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Tolstòj e Dostojevskij

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Vita - Creazione - Religione

Laterza
Libro d'occasione, recante eventuali tracce d'uso
€ 24,00
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prefazione e traduzione dal russo di Alfredo Polledro, prefazione dell'autore.
pp. XVI-516, Bari
data stampa: 1982
codice isbn: 978884202038

Tolstòj e Dostojevskij di Merežkovskij non è semplicemente un testo critico. Poeta, romanziere, pensatore impegnato a fondo nel dibattito intellettuale coevo, Dmitrij Merežkovskij è infatti uno dei protagonisti della cultura russa dell'inizio del Novecento: dunque uno scrittore che scrive di altri scrittori, con tutto ciò che una simile circostanza di solito comporta. Come se non bastasse, Tolstoj e Dostoevskij sono qui posti al cenotro di una costruzione storiosofica, imperniata sui concetti di Cristo e Anticristo, intesa a conciliare spirito e carne, metafisica e realtà mondana, cristianesimo e paganesimo nella millenaristica prospettiva di un «( secondo avvento ». Va ricordato che si tratta di una impalcatura che sorregge pressoché l'intera opera narrativa di M., da Giuliano l'apostata a Il 14 dicembre; una narrativa che, fra le due guerre, riscosse notevole successo anche in Italia, ma che oggi, gravata com'è da una infervorata cerebralità, ci appare astratta, ridono dante e comunque povera di reali valori letterari. Rispetto ad essa Tolstòj e Dostojevskij si colloca quasi come il tassello laterale di un mosaico, nel senso che - pur non avendo a rigore nulla del romanzo - si inserisce perfettamente tra i romanzi di M., contribuendo a chiarirne genesi e procedimenti intellettuali.
Perché allora riproporre al lettore contemporaneo questo libro scritto nel lontano 1902, per tanti aspetti così legato al clima di nebulose ricerche fiosofico-religiose: tipico della Russia del primo quindicennio del secolo, e insomma, come oggi è invalso dire, così «datato»? Vi è da una parte il suo indubbio significato culturale: tutto il pensiero dell'emigrazione russa postrivoluzionaria non farà che proseguire nella sua linea ideologica, esasperandone la dicotomia Tolstoj «profeta della carne» - Dostoevskij «profeta dello spirito», e finendo per vedere nel primo l'intellettuale che forse più di ogni altro ha contribuito a preparare l'avo vento del bolscevismo. Così come, sempre da un punto di vista di storia della cultura, sarà giusto riconoscere a M. il merito di essere stato il primo a dare di Dostoevskij quel. l'interpretazione apocalittica che giustamente è alla base di tanta parte dell'approccio critico contemporaneo. Questo da una parte. Dall'altra (ed è il fatto più importante), se prescinderemo per quanto è possibile dalla sua farragine storiosofica, se non sopravvaluteremo il meccanicistico procedere per «antitesi» e «sintesi» concettuali che talvolta l'aduggia, dovremo riconoscere a questo studio una non comune capacità di penetrazione critica. Sono in particolare le osservazioni su Tolstòj, nella loro stessa faziosità, a cogliere nel segno; ma validissime sembrano ancora oggi, ad esempio, le considerazioni su ciò che separa, e allo stesso tempo unisce, Tolstoj a Nietzsche. In definitiva Tolstòj e Dostojevskij è a tutt'oggi una tappa obbligata per chiunque voglia accostarsi approfonditamente all'eredità di questi due colossi della letteratura russa ed europea.

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