Tra tutte le gare per un primato, quella che più ci commuove e ci esalta in quanto uomini è la competizione tra le grandi civiltà storiche per allinearsi tra le massime guide della cultura e le fondatrici di tradizioni ancora lievitanti nel nostro patrimonio mentale, morale, sociale. Accanto alla Giudea, alla Grecia, a Roma, l'antica Persia vanta illustri ragioni di partecipare a quella gara, soprattutto per il suo esempio di splendore, potenza, forza nel sopravvivere al gioco delle vicende. Eppure, la nostra conoscenza di un così ricco crogiolo di idee, ispirazioni religiose, esemplari estetici è ancora lacunosa e sproporzionata: si limita ad alcuni capolavori dell'arte più tarda e alle storie del famoso duello con la Grecia, tramandateci dagli scrittori classici. Richard N. Frye ha esteso la sua esplorazione a quasi tremila anni della civiltà persiana in tutta la sua area linguistica e culturale, prendendo come punto di inizio l'arrivo degli ariani nel II millennio a.c., seguendo le gesta delle varie dinastie (gli Achemenidi, che viaggiarono quasi tutto il mondo di allora, i Seleucidi, rivali di Alessandro, e poi i Parti e i Sassanidi in lotta con Roma per l'egemonia) sino al trionfo dell'Islam nel secolo X della nostra èra. Ha ingegnosamente applicato alle scienze storiche i criteri delle scienze naturali: tra le ipotesi interpretative si attiene a quelle che spiegano e coordinano la più ampia varietà di fatti col massimo di semplicità. Ed è giunto a parecchie idee nuove: circa la storia, per esempio, dello Zoroastrismo come innesto di una dottrina di minoranza sulle credenze religiose più diffuse e popolari, o circa il contributo dei « nazionalisti persiani» al consolidamento dell'Islamismo. Si è valso di tutti gli strumenti di indagine, non esclusa la sempre affascinante ricerca delle etimologie. Così il suo libro, oltre che opera di storia, è anche di dottrina della storia, e può legger si come un sistema di premesse generali alla comprensione di una antica civiltà. Le illustrazioni costituiscono una antologia dell'arte persiana, arricchita dei nuovi tesori messi in luce dalle ultime scoperte archeologiche.
Nato a Birmingham (Alabama) nel 1920, Richard N.Prye ha studiato all'Università dell'Illinois, ad Harvard, ha frequentato a Londra la School of Oriental and African Studies e poi, per un anno, l'Università di Teheran. Tornato ad Harvard come docente, nel 1948 il suo corso di letteratura iranica è stato frequentato dall'Aga Khan. Nel proprio lavoro scientifico, il Prye si giova di larghissime esperienze dirette e comparative, che ha potuto procurarsi con frequenti viaggi in URSS, nell'Iran, nell'Afghanistan, nell'India, in Turchia, Arabia, Egitto, oltre che nei paesi e nei centri di cultura dell'Europa occidentale. Autore di ampi e fondamentali volumi, come Iran (1954) e A History of Bukhara (1957), è stato anche curatore di Islam and the West e di The Near East and the Creat Powers.
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Tra tutte le gare per un primato, quella che più ci commuove e ci esalta in quanto uomini è la competizione tra le grandi civiltà storiche per allinearsi tra le massime guide della cultura e le fondatrici di tradizioni ancora lievitanti nel nostro patrimonio mentale, morale, sociale. Accanto alla Giudea, alla Grecia, a Roma, l'antica Persia vanta illustri ragioni di partecipare a quella gara, soprattutto per il suo esempio di splendore, potenza, forza nel sopravvivere al gioco delle vicende. Eppure, la nostra conoscenza di un così ricco crogiolo di idee, ispirazioni religiose, esemplari estetici è ancora lacunosa e sproporzionata: si limita ad alcuni capolavori dell'arte più tarda e alle storie del famoso duello con la Grecia, tramanda
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Il Saggiatore
- Autore
- Frye Richard N.
- Disponibilità
- 2 Libri
- ISBN
- 5347