Come Attila e Gengiz Khan, l'imperatore Tamerlano rappresenta nel nostro immaginario l'incarnazione del sovrano spietato e crudele. Ma si tratta di un'immagine riduttiva e parziale, perché la sua titanica e complessa figura ha attraversato tutta la letteratura europea, da Machiavelli a Colbert, da Marlowe a Voltaire, da Goethe a Borges; e persino la musica, con Händel e Vivaldi, non ha potuto evitare di ispirarsi al suo fascino torbido e misterioso. Nello stesso Oriente, il giudizio su Tamerlano non è stato uniforme: se la storiografia persiana lo ha descritto con toni di ammirazione encomiastica esaltandone le virtù belliche e la magnanimità, numerosi storici arabi, turchi o indiani ne hanno aspramente condannato gli eccessi e le efferatezze.
Ghiyasoddin 'Ali di Yazd, autore di questa cronaca persiana, fu segretario alla corte di Tamerlano, e l'imperatore che ci racconta, con uno stile al tempo stesso raffinato e potente, è l'inflessibile esecutore di un disegno celeste, la cui sorte fu preconizzata sin dalla nascita da una fortunata congiunzione astrale tra Venere, Giove e il Sole.
Le imprese di Tamerlano vengono lette alla luce di questo destino straordinario, che tramuta un oscuro predone di Samarcanda nel fondatore di uno dei più grandi imperi della storia, i cui confini si estendevano dall'Asia centrale all'Anatolia, dall'India alla Siria. Ciò che ad altri osservatori appare solo come ferocia, sete di sangue, smisurata e smodata passione per il potere, nella biografia di Ghiyasoddin diviene senso e amore di giustizia, affermazione della fede contro la miscredenza, imposizione agli uomini e alle cose di un superiore ordine divino. E così questo "Signore della Congiunzione astrale", che fra i nemici semina terrore e lutti infiniti, ai seguaci appare come dotato di una vista interiore, di una sapienza occulta che gli consentono di vedere al di là delle apparenze e di far trionfare nel sangue i diritti della verità.
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Come Attila e Gengiz Khan, l'imperatore Tamerlano rappresenta nel nostro immaginario l'incarnazione del sovrano spietato e crudele. Ma si tratta di un'immagine riduttiva e parziale, perché la sua titanica e complessa figura ha attraversato tutta la letteratura europea, da Machiavelli a Colbert, da Marlowe a Voltaire, da Goethe a Borges; e persino la musica, con Händel e Vivaldi, non ha potuto evitare di ispirarsi al suo fascino torbido e misterioso. Nello stesso Oriente, il giudizio su Tamerlano non è stato uniforme: se la storiografia persiana lo ha descritto con toni di ammirazione encomiastica esaltandone le virtù belliche e la magnanimità, numerosi storici arabi, turchi o indiani ne hanno aspramente condannato gli eccessi e le efferatezze.
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Mondadori
- Autore
- Ghiyasoddin 'Ali di Yazd
- ISBN
- 978880459210