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I Celti

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Rizzoli
Libro d'occasione, recante eventuali tracce d'uso
€ 40,00
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prefazione dell'autore, traduzione dal francese di Marcello Lenzini e Maria Luisa De Luigi Rotondi.
pp. 332, riccamente illustrato a colori e b/n, Milano
data stampa: 1978
codice isbn: 100000001354

Nei secoli in cui fiorirono le civiltà greca e romana, i paesi che non conobbero né l'influenza diretta dell'ellenismo né l'impronta dell'impero latino, o quelli che le subirono più o meno tardi, appartennero a quattro popoli che gli antichi definivano barbari: all'estremo occidente, gli Iberi, nelle pianure del Nord, i Germani, nelle steppe dell'Est, gli Sciti, altrove, dovunque regnarono, trasmigrarono o combatterono, i Celti. Da questi ultimi furono occupati quasi interamente, durante la seconda età del ferro (partendo dal 475 a.c. circa), Gallia e Boemia, Gran Bretagna e Irlanda, l'Italia del Nord e le regioni del medio Danubio.
Sedentari o migratori, conquistatori o predatori, durante i tempi ineguali in cui perdurò la loro indipendenza, i Celti crearono e diffusero in questi vasti territori un'abbondante e varia produzione artistica che, contrariamente a quella degli Iberi e degli Sciti, ebbe essa stessa una posterità riaffiorando con l'arte cristiana dell'Irlanda e della Gran Bretagna nel momento in cui vennero fissate per iscritto le leggende epiche che formarono la prima grande letteratura europea in lingua volgare. La cultura dei Celti, nel suo assieme, ebbe in tal modo un felice destino e occupò un posto d'onore nella formazione dell'Occidente.

Paul-Marie Duval, professore al Collège de France, membro dell'Institut, è nato nel 1912 a Parigi. Dopo gli studi all'École normale supérieure, è stato agrégé di storia e di geografia e ha frequentato l'École française di Roma. Dottore in lettere, è direttore di Studi all'École pratique des Hautes Études e professore di archeologia e di storia della Gallia al Collège de France. Per il Centre National de la Recherche scientifique dirige la rivista "Gallia" ed è presidente del Concil supérieur de la Recherche archéologique, nonché membro delle seguenti organizzazioni: Conseil artistique de la Réunion des Musées nationaux, Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, Commission de la République Française pour l'Éducation, la Science et la Culture (UNESCO), Institut archéologique allemand. Cavaliere della Legion d'Onore e dell'Ordine delle Arti e delle Lettere, è autore, dal 1946, di numerosi saggi e contributi dedicati all'universo celtico e alla Gallia romana. Ha ottenuto il Grand Prix Gobert de l'Académie des Inscriptions et Belles-Lettres e il Grand Prix littéraire du Conseil général de la Seine.

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