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Selezione di volumi Aseq Editrice

ASTROLOGIA

LEANDRO CANTAMESSA,
ASTROLOGIA.
Opere a stampa (1472 – 1900).

Leo Olschki, 2007, 2 voll. di xxx-1108 pp. con 68 figg. n.t. e 8 tavv. f.t. a colori. Euro 120,00.

Si tratta della prima bibliografia esclusivamente dedicata alle opere di astrologia, o che di astrologia hanno trattato, edite nel corso di oltre quattro secoli. I commenti dell’autore, che accompagnano un buon numero di schede, rendono interessante l’opera anche oltre le sue finalità strettamente bibliografiche, che, pure, si caratterizzano per completezza e ricchezza di dati: tra questi ultimi, le altre fonti bibliografiche e l’indicazione di possesso delle opere nelle biblioteche online.

IL TESORO DEI POVERI

PIETRO ISPANO (PAPA GIOVANNI XXI),

IL TESORO DEI POVERI.
Thesaurus Pauperum.
Ricettario medico del XIII secolo.
A cura di Luca Pesante.

Aboca Museum, 2007, pp. 246, figg. 15, ripr. fot. cod. ff. 52, euro 38,00.

In un connubio di umano e di divino, l’uomo del Medioevo lottava per capire le leggi che regolano il mondo e la vita. E quindi anche per superare la malattia. Più rivestiva un ruolo religioso, più si sentiva impegnato ad operare per migliorare la salute del malato. Come non poteva porsi il problema un uomo destinato a diventare Papa? Pietro Ispano, futuro Giovanni XXI, scrisse il Tesoro dei Poveri pensando di venire incontro alle necessità della povera gente, ritenendo il diritto alla salute un bene di tutti, anche di chi non poteva permettersi farmaci costosi. Ma lo “scienziato” medievale, un po’ teologo e un po’ medico, un po’ astrologo e un po’ giureconsulto, era teso a sintonizzarsi con il macrocosmo, dove più evidente era il peso delle energie divine ed astrali. Ne usciva un quadro culturale composito, che viveva sia della tradizione che delle fonti classiche, sia delle idee dei contemporanei che di spunti personali, un mix di rimedi terapeutici vegetali, minerali ed animali, finanche umani, che oggi possono farci sorridere, ma che nel bene e nel male rappresentano il substrato storico della nostra medicina.
Il Tesoro dei Poveri (Thesaurus pauperum), perciò, è un compendio di ricette, buone sia per la caduta dei capelli che per la sterilità,l’impotenza, la febbre, le rughe, l’itterizia e a tutta una lunga serie di malattie. L’esposizione, fatta in modo sintetico, è mirata proprio all’applicazione pratica. Il fatto che vi compaiano rimedi piuttosto curiosi per il mondo scientifico di oggi, non sminuisce l’importanza storica del trattato e la sua importanza sul piano della pratica terapeutica, come dimostrano le numerose edizioni del trattato succedutesi fino all’Ottocento.

EROS, MAGIA E L’OMICIDIO DEL PROFESSOR CULIANU

EROS, MAGIA E L’OMICIDIO DEL PROFESSOR CULIANU

EROS, MAGIA E L’OMICIDIO DEL PROFESSOR CULIANUTED ANTON,

EROS, MAGIA E L’OMICIDIO DEL PROFESSOR CULIANU.
Traduzione e introduzione a cura di Marcello De Martino.

Settimo Sigillo, 2007, pp. 384, euro 29,50.

Il 21 maggio del 1991 Ioan Culianu fu ucciso nel campus dell’Università di Chicago con modalità da esecuzione. Ted Anton mette insieme le prove e dimostra che l’omicidio è proprio ciò che gli amici di Culianu sospettavano fin dal principio: il primo assassinio politico di un professore sul suolo americano.
In questo libro l’autore traccia la vita di Culianu dalla sua infanzia in Romania, ai soggiorni a Roma ed a Parigi, fino al periodo di permanenza all’Università di Chicago come successore alla cattedra che era stata di Mircea Eliade; ricostruisce gli incontri italiani con Grazia Marchianò ed Elemire Zolla; mostra come Culianu, un esperto di magia e dell’occulto le cui predizioni erano eccezionalmente precise, cominciasse a giocare con una nuova coalizione di estrema destra, che si era creata in Romania all’indomani della caduta del regime comunista, inducendola a credere che egli fosse pericoloso.
Oltre a gettare nuova luce sull’omicidio, questo libro ci dà un’avvincente presentazione delle idee esotiche e mistiche di un uomo brillante e geniale quale fu Ioan Culianu.

LA GENESI ALLA LUCE DELL’EVOLUZIONE EMBRIONALE UMANA

KASPAR APPENZELLER,

LA GENESI ALLA LUCE DELL’EVOLUZIONE EMBRIONALE UMANA.

