandare ricordi degli inizi e delle originarie intenzioni dei cappuccini, per il cordone ombelicale che teneva fisiologicamente legata la nuova riforma minoritica alle origini francescane non possono essere messe direttamente a confronto con nessuna delle tante pur analoghe scritture prodotte da istituzioni religiose «regolari» sorte - quasi parallelamente - nel Cinquecento. Cioè, teatini (1525), barnabiti (1533), somaschi (154
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Edizioni E.F.I.
- Autore
- Frati Minori Cappuccini
- ISBN
- 6715