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I miti non appartengono alla mente razionale. Piuttosto, essi scaturiscono dalle profondità di quel grande serbatoio che Jung chiama «inconscio collettivo». In Occidente è capitato che siano stati interpretati come fatti. Ma poiché, in questa nostra era di scetticismo scientifico, siamo consapevoli che tali fatti non possono essere accaduti davvero, la parola «mito» è divenuta sinonimo di «falsità». E la vita religiosa ha assunto un carattere strettamente morale. In altre parole, l’uomo contemporaneo ha perso la possibilità di accedere a una dimensione profonda ed essenziale della sua natura.