IL BACIO DEL SOLE

 

 

IL BACIO DEL SOLE

 

La pratica dell’alchimia solare nell’Italia dei secoli XVII e XVIII

 

Quarto incontro sull’alchimia

 

con Alessandro Boella e Antonella Galli

 

 

Firenze, Villa La Stella

Sabato 15 e domenica 16 novembre 2025

Ore 10h00-19h00

 

 

Dopo aver dedicato un ampio spazio alla prassi alchimica solare in area germanica, il cui frutto più compiuto è rappresentato dagli Arcana divina di tradizione rosacruciana e derivazione paracelsiana, giungiamo ora al quarto, e più atteso, incontro, che ci riconduce finalmente in Italia, ove prevale un approccio più sintetico e pragmatico, scevro dalle implicazioni misticheggianti proprie ai paesi protestanti.

 

In un discorso sul “grande segreto gelosamente custodito dagli Adepti”, il poeta, alchimista e letterato Alexander von Bernus (1880-1965) dichiarava addirittura che in Germania, e in generale nei paesi nordici, «in cui l’estate, come dice Heinrich Heine, è un inverno dipinto di verde», dato il poco calore e i deboli raggi solari, questo metodo non potesse essere adottato, mentre avrebbe potuto essere benissimo applicato in Italia e nei paesi meridionali.

 

E appunto in Italia, fra il XVII e il XVIII secolo, un insieme di speziali, chimici, naturalisti, botanici, medici, fisici, matematici, ma anche abati, monaci, preti e diplomatici, dei quali non pochi di nobili origini, istituirono una vera e propria élite di ermetisti operativi a livello internazionale.

 

Fra questi, il prete fiorentino Antonio Neri (1576-1614), mastro vetraio e chimico paracelsiano dedito all’alchimia insieme a Don Antonio de’ Medici (1576-1621), che nel suo Discorso sopra la chimica (poi ripreso da Francesco Lana Terzi) indicava chiaramente la strada da percorrere: «E averto che quanto più è perfetta l’Arte, tanto è più semplice […] E che nel modo di operare si deve imitare la Natura, la quale per produr l’Oro si serve di una sola o semplice materia, che è semenza dell’Oro, di un sol vaso, che è il Seno della Terra, e di un solo Fuoco naturale, e vitale, che è quello del Sole».

 

Indi il poliedrico scienziato gesuita di origine bresciana Francesco Lana Terzi (1631-1687), allievo di Athanasius Kircher, che perfezionò il modo di “riunire i raggi solari, ovvero il fuoco celeste, in un corpo denso dotato di prodigiose virtù” per poterne ricavare “abbondanti frutti, sia nella scienza naturale, sia nell’arte medica, sia nella chimica”, et ultra. E poi “il nobile Scipione Severino napoletano”, alchimista del XVII secolo, che indicava una curiosa e inconsueta tecnica per raccogliere l’Anima Mundi e farne il Lapis Philosophorum; e il vero autore della Notomia dell’acqua del 1715, che non è Dionisio Andrea Sancassani.

 

Ci dedicheremo specialmente a una prestigiosa figura di origine emiliana ma veneziana di adozione, protagonista della cultura europea dei primi anni del XVIII secolo (di cui ci permettiamo di non anticipare il nome): un personaggio eclettico e straordinario che fu grandemente stimato da figure di spicco come lo storico Ludovico Antonio Muratori (1672-1750), il medico e naturalista Antonio Vallisnieri (1661-1730) o il medico Giovan Battista Morgagni (1682-1771), e che intessé un gran numero di relazioni in varie parti d’Europa, creando una rete di approfonditi e proficui scambi reciproci.

Speziale, chimico, botanico, paleontologo, consacrò la propria vita alla preparazione di rimedi medicinali, e soprattutto all’alchimia solare, comparando e perfezionando una serie di apparecchi, costituiti specchi ustori, lenti e vasi di particolare forma, atti a concentrare i raggi solari e a corporificare, senza il concorso del fuoco artificiale, la Sostanza Celeste che dà luogo alla Medicina Universale. 

Lo studio dei suoi manoscritti inediti ci ha permesso di conoscere da vicino l’attività di un alchimista che non si contentava delle conoscenze acquisite riguardo ai regni della Natura, ma le sottoponeva al vaglio dell’esperienza, cercando di perfezionarle il più possibile. 

Le istruzioni che troviamo nei suoi manoscritti sono le più dettagliate e accurate in assoluto su queste prassi, dunque ancora più precise e minuziose di quelle degli Arcana Divina, poiché, ripetiamo, totalmente spoglie di divagazioni a carattere più o meno religioso. Ricordiamo che nell’ultima manifestazione dell’ermetismo post-rosacruciano, la Società ermetica, si ripeteva che «i misteri della religione non hanno a che fare con l’arte ermetica» che è universale.

 

L’incontro sarà illustrato da una ricca documentazione iconografica.

 

Ancora una volta, quello indicato è solo un programma di massima, che potrà subire modifiche a seconda delle esigenze dei partecipanti, ai quali è raccomandata la lettura di alcuni dei nostri testi, e almeno di Divo Sole e del Lievito dell’eternità.

 

SONO ASSOLUTAMENTE VIETATE FOTO E REGISTRAZIONI VIDEO E AUDIO

 

Poiché le sedie non sono tutte dotate di tavolette, è consigliabile l’uso di un supporto rigido per prendere appunti, dal momento che l’uso del computer non è consentito.

 

Quota di partecipazione: € 200,00

 

Iscrizioni entro il 7 novembre 2025.

 

Per informazioni e iscrizioni

Email: lapo.bartumioli@gmail.com

Tel: +39 339 766 8959

 

 

Alessandro Boella e Antonella Galli sono una coppia di liberi ricercatori italiani che hanno dedicato la loro vita allo studio dell’esoterismo in quanto aspetto spirituale del mondo. Dopo quarant’anni di studi e di esperienze hanno cominciato a pubblicare i frutti delle loro ricerche in un articolato progetto editoriale italo-francese che comprende già decine di volumi: opere in lingua italiana per le Edizioni Mediterranee, La Lepre Edizioni, le Edizioni Tlon, Aseq Edizioni, ecc. e, con il “nome di penna” di Alexandre de Dánann, opere in lingua francese per la casa editrice Archè di Milano-Parigi.