CambiaMenti, 2007, pp. xxi-386, euro 25,00.

In questo libro, risultato di lunghi anni di ricerca, il racconto biblico della Creazione viene posto in rapporto all’evoluzione embrionale dell’uomo. La nascita dell’uomo e quella dell’universo si rispecchiano e si illuminano a vicenda in una mirabile armonia. Con rigorosa precisione viene descritto l’armonico accordo tra il Microcosmo umano ed il Macrocosmo che l’ha generato e lo sostiene. Dalla coscienza vivente di quest’armonia rinasce la Via che riconduce l’uomo all’unione col Cosmo. (dall’introd. del cur. Silvano Mirami ).
L’autore, medico svizzero, dedicò lunghi anni allo studio metodico della Scienza dello Spirito ed all’approfondimento dell’arte medica che da essa poteva scaturire.

UNA NUOVA LETTURA DELL’ALLEGORISMO CINQUECENTESCO

SEBASTIANO GIORDANO,

UNA NUOVA LETTURA DELL’ ALLEGORISMO CINQUECENTESCO.
“Igne natura renovatur integra: dal chaos alla redenzione” in Giulio Romano.

Acc. Naz. del Lincei, Memorie, 2007, pp. 298, figg. f.t. 228,
euro 50,00.

La complessa ricerca di Sebastiano Giordano si propone di scoprire precise fonti letterarie e suggestive documentazioni figurative classiche, medievali e umanistiche che, acutamente correlate, forniscano per la prima volta un’ analisi critica completa e ben articolata di uno dei più enigmatici dipinti allegorici dell’età dell’oro del rinascimento italiano, dove l’artista – Giulio Romano – si rivela nutrito della consapevolezza umanistica di riscoprire la mitologia dell’antichità classica con la fiducia in una nuova filologia testuale e iconografica.
Dopo una breve premessa, il lavoro di S. Giordano è articolato in singoli excursus che intendono privilegiare la lettura di ogni dettaglio iconografico per delineare un percorso filosoficamente pregno e destinato alla lettura iniziatica.

IL BATTESIMO GNOSTICO

AUGUSTO COSENTINO,

IL BATTESIMO GNOSTICO.
Dottrine, simboli e riti iniziatici nello gnosticismo.

Edizioni Lionello Giordano, 2007, pp.357, euro 30,00

L’opera prende le mosse dalla definizione stessa di gnosticismo, denominazione entro cui confluirono nella tarda antichità elementi rituali e problematiche religiose sorte in ambienti culturali ed in tradizioni diverse. In particolare si percorrono i due grandi versanti dello gnosticismo, quello “sethiano” e quello “valentiniano”.
Ma l’attenzione del libro si volge soprattutto ad analizzare la ritualità del battesimo nello gnosticismo; vengono inoltre presentate le interpretazioni gnostiche di alcuni passi neotestamentari. Sono infine prese in considerazione le sopravvivenze gnostiche nelle eresie medievali, in particolare nei loro rituali.

ENOCH E LA SAPIENZA CELESTE

CRISTIANA TRETTI,

ENOCH E LA SAPIENZA CELESTE.
Alle origini della mistica ebraica.

Edizioni Giuntina, 2007, pp.414, euro 30.

Il libro di Enoch, apocalisse apocrifa le cui sezioni più antiche risalgono al terzo secolo a.C., è il racconto dello straordinario viaggio attraverso i cieli di Enoch, patriarca antidiluviano, la sua visita agli estremi confini del cosmo fino ad ascendere ai palazzi della dimora divina e giungere al settimo cielo dove si compie la sua stupefacente metamorfosi in Metatron, il primo tra gli angeli.
Il libro presenta la prima traduzione italiana della versione greca del “Libro dei Vigilanti”, la sezione più famosa dell’Enoch etiopico, ed esplora la trama simbolico-esoterica della vasta letteratura enochica.

DEUS INVICTUS

FRANZ ALTHEIM,

DEUS INVICTUS.
Le religioni e la fine del mondo antico.

Edizioni Mediterranee, 2007, pp. 188, euro 12,50.

L’autore attraverso la storia dell’antico dio Sole e del suo culto, originatosi fra le popolazioni nomadi arabe, coglie il rapporto di
interazione religiosa tra il modo semitico e quello romano.
Sin dalla più remota antichita’ ci si imbatte in dei di natura solare, dall’egizio Ra all’iranico Mithra, ma il culto del “Dio invitto”imposto dall’imperatore Elagabalo caratterizza più propriamente il paganesimo romano del tardo impero.
Di questo culto sopravvive oggi la data del Natale nella quale si celebrava in Roma la nascita del “Sole invitto”.

LA DOTTRINA INIZIATICA DEL PELLEGRINAGGIO

‘ABDU r-RAZZAQ YAHYA (CHARLES-ANDRE’ GILIS),

LA DOTTRINA INIZIATICA DEL PELLEGRINAGGIO.

