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Asino del Nemico (L')

Rinuncia alla vendetta e amore del nemico nella legislazione dell'Antico Testamento (Es 23,4-5; Dt 22,1-4; Lv 19,17-18)

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Prefazione di Norbert Lohfink S.J.
pp. XI-420, Roma
data stampa: 1991
codice isbn: 978887653128

Dalla prefazione di N. Lohfink:
L'Autore riesce a provare che le tre leggi, Es 23,4-5, Dt 22,1-4 e Lv 19,17-18, appartenenti ai tre principali corpi legislativi dell'AT dipendono una dall'altra, nell'ordine tradizionale. Esse sono espressione, in diverse circostanze storico-sociali, della stessa istanza. Nel Codice dell'Alleanza si chiede che il principio dell'«amity», originario del ristretto nucleo familiare, venga allargato all'intero popolo di Jahweh, accentuando particolarmente il diritto del povero e del nonisraelita che risiede nel paese (gēr). Si tratta dell'aiuto prestato in caso di necessità sia al proprio avversario in tribunale sia ad ogni nemico personale: un aiuto che porta a superare l'inimicizia.
Nell'ambito della riforma deuteronomica si sostituisce la terminologia del nemico con quella del «fratello»: l'utopia deuteronomica non ammette l'esistenza di «nemici» all'interno di Israele. Contenutisticamente viene raggiunta una maggiore radicalità ma allo stesso tempo l'«amity» divenendo legge di Stato, e conseguentemente esigibile con la forza, rivela il carattere ambivalente di Dì: solidarietà e integralismo insieme.
Il Codice di Santità ritorna alle categorie primitive, anche perché sociologicamente si è nelle condizioni della comunità non statale che caratterizzava il Codice dell'Alleanza. Il comando si radicalizza nella richiesta di amare il «prossimo» come se stesso: dove risulta chiaro dal contesto che il «prossimo» è proprio quel co-israelita che si sente come «nemico».
Queste affermazioni dovrebbero suonare rivoluzionarie rispetto al giudizio comune sull'etica veterotestamentaria. Da parte mia, io le ritengo non soltanto il risultato di un'analisi metodologicamente corretta dei testi, ma semplicemente esatte. Purtroppo ci vorranno ancora dei decenni perché esse vengano recepite nella coscienza teologica comune.

Gianni Barbiero, SDB, nato a Scorzè (Venezia) nel 1944, ha compiuto gli studi di liceo e filosofia a Cison di Valmarino (TV). Iscritto alla Facoltà di Lettere dell'Università di Padova, ha interrotto questo studio per recarsi come missionario in Brasile. Qui ha completato il curriculum teologico all'Istituto Pio XI di S. Paolo, conseguendo allo stesso tempo la licenza in Filosofia alla Facoltà Don Bosco di São João del Rey. Rientrato in Italia ha compiuto gli studi biblici prima al Pontificio Istituto Biblico di Roma, fino alla licenza, quindi all'École Biblique di Gerusalemme e poi alla Philosophisch-theologisch Hochschule Sankt Georgen di Francoforte, dove ha ottenuto il dottorato con la presente dissertazione. Ha insegnato a Cremisan (Israele), Benediktbeuern (Germania) e Messina, dove ora risiede. Ha pubblicato alcuni studi in Biblica, Rivista Biblica e Salesianum.

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