Estratto dalla Prefazione
La storia è stata ingenerosa con frate Elia. Su di lui ci ha lasciato contrastanti giudizi, in maggioranza molto severi; mentre di lui personalmente non ci ha tramandato nulla, nessun documento eccetto la famosa lettera a fra Gregorio da Napoli in morte di san Francesco. Per il resto siamo costretti a vagliare, a congetturare, a indovinare. Ora è chiaro che un uomo come lui, in relazione con principi, vescovi, uomini di mondo, con l'imperatore e coi papi, che ha governato l'Ordine per tanti anni, prima come vicario di san Francesco e poi come ministro generale, che ha costruito la basilica e il sacro convento di Assisi, raccogliendo somme ingenti da ogni parte e pagando architetti e maestranze per vari anni, non poteva fidarsi della sola sua memoria e deve bene aver scritto lettere innnumerevoli, tenuto conti di cassa e taccuini in cui segnare spesso, se non giorno per giorno, il da fare, il dare, l'avere....