Uomini di fede e di generosità antica, come quel Francesco Antonio Frondini, padre della storia assisana, che trascorse i suoi ottantatre anni di vita copiando pergamene, riordinando archivi, trascrivendo interi volumi di documenti, compilando regesti, decifrando iscrizioni latine, pago solo di questa ricerca assidua, senza che mai gli passasse per la mente di dare alle stampe quelle preziose raccolte, che furono in gran parte disperse e in parte andarono a formare il nucleo delle opere di altri autori successivi.
Canonici venerandi della cattedrale di San Rufino, Tommaso Loccatelli Paolucci, Giuseppe Elisei, cui piaceva, nei lunghi silenzi che seguivano al rintoccare festoso dei bronzi, interrogare le mute lapidi e suscitare i fantasmi delle età scomparse. Foste voi ad insegnarci con quale disperata passione si può rimanere attaccati a queste care città nostre, dove ogni pietra annerita e consunta dalla pioggia, dalla neve, dal sole di dieci secoli, è una pagina aperta di storia e di poesia.
Vecchie città taciturne dalle mura cadenti, dai torrioni smantellati, che vivono in ginocchio davanti alle loro belle cattedrali, ripensando le feste e le battaglie dei tempi trascorsi. L'erba cresce nelle vie e nelle piazze deserte, davanti ai cupi palagi, sulla soglia dei santuari venerandi.
Ma se il silenzio è grande, se la vita sembra assopita, un nulla può bastare a ridestare il turbine delle memorie: il bagliore d'incendio che il sole al tramonto suscita sulla cima di un' antica bertesca, il cupo palpitare delle stelle nell' apertura di una finestra vacua che sfonda all'infinito, l'urlo del vento che si ingolfa nei corridoi delle fortezze in rovina, un fremito di vette, un suono di campane, un canto di primavera, uno squillar di trombe, un grido, un richiamo.
Qui e non altrove è la vita e l'anima della vecchia gente italica; qui il fuoco di cui si alimenta l'ara della Patria. Guai al giorno in cui si pensasse che queste città millenarie, donde venne all' Italia la grandezza e la gloria, non possano valere che come freddi musei di remote bellezze! La forza di una Nazione non va giudicata soltanto dal numero dei fumaioli delle sue fabbriche o dal moltiplicarsi delle operazioni bancarie. Vi è una vita più severa e più profonda e questa è la nostra bella tradizione nazionale collegata intimamente con la tradizione delle nostre città medioevali.
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Uomini di fede e di generosità antica, come quel Francesco Antonio Frondini, padre della storia assisana, che trascorse i suoi ottantatre anni di vita copiando pergamene, riordinando archivi, trascrivendo interi volumi di documenti, compilando regesti, decifrando iscrizioni latine, pago solo di questa ricerca assidua, senza che mai gli passasse per la mente di dare alle stampe quelle preziose raccolte, che furono in gran parte disperse e in parte andarono a formare il nucleo delle opere di altri autori successivi.
Canonici venerandi della cattedrale di San Rufino, Tommaso Loccatelli Paolucci, Giuseppe Elisei, cui piaceva, nei lunghi silenzi che seguivano al rintoccare festoso dei bronzi, interrogare le mute lapidi e suscitare i fantasmi delle età scom
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Edizioni Roma
- Autore
- Fortini Arnaldo
- ISBN
- 5931