La lettera di Simeone vescovo di Bêth-Arśâm sopra i martiri di Negrân già da molto tempo è nota agli storici ed agli orientalisti. Fu pubblicata in prima dall'immortale Giuseppe Simone Assemanni che la estrasse dalla cronica di Dionigi di Telmahra, la quale in quella parte riproduce la storia di Giovanni di Efeso. Fu pubblicata altresì dal Card. Mai nel X tomo della Scriptorum veterum nova collectio essendo quella lettera inserita nella storia del Zaccaria, in parte edita in quel tomo.
È stata poi ristampata nella crestomazia del Michaelis e nella crestomazia del Zingerle; nella prima giusta il testo di Assemanni (Giov. di Efeso), nella seconda giusta quello di Mai (così detto Zaccaria), recensioni anbedue le cui differenze sono di poco momento, e quali si incontrerebbero in codici di una medesima famiglia. Credevasi generalmente che noi possedessimo pubblicato e tradotto il testo genuino ed originale di questa lettera; quindi non fui poco sorpreso allorchè in un codice siriaco del Museo Borgiano trovai la detta lettera in una recensione assai più ricca e diversa; onde venni nel sospetto che il testo conosciuto fosse un'abbreviazione fatta forse da Giovanni di Efeso o dal così detto Zaccaria, quando l'inserirono nella loro storia.
Non v'ha dubbio che l'autore di questa lettera sia Simeone vescovo di Bêth-Arśâm soprannominato dârosâ farsâyâ o il disputatore persiano per le molte dispute sostenute specialmente contro i nestoriani. Di lui dice Assemanni che resse la chiesa di Bêth-Arśâm dal 510 al 525 e riporta un tratto della cronica di Dionigi di Telmahra, nel quale è narrato come egli convertisse al cristianesimo tre principali fra i maghi, i quali poi soffrirono il martirio. Assemanni ha altresì ragionato a lungo della professione di fede di Simeone, esaminando specialmente la sua lettera sopra Barsaumà, vescovo di Nisibi, e l'eresia nestoriana; e quantunque confessi varie cose che lo mostrano favorevole al monofisismo, egli tuttavia lo reputa diofisita, e come tale gli ha dato luogo nel primo volume della Bibl. Orientalis.
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La lettera di Simeone vescovo di Bêth-Arśâm sopra i martiri di Negrân già da molto tempo è nota agli storici ed agli orientalisti. Fu pubblicata in prima dall'immortale Giuseppe Simone Assemanni che la estrasse dalla cronica di Dionigi di Telmahra, la quale in quella parte riproduce la storia di Giovanni di Efeso. Fu pubblicata altresì dal Card. Mai nel X tomo della Scriptorum veterum nova collectio essendo quella lettera inserita nella storia del Zaccaria, in parte edita in quel tomo.
È stata poi ristampata nella crestomazia del Michaelis e nella crestomazia del Zingerle; nella prima giusta il testo di Assemanni (Giov. di Efeso), nella seconda giusta quello di Mai (così detto Zaccaria), recensioni anbedue le cui
Descrizione
Dettagli del prodotto
- Editore
- Ipocan
- Autore
- Guidi Ignazio
- Disponibilità
- 3 Libri
- ISBN
- 88369