Il ventre è il protagonista, reale e simbolico, di questo «paese della fame» che ha come attori e comparse schiere di pitocchi, vagabondi, birbanti, simulatori, ciarlatani, cantimbanchi, varia umanità degradata costretta a vivere ai margini della società «civile» facendo ricorso alle ingegnose, stupefacenti tecniche di sopravvivenza dei questuanti e degli affamati. Le strade, le piazze, le chiese, le osterie diventano gli spazi della rappresentazione d'un mondo opprimente, livido, subdolo, mascherato, il teatro d'una lurida e degradante commedia in cui la farsa grottesca nasconde una disperata tragedia sociale. Evocati dal desiderio di un altro mondo, i fantasmi di cuccagna, del carnevale, del sabba, dell'inferno-cucina, del gigante divoratore, endemici nei sogni compensativi dei diseredati e dei poveri, s'insinuano nelle fantasie degli intellettuali «aristocratici» innescando rappresentazioni di singolare suggestione. Continuando nella sua esplorazione dell'antistoria della storia e della cultura della fame, Piero Camporesi ricostruisce le mitologie carnevalesche e la demonologia delle culture agrarie; analizza le intricate meditazioni gastrologiche degli unti profeti dell'eccesso alimentare e l'amara «vis comica» dell'arte di vivere a spese altrui in una girandola di continui spostamenti e travestimenti, i fasti drammatici della «miseria infurfantita». Già pubblicato dal Mulino nel 1978, vincitore del «Premio Goffredo Bellonci», il saggio di Camporesi appare qui in una nuova edizione rivista e ampliata.
Piero Camporesi insegna Italiano nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna. Tra le sue opere più recenti: «II pane selvaggio» (1980, pubblicato in questa stessa collana), «Alimentazione folclore società» (Pratiche 1980), «Cultura popolare e cultura d'elite fra Medioevo ed età moderna» (Storia d'Italia, Einaudi 1981), «La carne impassibile» (II Saggiatore 1983), «II sugo della vita» (Comunità 1984), «Le officine dei sensi» (Garzanti 1985).
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Il ventre è il protagonista, reale e simbolico, di questo «paese della fame» che ha come attori e comparse schiere di pitocchi, vagabondi, birbanti, simulatori, ciarlatani, cantimbanchi, varia umanità degradata costretta a vivere ai margini della società «civile» facendo ricorso alle ingegnose, stupefacenti tecniche di sopravvivenza dei questuanti e degli affamati. Le strade, le piazze, le chiese, le osterie diventano gli spazi della rappresentazione d'un mondo opprimente, livido, subdolo, mascherato, il teatro d'una lurida e degradante commedia in cui la farsa grottesca nasconde una disperata tragedia sociale. Evocati dal desiderio di un altro mondo, i fantasmi di cuccagna, del carnevale, del sabba, dell'inferno-cucina, del gigante
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Il Mulino
- Autore
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 978881500869