Come le Tavole di Gubbio, ci sono pochi altri o punti monumenti che tanto si identifichino con la propria città. Il solo nome di Gubbio fa correre immediato il pensiero alle sue Tavole.
Ciò è senz'altro per il loro valore, grandissimo: scoperte 530 anni fa, fin dal Cinquecento sono state oggetto di studio sempre più intenso, rivelandosi a poco a poco e costituendosi, principalmente per l'opera di Giacomo Devoto, come il più importante testo rituale dell'Occidente antico. Ma il legame più profondo è quello storico-culturale. Già in esse c'è la distinzione, tipica dei centri Umbri arcaici, fra la città e la rocca, dove la prima definisce la sfera della laicità, la seconda è la sfera sacra. Soprattutto però esse collegano a Ikuvins, cioè agli Iguvini, gli Umbri preistorici in quanto documento fondamentale' di quella lingua, che sulla loro base acquista una fisionomia~ben individuata nel ceppo indeuropeo. E in tal maniera Gubbio, così remota nel mezzo di verdi montagne, si presenta quale punta avanzata di un gruppo di tribù che ha antefatti essenzialmente transadriatici e dalla costa si addentra nell'Appennino, mostrando la traccia del proprio itinerario nella relazione esistente fra Attiggio, località marchigiana presso Fabriano, e il collegio sacerdotale dei Fratelli Atiedii, che appunto si esprimono a Gubbio nelle Tavole. Essi usano una lingua propria ma derivano l'alfabeto dagli Etruschi prima e adottano poi l'alfabeto latino. Le connessioni si ampliano. Se le Tavole da una parte sono legate inscindibilmente a Gubbio, dall'altra esse, insieme a Gubbio, appartengono alla storia della civiltà. Perciò questo libro le apre ora a un pubblico più vasto, dopo che esso è stato per anni prezioso strumento degli studiosi nei «Manuali di filologia e storia».
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Come le Tavole di Gubbio, ci sono pochi altri o punti monumenti che tanto si identifichino con la propria città. Il solo nome di Gubbio fa correre immediato il pensiero alle sue Tavole.
Ciò è senz'altro per il loro valore, grandissimo: scoperte 530 anni fa, fin dal Cinquecento sono state oggetto di studio sempre più intenso, rivelandosi a poco a poco e costituendosi, principalmente per l'opera di Giacomo Devoto, come il più importante testo rituale dell'Occidente antico. Ma il legame più profondo è quello storico-culturale. Già in esse c'è la distinzione, tipica dei centri Umbri arcaici, fra la città e la rocca, dove la prima definisce la sfera della laicità, la seconda è la sfera sacra. S
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Sansoni
- Autore
- Devoto Giacomo
- ISBN
- 7894