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De Etruriae Regionis

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Originibus institutis religione et moribus

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€ 32,00
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testo, introduzione, note e commento a cura di Giovanni Cipriani.
pp. 252, Roma
data stampa: 1986
codice isbn: 978888080134

Realizzato fra il 1549 e il 1550 il "De Etruriae regionis quae prima in orbe Europaeo habitata est originibus, institutis, religione et moribus et imprimis de aurei saeculi doctrina et vita praestantissima quae in divinationis sacrae usu posita est", è senza dubbio una delle opere più singolari di Guillaume Postel. Il celebre orientalista francese, affascinato dalle Antiquitates di Annio da Viterbo e dal presunto passaggio dell'eredità noachica, all'indomani del diluvio universale, attraverso la penisola italiana, volle dedicare un contributo organico alla regione che aveva costituito, a suo parere, l'anello di trasmissione della cultura ebraica all'occidente. L'Etruria e gli Etruschi, diretti discendenti di Noè, erano nella visione postelliana il primo nucleo della civiltà europea, una civiltà che affondava le sue radici nel messaggio biblico e che niente aveva in comune con la «fabulositas» greca o la violenza imperiale romana. Sulla trama di un tessuto antichissimo che, senza soluzioni di continuità, giungeva dall'arca noachica alle lucumonie etrusche, Postel costruiva il suo volume. Ogni voce, ogni testimonianza era valorizzata per fondare su basi noachiche la civiltà dell'occidente e la vastissima cultura dell'orientalista francese, in grado di spaziare dai testi della classicità alla produzione coeva, permetteva i collegamenti più audaci attraverso la fusione di ogni branca dello scibile umano. La ricostruzione postelliana della storia del mondo era, però, carica di simbologie e ben si univa alla politica antiasburgica dei Valois ed a quella che, proprio in quegli anni, Cosimo I de' Medici stava perseguendo in Toscana. La fusione fra presente e passato, nella feconda continuità del Vecchio e del Nuovo Testamento, tracciava infatti fra Roma, Firenze e Parigi un asse politico ideale, nettamente contrapposto a quello rappresentato dal Sacro Romano Impero, sempre più carico di tensioni autonomistiche e di divisioni confessionali. In questa duplice ottica il testo del De Etruriae regionis è oggi di estremo interesse e la sua suggestiva lettura mette ben in risalto gli stretti legami, da sempre esistenti, fra cultura e ideologia. Giovanni Cipriani, Ricercatore Confermato presso il Dipartimento di Storia dell'Università degli Studi di Firenze, conduce da circa un decennio attenti studi sulle valenze ideologiche della mitografia rinascimentale. Fra i suoi contributi occupa un posto particolare il volume Il mito etrusco nel rinascimento fiorentino, apparso nel 1980 per i tipi della casa editrice Leo S. Olschki.

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