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De Vera Amicitia

De Vera Amicitia

Panini Franco Cosimo
Esaurito
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Firenze, 22 ottobre 1441. Un evento importante, nel cuore simbolico della città: in Santa Maria del Fiore, c'è folla, quel giorno. Alla presenza della Signoria, dell' Arcivescovo, di molti prelati, degli ofiziali dello Studio, di «molti ornatissimi cortigiani», e di «gran popolo», si svolge quel Certamen poetico che Leon Battista Alberti ha promosso e organizzato.

In palio è una «corona laurea argentea»: andrà al poeta che svolgerà meglio il tema dell' amicizia.

Il concorso non è originale solo per questa sua impostazione a tema vincolante: ha un'importanza straordinaria nella storia culturale di metà Quattrocento perché è riservato alla poesia volgare: intende promuoverne statuto e prestigio, chiamandola a impegnarsi su un reper

Descrizione

Firenze, 22 ottobre 1441. Un evento importante, nel cuore simbolico della città: in Santa Maria del Fiore, c'è folla, quel giorno. Alla presenza della Signoria, dell' Arcivescovo, di molti prelati, degli ofiziali dello Studio, di «molti ornatissimi cortigiani», e di «gran popolo», si svolge quel Certamen poetico che Leon Battista Alberti ha promosso e organizzato.

In palio è una «corona laurea argentea»: andrà al poeta che svolgerà meglio il tema dell' amicizia.

Il concorso non è originale solo per questa sua impostazione a tema vincolante: ha un'importanza straordinaria nella storia culturale di metà Quattrocento perché è riservato alla poesia volgare: intende promuoverne statuto e prestigio, chiamandola a impegnarsi su un repertorio alto, non più né amoroso né politico, bensì filosofico, con l'obbligo - come indica il bando di concorso - di utilizzare e citare le autorevoli sentenze topiche che sull' amicizia la tradizione classica e medievale ha trasmesso.

Il volume pubblica i testi presentati al Certamen fiorentino del 1441, con un corredo filologico esemplare, e con un commento analitico che rivela la fitta trama citazionale evocata: testi che macinano e ruminano topoi etici di remota fondazione, intrecciandoli all'orgoglio di una storia poetica municipale di altissimo livello.

Gli autori sono Francesco d'Altobianco Alberti, Antonio degli Agli, Mariotto d'Arrigo Davanzati, Anselmo Calderoni, Benedetto di Michele Accolti, Ciriaco d'Ancona, Leonardo Dati, oltre allo stesso Leon Battista Alberti.

Testi di diversa dimensione e forma metrica (in gran parte capitoli; e poi una canzone, diversi sonetti, una composizione in ottave, una sperimentale "scena" in tre cantus; nonché gli esametri di Alberti: un intervento fortemente selettivo nella lussureggiante selva delle forme metriche quattrocentesche), solo in parte recitati pubblicamente nel corso dell'evento: ma poi destinati a una forte presenza manoscritta, che non coinvolge mai, però, l'intero corpus, riconoscendolo come tale.

Il Certamen fallì: i giudici non proclamarono un vincitore, e Alberti abbandonò il progetto di replicarlo sul tema dell'invidia. Un evento ancor più singolare, per questa conclusione, e per quanto i giudici sentenziarono: nessuno dei testi trattava «a pieno dell' Amicizia, e benché la 'nvenzione sia ricchissima e ben disposta e ben ornata, nondimeno era superata d'alcuni in sentenzie».

Giudizio di professori, certo, che preferiscono direttamente le sentenze degli auctores al loro riuso poetico (ovviamente improprio, dal loro punto di vista), ma anche emblematico delle dinamiche che riguardano l'esperienza poetica volgare di metà Quattrocento nella poesia volgare: la ricerca di uno statuto formale alto e di un repertorio impegnativo, la sfida al confronto diretto con gli Antichi.

Non sarà questa la soluzione vincente, né rispetto all' esplodere della poesia cortigiana, né, poi, alla riforma di Bembo: ma il Certamen fiorentino del 1441 resta un evento importante, anche affascinante.

Dettagli del prodotto

Editore
Panini Franco Cosimo
Autore
ISBN
978887686214

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