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L'Alfabeto Ebraico

L'Alfabeto Ebraico

Morcelliana
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In nessun’altra lingua, forse, come nell’ebraico, un alfabeto è così intriso di storia, di senso, di materia dell’uomo e di presenza di Dio. In nessun’altra lingua il codice espressivo è così denso di carne e di sangue, di interrogazione filosofica e di pensiero teologico. «Dio sul monte Sinai si è incarnato, se così si può dire, in una scrittura fatta con l’alfabeto», dice Paolo De Benedetti. Per questo a ogni singola lettera è dovuto rispetto, attenzione, amore. Per questo a ogni singola lettera è dovuto ascolto. Per questo a ogni singola lettera, che è depositaria anche di un valore numerico, è dovuta la fatica del calcolo e della corrispondenza. Paolo De Benedetti pratica in queste pagine innesti della sua intelligenza ironica nel rigoglioso patrimon

Descrizione

In nessun’altra lingua, forse, come nell’ebraico, un alfabeto è così intriso di storia, di senso, di materia dell’uomo e di presenza di Dio. In nessun’altra lingua il codice espressivo è così denso di carne e di sangue, di interrogazione filosofica e di pensiero teologico. «Dio sul monte Sinai si è incarnato, se così si può dire, in una scrittura fatta con l’alfabeto», dice Paolo De Benedetti. Per questo a ogni singola lettera è dovuto rispetto, attenzione, amore. Per questo a ogni singola lettera è dovuto ascolto. Per questo a ogni singola lettera, che è depositaria anche di un valore numerico, è dovuta la fatica del calcolo e della corrispondenza. Paolo De Benedetti pratica in queste pagine innesti della sua intelligenza ironica nel rigoglioso patrimonio  della tradizione rabbinica, facendo germogliare una «abitazione del senso» dalle lettere «scolpite nella voce, intagliate nello spirito, fissate sulla bocca», facendo risplendere in esse le quattro «stelle polari» che definiscono l’essenza dell’ebraismo.
La prima: contemplare sempre un’“altra” interpretazione possibile, diversa dalla propria. Questo è un buon antidoto rispetto a ogni tentazione di pensiero assoluto. La seconda: aggiungere a ogni affermazione un “se così si può dire”, facendo spazio a quella di altri, anche non espressa. La terza: mettere un tempo di “sospensione” tra la domanda e la risposta. Ciò non significa che non si debbano proporre soluzioni ai nostri quesiti, ma che non dobbiamo avere la pretesa di risolvere tutte le difficoltà. La quarta: secondo un detto rabbinico, occorre insegnare alla propria lingua a dire “non so”, per non essere presi per mentitori. Se così si può dire, nell’alfabeto ebraico e nei suoi minuscoli segni è contenuta allora tutta la creazione e, insieme, la nostra possibilità di darle un senso.

Dettagli del prodotto

Editore
Morcelliana
Autore
De Benedetti Paolo
ISBN
978883722491

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