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Dalla Democrazia ai Re

La caduta di Atene e il trionfo di Alessandro Magno

Laterza
€ 19,00
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prima edizione, traduzione di Giuliana Scudder.
pp. XIV-304, 16 tavv. b/n f.t., Bari
data stampa: 2012
codice isbn: 978884209435

Atene, 404 a.C. La città-Stato è devastata da una lunga e sanguinosa guerra con la vicina Sparta. Atene, faro della libertà e della democrazia nel mondo antico, è alla ricerca di un perché della sua crisi. La sua storia, la sua cultura leggendaria, il suo modello politico, la religione, la sua stessa identità sono in piena tempesta, ormai sull'orlo del crollo. Intanto la Grecia rimane senza guida: chi prenderà il comando? Chi sarà all'altezza? Passano quasi 100 anni, neanche un secolo dopo la caduta di Atene, nel 323 a.C., alla morte di Alessandro, e tutta la Grecia e gran parte del mondo noto a quell'epoca si scoprono nelle mani di un monarca assoluto, modello di despota per millenni a venire.

«Nell'antica Corinto viveva Diogene, un filosofo che rifiutava il mondo materiale e aspirava a una estrema autosufficienza e a un totale isolamento dell'individuo. Viveva in una botte, non possedeva niente, al momento della morte chiese che il suo corpo fosse dato in pasto ai cani, anche perché il suo soprannome era Diogene 'il cane' (Cinico). Diogene non rispettava nessuno. Alessandro Magno, alla vigilia della conquista dell'impero persiano si recò da Diogene, mentre se ne stava disteso a prendere il sole, e gli chiese come mai lo avesse ignorato e se avesse bisogno di qualche cosa, al che Diogene rispose: "Sì, che tu ti faccia da parte per non nascondermi il sole".
Probabilmente Alessandro ammirava Diogene per la sua arroganza, con la quale certo si poteva identificare. Io invece ammiro Diogene perché, cosa paradossale per un uomo che ignorava tutto ciò che lo circondava, in lui meglio che in molti altri si concentra l'essenza del cambiamento radicale che quel mondo aveva subìto. Se si chiedeva a un Greco donde venisse, avrebbe immancabilmente detto il proprio nome e quello della propria città natale. Ma Diogene, richiesto di dove venisse, rispose con semplicità: "Io sono cosmopolites", "io sono un cittadino del mondo", il primo cosmopolita. Colui che aveva rifiutato il mondo – che morì nello stesso anno di Alessandro che quel mondo aveva trasformato – aveva capito più chiaramente degli altri che era arrivato un mondo nuovo, non soltanto della politica, ma delle idee, delle intelligenze e delle identità».

Michael Scott ha fatto centro: affronta un argomento storico fondamentale con uno svolgimento ricco di verve e di intuizioni originali. Lo stile accessibile, efficace, brillante suscita la curiosità del lettore su un mondo che è allo stesso tempo familiare e lontano, antico e moderno. (Paul Cartledge, docente di Cultura greca alla Cambridge University)

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