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Vita scritta da lui medesimo


Feltrinelli
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a cura di Sergio Bertelli
pp. XXXVI-362, Milano
data stampa: 1960
codice isbn: 6341

Per l'autonomia dello Stato della Chiesa, per fondare la nostra coscienza laica, Pietro Giannone rischiò d'essere assassinato, si guadagnò l'esilio, perdette la libertà. In carcere narrò questa sua Vita che è solo un vecchio, disadorno monumento. Sembra chieda scua agli italiani di D'Annunzio e di Malaparte se è tanto grande e tanto poco retorico da aver meritato un così lungo oblio.

Indice:

Introduzione

Nota bibliografica Nota al testo

Vita di Pietro Giannone

Proemio

[La stesura di queste memorie possa riuscire di conforto all'autore; ma serva soprattutto d'esempio ai posteri, affinché conoscano quanto sia difficile vivere rettamente]

Capitolo primo

Anni 1676-1692. [L'infanzia e la giovinezza nel paese natale; i primi studi di grammatica e di filosofia scolastica. Partenza per Napoli]

Capitolo secondo

Anno 1694, sotto il regno di Carlo Il re di Spagna e sotto il governo del conte di S. Stefano e poi del duca di Medina Coeli viceré. [I. Dopo un infelice inizio, diviene allievo di Domenico D'Aulisio. Scoperta del valore della storia. L'ambiente intellettuale nel quale ora vive. Affronta lo studio del diritto canonico, quindi della storia ecclesiastica.

II. Sotto la guida di Filippo de Angelis diviene un seguace del Gassendi e conosce il De rerum natura di Lucrezio. Letture di classici italiani. È colpito d'itterizia]

Capitolo terzo

Anno 1701 sotto il regno di Filippo V, re di Spagna, e sotto il governo dello stesso duca di Medina Coeli e poi del duca d'Escalona marchese di Vigliena, viceré. [I. Ottiene l'addottorato in diritto civile e canonico. Primi inizi della carriera forense, e primi successi, sotto la guida di Gaetano Argento. Frequenta l'oratorio del padre Torres. Studia Sant'Agostino. Dà alle stampe una allegazione scritta in difesa della contessa di Bovalino. II. Accademia presso il duca di Medina Coeli; vi conosce Niccolò Capasso e Niccolò Cirillo. Supera il gassendismo con lo studio di Cartesio, poi del Malebranche. Stende una dissertazione sul diverso mantenersi della neve sulle due vette del Vesuvio.

III. Accademia tra gli allievi dell'Argento: nascono i primi studi sulla storia di Napoli. Legge Bacone di Verulamio e Arthur Duck. Scopre l'importanza dello studio della storia medievale. Inizia la stesura dell'lstoria Civile]

Capitolo quarto

Anno 1707, sotto il regno del re, poi imperadore Carlo VI, e sotto il governo del conte Daun e cardinal Grimani, e poi di nuovo sotto il conte Daun, viceré. [I. Gli Austriaci nel Regno di Napoli. Scoppia la polemica giurisdizionalista sui benefici ecclesiastici con i libri dell'Argento, del Grimaldi e del Riccardi.

II. Morte della madre; matrimonio della sorella; il padre lo raggiunge a Napoli. Difesa dei cittadini di S. Pietro in Lama. Altre cause. Acquisto della villa di "Due Porte." Sottopone al giudizio dell'Aulisio i primi tre libri dell'Istoria Civile. Amore per Elisabetta Angela Castelli: ha da lei due figlioli. III. Inizia la stampa dell'lstoria Civile, pubblicata con licenza del Collaterale]

Capitolo quinto

Anni 1723 e 1724, sotto il regno dell'imperadore Carlo VI, e sotto il governo del cardinal Althan, viceré. Napoli e Vienna. [I. Polemiche per l'uscita dell'Istoria Civile, eccitazione dei lazzari napoletani, sobillati dal clero. È costretto a lasciare Napoli, privo di protezione. Ricorre all'imperatore a Vienna. È accolto da Pio Niccolò Garelli, bibliotecario e medico di Carlo VI, dal quale ha aiuti e incitamento a portare a termine l'Apologia della propria opera. Notizie sull'ambiente italiano a Vienna. Conoscenze nuove e ostilità incontrate. La Congregazione dell'Indice condanna l'lstoria Civile; gli è revocata la scomunica. È ricevuto dall'imperatore.

