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La Città Proibita


Libro d'occasione, recante eventuali tracce d'uso
Disponibile in copia unica
€ 30,00
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A cura di Francesca Agostini. Traduzione di Alberto Limonta.
pp. 174, nn. ill. a colori e b/n, Milano
data stampa: 1975
codice isbn: 900000005261

La claustrale bellezza della Città Proibita ha affascinato i visitatori di Pechino fin dai tempi dell'illustre dinastia dei Ming. Costruito dall'imperatore Yung Lo, nella prima decade del diciassettesimo secolo, questo complesso labirinto di sale per udienze, di quartieri per la servitù, di appartamenti reali, di cortili comunicanti, ha soddisfatto per trecento anni le particolarissime necessità degli imperatori cinesi e dei loro enormi seguiti.Proprio nel luogo dove sarebbe poi sorta la Città Proibita, nel 1274 venne fatta costruire la prima residenza imperiale dal conquistatore barbaro Kubilai Khan i cui eserciti invasero Asia ed Europa. Il palazzo di Kubilai fu raso al suolo dai Ming dopo neppur un secolo che era stato eretto, ma negli anni in cui esistette, la sua magnificenza venne immortalata nelle straordinarie memorie di Marco Polo. Malgrado la bellezza, il palazzo di Kubilai non avrebbe potuto competere con quello dei Ming che lo sostituì. Poggianti su esili colonne laccate in colori brillanti, i tetti dorati della Città Proibita sollevavano con grazia i ricurvi cornicioni sull'arida piana della Cina settentrionale. Qui gli ultimi imperatori cinesi, i Ch'ing o Manciù, vissero in uno sfarzo medievale, lontani dai loro sudditi e dall'invadente mondo del diciannovesimo secolo. Intrattabili, dispotici e profondamente xenofobi, i Manciù, s'aggrappavano ad antiquate tradizioni resistendo alla continua pressione dei sudditi desiderosi di riforme e degli occidentali bramosi di stabilire rapporti commerciali. Risultato del loro atteggiamento furono una serie di umiliazioni in campo militare che presto ridussero la Cina a uno stato di vassallaggio entro il suo stesso territorio e che la portarono al cataclisma rivoluzionario del 1911. Solo allora le porte della Città Proibita si aprirono ai cinesi d'ogni ceto sociale.
La Città Proibita è oggi divenuta una meta turistica; nel 1972 fu infatti inclusa nell'itinerario della visita in Cina del presidente Nixon.

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