Dal primo capitolo:
"Alla base di ogni giudizio sull'arte dell'Oriente cristiano _ quella che per ormai antica consuetudine diciamo, né del resto in modo del tutto, improprio, bizantina - come sull'arte dell'Occidente barbarico, stette, per lo meno sino all'età del Romanticismo, e per certi aspetti assai oltre, una concezione umanistica, rintracciabile già nei Commentari del Ghiberti e chiaramente formulata dal Vasari. È il concetto del decadimento profondo dell'arte, dopo gli splendori della civiltà antica di Grecia e di Roma - un millennio di indigenza artistica e di estrema rozzezza dall'età di Costantino sino a quella di Cimabue e di Giotto - e la conseguente idea della rinascita e del progresso a partire dal Trecento. Gli stessi concetti storiografici di «Medioevo» e di «Rinascimento», pur sorti più tardi, affondano le loro radici in questa concezione elaborata dall'Umanesimo toscano di una « età di mezzo» che stende il proprio uniforme grigiore tra gli splendori dell'età antica e quelli dell'età moderna.
In questa costruzione storica, che certo non manca di grandiosità di concetto e di una sua logica, sono accomunate nello stesso disprezzo, e tuttavia già in certo modo distinte, la «maniera barbarica o tedesca» e la «maniera greca». All'una o all'altra di queste maniere appartengono tutte le opere d'arte sorte in quei dieci secoli, che il Vasari qualifica come, «vecchie» in chiaro e frequente contrapposto con quelle della Grecia classica e della Roma pagana, che sono dette «antiche». Goffa è rozza è l'arte ili questa età, per il Vasari: manca all'architettura quella « grazia» che deriva dalla «misura» e dall'«ordine», mentre le sculture sono « molto basse»,[…]"
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Dal primo capitolo:
"Alla base di ogni giudizio sull'arte dell'Oriente cristiano _ quella che per ormai antica consuetudine diciamo, né del resto in modo del tutto, improprio, bizantina - come sull'arte dell'Occidente barbarico, stette, per lo meno sino all'età del Romanticismo, e per certi aspetti assai oltre, una concezione umanistica, rintracciabile già nei Commentari del Ghiberti e chiaramente formulata dal Vasari. È il concetto del decadimento profondo dell'arte, dopo gli splendori della civiltà antica di Grecia e di Roma - un millennio di indigenza artistica e di estrema rozzezza dall'età di Costantino sino a quella di Cimabue e di Giotto - e la conseguente idea della rinascita e del progresso a partire dal Trecento. Gli ste
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Sansoni
- Autore
- Salvini Roberto
- ISBN
- 7104