II. Nascita di Maria Teresa d'Asburgo. Aneddoti attorno al parto della imperatrice. Ottiene una pensione imperiale di mille fiorini annui]

Capitolo sesto

Anni 1725, 1726 e 1727. In Vienna. [I. Ostilità del nuovo pontefice, Benedetto XIII, contro l'Istoria Civile. Apologia dell'arcivescovo Filippo Anastasio. Viaggio in Italia del Riccardi. Pace di Vienna. Corruzione nella burocrazia viennese. La controversia per il Tribunale della Monarchia di Sicilia.

II. È a pensione in casa Leichsenhoffen. Continuano le trattative per il Tribunale della Monarchia di Sicilia. Parziale giudizio sui plenipotenziari: monsignor Celestino Galiani e il cardinale Lambertini. Il Giannone stende a questo proposito una propria dissertazione, ma non ottiene successo col principe Eugenio di Savoia, a cui la presenta]

Capitolo settimo

Anni 1728, 1729 e 1730. In Vienna. [I. Il conte di Montesanto, Giuseppe di Villasor, nuovo presidente del Consiglio di Spagna. Villeggiatura a Perchtoldsdorf. Carteggio con Johann Burcard Mencke. Si raccomanda al conte von Harrach, nuovo viceré di Napoli.

II. Escono le Riflessioni del padre Giuseppe Sanfelice; l'opera è proibita dal Collaterale e il suo autore bandito dal Regno. In Napoli gli animi ne son commossi in favore del Giannone, il quale replica con la Professione di fede. Intervengono nella polemica i padri gesuiti di Trévoux.

III. Stende una Relazione sui Consigli e dicasteri della città di Vienna. Traduzione inglese dell'Istoria Civile. Stende una dissertazione contro il padre Jean Hardouin. Giudizi sulla corruzione della " coorte" spagnola del marchese di Rialp]

Capitolo ottavo

Anni 1731, 1732 e 1733. In Vienna. [I. Morte del conte Almarz. Iniziano gli studi che sfoceranno nel Triregno.

II. Nuova polemica giurisdizionalista, accesa dalla nomina di monsignor Sinibalda Doria ad arcivescovo di Benevento, senza l'exequatur.

III. Escono le Annotazioni critiche del padre Sebastiano Pauli. Replica del Giannone. Entra in trattative col libraio ginevrino Bousquet per una traduzione francese dell'Istoria Civile.

IV. Primi sintomi della prossima guerra per il trono di Polonia. Lite col fratello Carlo. Continua la descrizione degli studi per il Triregno.

V. L'Impero entra in guerra in favore di Augusto di Sassonia. Il figlio del Giannone, Giovanni, è cacciato di casa dallo zio.

VI. Riprende l'esposizione del Triregno. Successi gallosabaudi in Lombardia]

Capitolo nono

Anno 1734. Vienna e Venezia. [L'Austria è battuta in Italia. Le conseguenze della sconfitta ricadono anche sul Giannone, che perde il sussidio imperiale. È costretto ad abbandonare Vienna. Nel viaggio di ritorno a Napoli è fermato a Venezia e impedito di tornare in patria. Amicizie contratte nel soggiorno veneziano. È attaccato dai gesuiti, che tentano di porlo in cattiva luce col governo della Serenissima. Si difende con una dissertazione]

Capitolo decimo

Anno 1735. Venezia, Modena e Milano. [È ospite del patrizio veneziano Angelo Pisani di S. Angelo. Si fa raggiungere dal figlio. Il libraio veneziano Pitteri propone una nuova edizione dell'Istoria Civile. Calunnie contro il Giannone divulgate ad arte in Venezia: è accusato di ateismo. Suo arresto ed espulsione dallo Stato veneto. Sbarca a Crispino, in territorio pontificio, ma riesce a rifugiarsi a Modena. Passa a Milano, dove è aiutato dalla principessa Trivulzio. Riceve improvvisamente l'ordine di abbandonare Milano. Si dirige a Ginevra passando per Torino. Cordiale accoglienza degli intellettuali ginevrini]

Capitolo decimoprimo

Anni 1736 e 1737. Ginevra, Champéry e castello di Miolans. [In Ginevra partecipa ad alcune adunanze accademiche. Naufraga il progetto di traduzione dell'lstoria Civile per il fallimento del Bousquet. Un secondo editore ginevrino accetta di proseguire l'impresa. La corte sabauda trama per catturarlo. È arrestato a tradimento, e portato a Champéry, quindi nel castello di Miolans. Sue suppliche al re Carlo Emanuele III di Savoia. Si ammala due volte. Conclusione dell'autobiografia]

[Appunti autobiografici stesi nel castello di Ceva: 1738-1741]

Glossario

Indice dei nomi

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