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Shakespeare


Rusconi
Disponibile in copia unica
€ 24,00
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premessa dell'autore, traduzione dall'inglese di Riccardo Mainardi.
pp. 328, nn. tavv. a colori f.t., Milano
data stampa: 1981
codice isbn: 900000001125

«Per scorgere al vivo la faccia di Shakespeare, non abbiamo che da guardarci allo specchio: Will è noi stessi, ordinaria, sofferente umanità, accesa da moderate ambizioni, assillata dal denaro, insidiata dal desiderio, fin troppo mortale.» Antony Burgess, uno dei più seducenti narratori dei nostri giorni, ci restituisce, in un affresco vivacissimo del mondo elisabettiano, la concreta umanità di Shakespeare, del ragazzo di Provincia deciso a battere al loro stesso gioco i cittadini raffinati, del poeta frenato da inciampi concreti, spronato da ambizioni concrete, con un cuore generoso ma anche, all'occasione, un'ottima testa per tener d'occhio incassi e profitti. Burgess lo accompagna, con tenerezza e impertinente umorismo, nei suoi primi anni a Stratford - il figlio d'un guantaio che sposa di malavoglia e in gran fretta Anne Hathaway, dopo averla resa incinta - e gli è accanto quando Shakespeare fa il suo ingresso nella sporca, graveolente, ma affascinante Londra elisabettiana.
La sua carriera di attore e di drammaturgo si svolge su uno sfondo drammatico di rivalità di teatro, intrighi politici, esecuzioni crudeli, guerre e carestie, incendi devastanti, tumulti e pestilenze. Nella città sordida e meravigliosa, Shakespeare dispiega la sua immaginosa forza creatrice, accumula quattrini e soddisfa le sue ambizioni borghesi. Gli ultimi anni lo vedono di nuovo a Stratford, in una delle più belle case della cittadina, appagato del blasone conquistato e del titolo di «Gentleman»: un uomo riservato, simpatico, allegro, interessato al denaro e alla proprietà; per i vicini di casa, una persona attempata, con un'estesa calvizie, della quale si diceva che avesse scritto delle commedie a Londra.
Attorno al personaggio centrale ruotano i ritratti della scintillante regina Elisabetta, del romantico e bizzarro conte di Essex, di Southampton il bel protettore, di Marlowe poeta tempestoso e intrigante, di Ben Jonson spaccone falstaffiano, e di una folla di personaggi grandi e piccoli che hanno connotato uno dei periodi più emozionanti della storia d'Inghilterra.
In una narrazione gaia e brillante, dall'andamento conviviale, ma intelligentemente intessuta di sapienza erudita, Burgess coglie e ricostruisce a tutto tondo l'essenza di un'età aurea e l'umanità di un genio.

Anthony Burgess è nato a Manchester nel 1917 e ha compiuto gli studi allo Xaverian College e all'università della città natale, conseguendovi il titolo di Bachelor of Arts in lingua e letteratura inglesi. Durante il periodo di servizio militare di guerra (1940-1946) cominciò a coltivare ambizioni poetiche e musicali, che abbandonò nel 1955. Dopo vari incarichi universitari in Inghilterra (1946-1954) fu Education Officer in Malacca e nel Brunei (Borneo) fino al 1959. Da allora la sua opera di scrittore (libri e collaborazione a varie riviste e periodici in patria e all'estero) spazia dalla narrativa alla linguistica, dalla critica letteraria all'attualità. Vive a Montecarlo.
Fra le opere di Burgess sono notissime in Italia A Clockwork Grange (trad. it., Un'arancia a orologeria, Einaudi, Torino 1972), trasposta nel film come L'arancia meccanica, e L'Uomo di Nazareth (trad. it., Editoriale Nuova, Milano 1973). Su Shakespeare aveva già scritto un'opera romanzata, Nothing Like the Sun (1964) e la, sceneggiatura per un film hollywoodiano.

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