La comprensione dei molteplici aspetti della vita dell'uomo antico non può prescindere dall'affrontare il problema da un punto di vista interdisciplinare. È quindi molto importante che l'Archeologia sia affiancata da altre discipline scientifiche maggiormente specializzate in specifici settori di ricerca, tendenzialmente lontani dalla metodologia di lavoro tipica dell'archeologo tradizionale, ma capaci di integrare in maniera determinante i risultati ottenuti dall'Archeologia tradizionale, arrivando ad ottenere una valutazione più completa dei molteplici aspetti della vita degli individui delle antiche comunità che hanno popolato il pianeta dal Paleolitico in poi. In particolare è noto che il cielo con i suoi fenomeni ha rivestito una fondamentale importanza nella vita quotidiana e nella sfera del sacro che era tipica dell'uomo antico e la comprensione di questo aspetto importante delle antiche culture può integrare in maniera determinante le conoscenze di esse che ci derivano dall'analisi dei reperti archeologici che gli scavi ci restituiscono. La disciplina capace di realizzare questo esiste e si chiama Archeoastronomia. Attualmente gli studiosi chiamano Archeoastronomia (taluni preferiscono Astroarcheologia o Paleoastronomia) la scienza che studia i reperti archeologici che testimoniano in qualche modo l'esistenza di un'attività di osservazione e studio dei corpi celesti, svolti da individui appartenuti alle culture antiche. Per Archeoastronomia possiamo quindi intendere la disciplina che si occupa dello studio e della comprensione delle conoscenze astronomiche diffuse presso i popoli antichi in tutte le loro forme e aspetti e del loro rapporto con la vita sociale, religiosa e rituale all'interno delle antiche comunità. Sotto questo aspetto qualche studioso preferisce il termine "Astronomia Culturale". Anche sul territorio padano-alpino, inteso come la regione anticamente abitata dalle popolazioni celtiche, retiche e paleovenete rileviamo tracce inerenti all'esistenza di luoghi sacri in cui l'osservazione del ciclo e dei suoi fenomeni fu fondamentale, sia dal punto di vista del culto, che della pianificazione agricola. Le conoscenze astronomiche delle popolazioni padano-alpine erano grosso modo quelle tipiche dei Celti cisalpini e transalpini i quali conservarono le loro abitudini e le loro tradizioni anche in epoca romana, condizionando talvolta anche le concezioni sacre e simboliche di questi ultimi. La struttura urbanistica e viaria di Verona fu stabilita dai Romani sulla base delle tecniche di centuriazione che teoricamente prevedevano la ripartizione dello spazio sacro secondo le due direzioni astronomiche fondamentali del Cardo e del Decumano: la prima allineata parallelamente alla direzione del meridiano astronomico locale e la seconda allineata invece in accordo con la direzione equinoziale astronomica. Prima di entrare nel vivo del discorso riguardante la struttura viaria della città di Verona è necessario ricordare alcune nozioni di base di Astronomia e di Archeoastronomia le quali permetteranno una maggior comprensione di quanto fosse importante l'osservazione del cielo per le popolazioni antiche.
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La comprensione dei molteplici aspetti della vita dell'uomo antico non può prescindere dall'affrontare il problema da un punto di vista interdisciplinare. È quindi molto importante che l'Archeologia sia affiancata da altre discipline scientifiche maggiormente specializzate in specifici settori di ricerca, tendenzialmente lontani dalla metodologia di lavoro tipica dell'archeologo tradizionale, ma capaci di integrare in maniera determinante i risultati ottenuti dall'Archeologia tradizionale, arrivando ad ottenere una valutazione più completa dei molteplici aspetti della vita degli individui delle antiche comunità che hanno popolato il pianeta dal Paleolitico in poi. In particolare è noto che il cielo con i suoi fenomeni ha rivestito una fondame
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Edizioni della Vita Nova
- Autore
- Gaspani Adriano
- ISBN
- 2948