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Il Cristianesimo Orientale


Il Saggiatore
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Seconda edizione, introduzione dell'autore, traduzione di Orazio Nicotra.
pp. 488, nn. tavv. a colori e b/n, Milano
data stampa: 1966
codice isbn: 2792

Esiste da un millennio e mezzo un'equazione tra Cristianesimo ed Europa, tra Cristianesimo e Occidente. Per i popoli asiatici e africani, Cristianesimo vuol dire non soltanto religione degli Occidentali, ma modo e ideale di vita, struttura storica e visione del mondo che sottendono e condizionano il nostro pensiero, la nostra civiltà scientifica e tecnica. Si tratta di un'equazione verificabile su tutta l'area cristiana? Certamente no: basta pensare che almeno un terzo dei Cristiani di oggi non condividono la mentalità dell'Occidente, al quale non appartengono né dal punto di vista etnico, né da quello geografico. Sono i seguaci della Chiesa Ortodossa Orientale, come essi la chiamano. Se da un pinnacolo librato sul cuore dell'Europa, si potesse abbracciare con un solo sguardo tutto il nostro continente, e spingere l'occhio anche oltre, si ritrarrebbe dall'architettura stessa delle chiese e santuari una visione plastica dei due modi di sentirsi cristiani. In Occidente, guglie campanili e torri sovrastano alle città; in Oriente, volte e cupole modulano il profilo dei tetti. Ancora più sensibili le differenze all'interno di queste chiese: in Oriente il sorgere dell'iconostasi che come una muraglia gemmata e policroma sbarra l'altare, il carattere simbolico delle decorazioni, la disposizione di lumi e candelabri aliena da qualsiasi criterio di funzionalità, l'ombra che avvolge l:officiante e i fedeli, tutto riporta a ispirazioni e fiducie mistiche diverse da quel bisogno di razionalità che in Occidente caratterizza anche la fede. L'abito stesso e i paramenti dei pope e dei papà,r rievocano immagini antiche; conventi, monasteri, chiostri arieggiano la povertà del Cristianesimo primitivo. A conoscere e interpretare questi segni documentari o monumentali, ora splendidi, ora toccanti nella loro religiosa semplicità, il libro dello Zernov ci guida con una esplorazione del Cristianesimo Orientale condotta in Grecia, nei Balcani, nel Caucaso, nell'URSS europea, nella Siberia, nell'Asia Occidentale, nell'Egitto e nell'Etiopia. Ma si spinge anche agli avamposti di quel Cristianesimo, toccando l'India, la Persia, l'Uganda e altre terre dove il primitivo messaggio cristiano è stato fortemente influenzato dalla lingua, dal temperamento, dalle consuetudini locali. Conoscere vuol dire capire, e capire vuol dire superare le discordie e i fraintendimenti, appianare quei dissensi religiosi che, in tutto il corso della storia, sono stati tra i fomiti più temibili di discordie, persecuzioni e guerre.

Nato a Mosca nel 1898, Nicolas Zernov si è laureato in teologia all'Università di Belgrado. Per alcuni anni ha tenuto la carica di segretario del Movimento degli Studenti russi emigrati, con sede a Parigi. Trasferitosi in Inghilterra, vi è divenuto segretario dell'Associazione di S. Albano e S. Sergio. Lettore onorario alla Scuola di Studi Slavi presso l'Università di Londra, è anche insegnante di Cultura Ortodossa Orientale in quella di Oxford. Numerosi gli altri incarichi accademici a lui affidati in vari periodi: in particolare, quello di direttore del Catholicate College di Pathanamthitta nell'India meridionale e quello di professore di Teologia Ecumenica presso la Drew University di New Jersey (Stati Uniti). La sua dottrina e la sua efficacia di scrittore sono messe in luce dalle precise analisi e dalle esemplari sintesi contenute in questo esauriente volume.

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