Ad alcuni, forse, potrà sembrare incongruo realizzare la biografia di uno scrittore come René Guénon, che per tutta la vita rifuggì dal mettersi in primo piano, e che non si curò mai di ottenere un qualsiasi riconoscimento pubblico per la sua persona o la sua opera.
Allora, perché scrivere una storia della sua vita?
In questo caso, si può dire innanzitutto che la biografia non vuole rispondere al bisogno, così «moderno» e «attuale», di soddisfare la curiosità del pubblico nei confronti di aspetti più o meno personali o intimi dell’esistenza di un personaggio celebre, e non è nemmeno il tentativo di elaborare un’analisi psicologica o psicoanalitica, tanto per restare in un ambito oggi così caro a molti, ma che Guénon non teneva in nessuna considerazione.
La biografia di Guénon risponde invece a esigenze di ordine profondamente diverso, dal momento che un autore come lui, che si è mantenuto così a lungo e volontariamente nell’ombra, può essere facilmente frainteso, o viceversa mitizzato.
Proprio perché ciò che gli stava maggiormente a cuore non erano i riconoscimenti personali, ma la sua opera, questo libro intende anche liberare il campo dagli equivoci che possono essere sorti intorno alla sua figura, alla sua formazione e ai suoi libri.