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Salona negli Scavi di Francesco Carrara

Salona negli Scavi di Francesco Carrara

Centro Ricerche Culturali Dalmate - Spalato
Esaurito
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Questo dilemma ha attraversato l'intero arco della vita attiva del Carrara ed è ancora irrisolto perché numerosi sono gli elementi che militano a favore dell'una o dell'altra tesi. Non si può mettere in dubbio il fatto che i finanziamenti che hanno consentito gli scavi ed hanno riportato alla luce la romana Salona fossero stati stanziati dall'Accademia di Vienna, che operava in stretto rapporto con la Casa imperiale. Inoltre gii uomini di scienza ed in particolare gli archeologi non avevano dimenticato la grande tradizione europea del Sacro Romano Impero anche quando, una quarantina d'anni prima dell'inizio degli scavi, tale denominazione era stata abbandonata obtorto collo dagli Asburgo, costretti da Napoleone nel 1806 che minacciava Vienna. Cost

Descrizione

Questo dilemma ha attraversato l'intero arco della vita attiva del Carrara ed è ancora irrisolto perché numerosi sono gli elementi che militano a favore dell'una o dell'altra tesi. Non si può mettere in dubbio il fatto che i finanziamenti che hanno consentito gli scavi ed hanno riportato alla luce la romana Salona fossero stati stanziati dall'Accademia di Vienna, che operava in stretto rapporto con la Casa imperiale. Inoltre gii uomini di scienza ed in particolare gli archeologi non avevano dimenticato la grande tradizione europea del Sacro Romano Impero anche quando, una quarantina d'anni prima dell'inizio degli scavi, tale denominazione era stata abbandonata obtorto collo dagli Asburgo, costretti da Napoleone nel 1806 che minacciava Vienna. Costituisce testimonianza dell'attaccamento degli Asburgo alla romanità il fatto che gli atenei austriaci e le antiche istituzioni culturali continuarono fino al 1918 a fregiarsi del titolo di appartenenza al SRI di e che era data facoltà agli studenti di sostenere gli esami indifferentemente in lingua tedesca o in latino. Gli stessi imperatori continuarono a fregiarsi del titolo di Sua Maestà "Cesarea" e ad avere con la romanità un rapporto privilegiato. Non sorprende, dunque, che Francesco Carrara avesse trovato porte aperte negli ambienti vicini alla Corte imperiale per le sue grandi qualità di archeologo, che gli consentirono - come ampiamente documentato dalla Garbin - di essere il reale valorizzatore di Salona. Non sarebbe interamente corretto chiamarlo "scopritore" dell'antica città illirico-romana solo perché pochi ruderi affiorati nei campi testimoniavano l'esistenza di quella che era stata la seconda città dell'Impero e l'ultima capitale dell'Impero Romano d'Occidente (che concluse il suo iter storico nella città dalmata insieme all'evo antico nel 480 d.C. con la morte di Giulio Nepote, Re di Dalmazia e ultimo Imperatore d'Occidente).

Ma nel lavoro della Garbin sono largamente documentate anche le angherie poste in atto da parte austriaca, che freneranno la conclusione dell'opera di Carrara e lo costringeranno a lasciare la sua Dalmazia come esule ante litteram. Penso che, paradossalmente ma non tanto, siano vere tutte e due le tesi.

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