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Il Dio Benevolo e la Dea Inaccessibile

Sculture dall'India e dal Nepal. Studi e Restauro

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€ 20,00
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a cura di Laura Giuliano, Massimiliano A. Polichetti, con la collaborazione di Giovanna Iacono.
pp. 96, interamente e riccamente ill. a colori, Roma
data stampa: 2014
codice isbn: 978884922949

Ancora una volta la Fondazione Paola Droghetti onlus conduce i suoi amici alla scoperta di tesori poco conosciuti: un intento che convive con quello di valorizzare musei spesso ignorati dall'attenzione sommaria del grande pubblico e per i quali è sempre più difficile trovare fondi destinati al restauro e alla conservazione.
Siamo infatti intervenuti nell'anno 2012, finanziando il restauro di una stele medievale indiana, acquistata dallo Stato per il Museo Nazionale di Arte Orientale nel 1972, e qui conservata. Una scultura straordinaria, risalente al decimo-undicesimo secolo dopo Cristo, contemporanea a quando l'arte italiana era cristallizzata nei resti della figuratività bizantina, o nel linguaggio artistico ancora primitivo della civiltà longobarda, e che ci porta nel mondo orientale, permeato dal Buddhismo. Veniamo cosí a conoscere attraverso la stele in pietra con Siva, il dio motore del mondo, e la sua sposa Parvati, la coppia più venerata nella religiosità hindu, un mondo strettamente basato sul legame dell'umano e del divino con la natura.
Nella scultura insieme alla coppia divina, compare infatti il toro, simbolo di Siva, il leone “attributo” canonico di Parvati, il fiore del loto e delicate ghirlande vegetali di cui sono vestite a profusione le due divinità. E l'immagine si colora di una delicata connotazione sentimentale, nel gesto di Parvati che cerca con il palmo destro di aderire al piede dello sposo, esprimendo in modo delicato e lampante la sua devozione e l'intimità dell'unione fra i due coniugi.
Altrettanto elegante, ma più rarefatta è l'immagine della mitica Durga, la dea guerriera e inaccessibile raffigurata in una stele in legno nepalese secentesca proveniente probabilmente da una decorazione templare. Su quest'ultima, anch'essa conservata presso il Museo Nazionale d'Arte Orientale, la Fondazione Paola Droghetti è intervenuta, finanziando il restauro nel 2014.
In entrambi i manufatti prevale una gestualità pacata e solenne ed uno spirito lineare che ritroviamo nell'eleganza astratta dei prodotti indiani che invadono i nostri mercati (dai tessuti, ai gioielli, agli arredi) ma anche una potente forza espressiva, che il mondo indiano ci trasmette tuttora.
Ecco perché assicurare la conservazione di due opere tanto raffinate quanto poco note come sono le due stele del Museo Nazionale d'Arte Orientale e poterle conoscere meglio attraverso gli scritti raccolti in questo volume è stato importante: perché lontano dal nostro mondo rigorosamente pragmatico e occidentale ci parlano di simboli e di valori eterni e per la maggior parte di noi tutti da scoprire.

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