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Metamorfosi

Libri VII-IX - Volume IV

€ 30,00
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a cura di Edward J. Kenney, traduzione di Gioachino Chiarini, testo critico basato sull'edizione oxoniense di Richard Tarrant, testo a fronte
pp. LXXII-484, Fondazione Lorenzo Valla, Milano
data stampa: 2011
codice isbn: 978880460424

Insieme all'Odissea, le Metamorfosi sono il libro più fortunato che l'antichità dassica ci abbia lasciato. Dante e Shakespeare, pittori e scultori, musicisti e romanzieri di ogni paese e di ogni età lo hanno amato, riscritto, illustrato, dipinto. È il libro che per la sua leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità Italo Calvino affidava al terzo millennio. È la summa del mito antico, ma anche delle passioni e dell'infelicità che dominano da sempre il mondo. Tutto, secondo Ovidio, muta: il cosmo, gli dèi, i corpi degli uomini e delle donne. Nelle Metamorfosi, le storie di animali che divengono pietre, di eroi e ninfe mutati in stelle, di numi che s'incarnano, nascono l'una dall'altra, si intrecciano, riaffiorano in sequenza velocissima e cangiante.

Con il quarto volume dell'opera giungiamo ai libri centrali delle Metamorfosi, quelli che vanno dal VII al IX. Vi incontriamo vicende celeberrime: quella, furibonda, di Giasone e soprattutto di Medea durante e dopo la spedizione degli Argonauti, la prima che abbia solcato il mare; la terribile pestilenza di Egina; le storie tragiche di Cefalo e Procri, di Minosse e Scilla, di Ercole e Deianira; ma anche, all'estremo opposto, la favola delicatissima e commovente di Filemone e Bauci, che gli interpreti del Medioevo cristiano seppero bene come spiegare. I due vecchi sposi ospitano Mercurio e Giove nella loro misera capanna, pronti persino a sacrificare la loro unica oca per sfamare degnamente gli dèi. Mentre le case dei loro vicini, che non hanno voluto accogliere le divinità, vengono sommerse dalle acque, la povera capanna è trasformata in un magnifico tempio ed essi stessi, che hanno espresso l'unico desiderio di morire nel medesimo istante, sono mutati in una quercia e un tiglio. Infine, le avventure e le sventure del più grande architetto, artista e ingegnere del mito antico, Dedalo: il Labirinto e, insieme allo sfortunato figlio Icaro, il primo volo - che fa così il paio con la prima nave, Argo.

Indice:

Introduzione


Abbreviazioni bibliografiche


Nota al testo


TESTO E TRADUZIONE


Sigla


Libro settimo


Libro Ottavo


Libro Nono


COMMENTO


Libro settimo


Libro Ottavo


Libro Nono

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