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I Musulmani di Sicilia


Bompiani
Libro d'occasione, recante eventuali tracce d'uso
Disponibile in copia unica
€ 25,00
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Notizia per avvertenza e cura di Elio Vittorini. Seconda edizione
pp. 244, Milano
data stampa: 1942
codice isbn: 400000000188
NOTIZIA PER AVVERTENZA


Strano o no, è toccato a un siciliano, questo nostro Micbele Amari, scrivere l'opera che forse raffigura meglio il carattere, insieme critico e visionario, dell'intelligenza politica italiana nello scorso secolo.

Nato a Palermo, di famiglia piccolo-borghese, il 7 luglio 1806 l'Amari ebbe la vita divisa tra inclinazione agli studi e gusto dell'azione: come il lombardo Cattaneo, come Mazzini; e pur senza mai essere un vero e proprio agitatore si trovò infine ad aver svolta un'attività per molti aspetti legata, anche nei libri, agli eventi della sua epoca. Impiegato, dapprincipio, nei ministeri del governo borbonico, stampò articoli e opuscoli coi quali sosteneva un suo concetto, da un anno all'altro sempre più radicale, d'indipendenza siciliana e di confederazione degli stati d'Italia; e confermato questo suo concetto, in modo che apparve pericoloso (poiché subito suscitò un mito di violenta insurrezione popolare), nella famosa ma semplicemente polemica, anzi retorica, Storia del Vespro, si vide invitato, l'anno 1842, a discolparsi; ma, aborrendo di farlo, fuggì in Francia, di dove tornò, sei anni dopo, per aver parte attiva nelle agitazioni palermitane del 48-49 fino a quando, disperso il comitato rivoluzionario, non gli toccava di fuggire un'altra volta, attraverso Malta.
Durante il nuovo periodo di esilio si dedicava allo studio dell'arabo per mettersi in grado di scrivere la Storia dei Musulmani di Sicilia, suo capolavoro ed una delle più suggestive opere d'intenti storici che da un secolo circa siano state scritte in Europa. Pur aderendo, poi, all'unità di Cavour e accettando, tra il '62 e il '64, anche l'incarico di dirigere il ministero italiano dell'istruzione pubblica, l'Amari, che morì a Firenze il 16 luglio 1889, mantenne in essa, e anzi lo accentuò, lo completò, il proprio concetto, così vicino a quello del Cattaneo, di unione federale dei popoli. Stampato il volume I nel 1854 e l'ultimo tomo del III nel 1872, la Storia dei Musulmani di Sicilia voleva essere, forse, solo un frammento di storia patria, ma sembra che abbia avuto per punto di partenza, da come è scritta, una seduzione del cuore, qualche favolosa idea che l'Amari fanciullo si formò del mondo arabo tra letture di vecchi libri e i ricordi locali....

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