Dove risuona un'armonia eterna non udibile da orecchio umano, a quella festa senza fine porterò l'arpa della vita mia. Tagore
Nell'agosto 1979, percorsi gli itinerari evocati nell'Apocalisse di Giovanni, giungemmo col Padre Elenjimittam a Konya, l'antica Iconiumdi Paolo e Barnaba, ora città santa dell'Islam resa celebre dall'insegnamento di Jellaludin Rumi, anche noto col nome di Mevlana. Visitato il santuario dove egli è sontuosamente sepolto insieme a figli e discepoli, incontrammo Suleyman Loras, anziano e venerato Sufi d'Anatolia. La sua piccola dimora, poche stanze intonacate di bianco in un quartiere povero della città, aveva la sobrietà luminosa di un eremo francescano. La conversazione contemplò vari temi, accentrandosi sulle convergenze fra Cristianesimo, Induismo e Islam. Dopo alcune affermazioni dogmatiche sul primato del Corano, Suleyman convenne che le religioni sono paragonabili ai grandi fiumi, che tutti confluiscono nel mare. Prima del commiato il vegliardo tenne a mostrarci il suo lungo flauto di canna e l'alto copricapo di lana grezza circondato da una fascia verde, simbolo della sua dignità, che egli baciò devotamente dopo averlo estratto da un involucro metallico. Nel lungo colloquio si era rapidamente diffusa un'atmosfera di fratellanza religiosa e umana, accresciuta dal misticismo del luogo e degli interlocutori.
Tornando con la mente a quei momenti di intensa comunione spirituale, mi apparve nel suo splendore il vincolo sommesso e profondo che unisce i credenti al di là delle cristallizzazioni storiche, dei dogmi differenziati e dell'appartenenza a diversi «popoli di Dio». Come un patrimonio comune tramandato dalle generazioni, tale vincolo decanta e si affina attraverso i secoli col progressivo elevarsi del sentimento religioso e la sempre più rapida osmosi fra civiltà e culture d'Oriente e d'Occidente.
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Dove risuona un'armonia eterna non udibile da orecchio umano, a quella festa senza fine porterò l'arpa della vita mia. Tagore
Nell'agosto 1979, percorsi gli itinerari evocati nell'Apocalisse di Giovanni, giungemmo col Padre Elenjimittam a Konya, l'antica Iconiumdi Paolo e Barnaba, ora città santa dell'Islam resa celebre dall'insegnamento di Jellaludin Rumi, anche noto col nome di Mevlana. Visitato il santuario dove egli è sontuosamente sepolto insieme a figli e discepoli, incontrammo Suleyman Loras, anziano e venerato Sufi d'Anatolia. La sua piccola dimora, poche stanze intonacate di bianco in un quartiere povero della città, aveva la sobrietà luminosa di un eremo francescano. La conversazione contemplò v
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Missione Sat-Cit-Ananda
- Autore
- Elenjimittan A.
- ISBN
- 6398