Nel volume si affronta il problema di far conoscere attraverso una lettura critica i tesori architettonici di grandi civiltà cresciute parallelamente alla nostra ma in dimensioni affatto diverse, tenendo presente il contesto storico e sociale che quei tesori ha prodotto. In tutte le civiltà asiatiche l'architettura non è considerata tra le arti maggiori.
La pesantezza della materia che essa impiega, la quantità di dati tecnici necessari alla progettazione e alla costruzione, la fanno considerare poco spontanea, non facilmente apprezzabile e perciò prodotto di artigianato, anziché opera d'arte. Peraltro i testi tradizionali indiani enumerano con molta precisione i diversi aspetti della preparazione tecnica necessaria all'architetto. Questi comprendono: nozioni di tipo geologico, geomantico, magico, conoscenze religiose, tecniche, artistiche e persino psicologiche (per trattare con gli operai). Il tutto implica una cultura particolare, certamente non comune, diversissima da quella di un architetto occidentale classico o rinascimentale, e più ancora da quella di un qualsiasi architetto moderno o contemporaneo.
Il continuo rapporto dell'uomo con la natura, le cui forze gigantesche si manifestano con una violenza ignota all'occidente, non è stato privo di conseguenze nel campo architettonico. Certe opere di carattere religioso - in funzione di ex-voto - appaiono costruite al di fuori di tutti i parametri validi nel contesto culturale occidentale (durata, valore estetico, razionalità). Uno stupa buddista, ad esempio, poteva essere eretto al solo scopo di «acquisire meriti», vale a dire per migliorare, nelle vite future, la sorte del committente o del costruttore. Se esso fosse crollato,
o fosse stato demolito subito dopo il suo completamento, la sua fine non avrebbe avuto importanza alcuna, in quanto l'atto di fede era ormai compiuto.
Anche in India, in Indonesia e in Indocina, come in tutto il resto dell'Asia, per evidenti ragioni storiche e sociali gli edifici pubblici prevalgono su qualsiasi costruzione privata.
E proprio per questo l'architettura è prevalentemente di tipo religioso. L'importanza della componente religiosa carica l'architettura asiatica di complicati simbolismi e di indicazioni allusive. La sua evoluzione storica potrebbe essere delineata, in maniera quasi completa, sul piano e con metodo iconologico, anche se in questo modo si porrebbe in evidenza un solo aspetto, sia pure importante, di una realtà più vasta e complessa. Bisogna anche tener presente, infatti,
che la componente religiosa non è omogenea.
Il fenomeno diventa poi ancora più ampio con l'espansione delle religioni ecumeniche, che investono aree dominate da civiltà diversissime, come è accaduto per il buddismo e per l'induismo in India.
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Nel volume si affronta il problema di far conoscere attraverso una lettura critica i tesori architettonici di grandi civiltà cresciute parallelamente alla nostra ma in dimensioni affatto diverse, tenendo presente il contesto storico e sociale che quei tesori ha prodotto. In tutte le civiltà asiatiche l'architettura non è considerata tra le arti maggiori.
La pesantezza della materia che essa impiega, la quantità di dati tecnici necessari alla progettazione e alla costruzione, la fanno considerare poco spontanea, non facilmente apprezzabile e perciò prodotto di artigianato, anziché opera d'arte. Peraltro i testi tradizionali indiani enumerano con molta precisione i diversi aspetti della preparazione tecnica necessaria all'arc
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Electa Editrice
- Autore
- Disponibilità
- 1 Libro
- ISBN
- 900000004732