«Tiberio nel Tevere», gridavano i romani gettandosi inferociti sulle spoglie del loro imperatore durante il corteo funebre. In vita il sovrano li aveva umiliati fuggendo l'Urbe e prescegliendo l'isola di Capri come nuova dimora. Roma non era più che formalmente la capitale del mondo. Erano bastati un roccioso isolotto e il capriccio d'un principe a soppiantare le glorie della Città eterna. L'imperatore era tacciato di ignavia per aver rinunciato alla conquista di nuove terre e per aver preferito alla guerra le orge di Capri, le secretae libidines su un'isola misteriosa. Lo spirito bellicoso dei romani mal si conciliava con la prudenza e la moderazione di Tiberio, con il suo innato pacifismo e la tendenza a risolvere i conflitti con la diplomazia al posto delle armi.
Tutto ciò era in quei tempi sufficiente a porre in cattiva luce un sovrano, anche senza l'azione preconcetta degli antichi annalisti i quali, avendo nostalgia di libertà repubblicane più immaginate che realmente perdute, hanno poi fatto di lui un tiranno spietato, un assassino insaziabile, un depravato stupratore di fanciulle e fanciulli.
Questo libro va alla ricerca del vero Tiberio. Possiamo sapere oggi chi fu veramente Tiberio o la sua figura dovrà rimanere per sempre ascritta fra gli enigmi della storia? Antonio Spinosa è pazientemente risalito alle fonti, con occhi scevri da pregiudizi. Ha riletto Tacito, Svetonio, Velleio Patercolo, Dione Cassio. Ha fatto confronti e paragoni, ha colto contraddizioni e prevenzioni. Ha letto anche testi più vicini a noi e ha seguito il filone degli storici contemporanei che tentano una riabilitazione del più diffamato imperatore romano, diffamato ingiustamente e per partito preso.
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«Tiberio nel Tevere», gridavano i romani gettandosi inferociti sulle spoglie del loro imperatore durante il corteo funebre. In vita il sovrano li aveva umiliati fuggendo l'Urbe e prescegliendo l'isola di Capri come nuova dimora. Roma non era più che formalmente la capitale del mondo. Erano bastati un roccioso isolotto e il capriccio d'un principe a soppiantare le glorie della Città eterna. L'imperatore era tacciato di ignavia per aver rinunciato alla conquista di nuove terre e per aver preferito alla guerra le orge di Capri, le secretae libidines su un'isola misteriosa. Lo spirito bellicoso dei romani mal si conciliava con la prudenza e la moderazione di Tiberio, con il suo innato pacifismo e la tendenza a risolvere i conflitti con la diplomazia al po
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Arnoldo Mondadori Editore
- Autore
- Spinosa Antonio
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 7197