Ed. Orientamento/Al-Qibla, 2007, pp. 332, euro 21,50.

Il significato esoterico del pellegrinaggio mette in causa la relazione tra la forma particolare rivestita dall’Islam storico e il Centro iniziatico supremo, sede della Tradizione primordiale. Secondo i racconti tradizionali la sua origine coincide in effetti con quella dell’umanità, e risale anche al di là di essa. Il pellegrinaggio collega così l’insieme del presente ciclo umano al suo asse immutabile; allo stesso tempo, include una rappresentazione degli aspetti iniziatici essenziali che rimangono perpetuamente presenti nel Centro del Mondo.
L’autore espone i fondamenti dell’Islam basandosi sulla dottrina di Ibn Arabi letta e interpretata alla luce dell’opera di René Guénon e di Michel Valsan.

LO ZAFFERANO E IL GECO

PAOLA CARUSI,

LO ZAFFERANO E IL GECO.
Le scienze della vita nella società islamica del Medioevo.

Carocci, 2007, pp. 260, euro 23,10.

In che modo la conoscenza degli animali e delle piante contribuisce allo sviluppo di una cultura e di una tradizione?
In che modo i rapporti che si stabiliscono tra l’uomo e gli esseri viventi che lo circondano danno la misura del suo grado di civiltà? Sottoposto a uno sguardo “dal basso”, uno sguardo rivolto alla condizione degli umili, siano essi cani, gatti, cammelli, palme o cavolfiori, il volto nobile della civiltà dell’Islam si riflette, nitido e bello, forse in modo più chiaro che attraverso un testo di filosofia. Tra la fede e la scienza, i particolari della vita di tutti i giorni e le meraviglie mai viste, in un medioevo fremente e attivissimo.
Conclude il libro una ricca antologia di testi tradotti dall’arabo classico.

Paola Carusi è ricercatrice presso la facoltà di Studi orientali dell’Università di Roma “La Sapienza”.

COSI’ ROSSA E’ LA ROSA

ABU’ NUWAS

COSI’ ROSSA E’ LA ROSA.
Scenari d’amore pre-cortese a Baghdad. Saggio introduttivo, traduzione e note di Leonardo Capezzone.
Testo arabo a fronte.

Carocci, 2007, pp. 136, euro 13,80.

Abù Nuwas e la sua scuola, nella Baghdad del IX secolo, rinnovano la poesia amorosa araba in una maniera così profonda e complessa da creare tutte le premesse per un genere di poesia particolare, che amplia a dismisura la problematizzazione letteraria dell’amore e di chi ne è colpito;
se la medicina studia, in quel tempo, l’amore come malattia, Abù Nuwas conferisce alla figura dell’amante disperato, il “folle d’amore” della tradizione poetica precedente, un nome e una cittadinanza nuovi: lo schiavo d’amore anticipa il martire per amore.

Se tu fossi, censore, di Durr innamorato
che cosa chiederesti?
Medesime virtù sapresti ritrovare
in chi non cinge il panno dell’altra religione?
Nient’altro che un bacio, a Durr io chiederei;
un bacio in cui ravvedo eterna redenzione:
se solo lei volesse, così sarei salvato.
Alla fede dei greci la mia fede fonderei
come l’acqua si scioglie in liturgico vino.
Non voglio, censore, per lei cambiar fede:
dei due credi faremmo semmai una sola religione.

ZARATHUSTRA E IL MAZDEISMO

PIO FILIPPANI RONCONI

ZARATHUSTRA E IL MAZDEISMO.
Prefazione di Alessandro Grossato.

Irradiazioni, 2007, pp.378, euro 28,00.

Pio Filippani Ronconi ha dedicato molto tempo delle sue ricerche alla preparazione di questo studio sul mazdeismo la cui nascita sarebbe da porsi intorno al 630 a. C. E’ un lavoro che corona una lunga vita di studi principalmente consacrata proprio al vasto intreccio storico e geografico di quelle numerose culture semitiche, indoeuropee, ed altre che furono prima racchiuse, e quindi unificate entro i confini di quello che è stato un tempo l’Iran. Un Iran assai efficacemente descritto dall’autore nella sua estensione storica e geografica più vasta…. che comunque egli ci prospetta in un’accezione più spirituale che strettamente territoriale secondo una prospettiva di “spazio e luce” che non può dimenticare le numerose terre e altre località “imaginali” descritte dalla geografia sacra zoroastriana.
(dalla pref. di Alessandro Grossato).

TUBU. UNA ETNIA NOMADE DEL SAHARA CENTRO-ORIENTALE

VANNI BELTRAMI,

TUBU.
Una etnia nomade del Sahara centro-orientale.

ISIAO, 2007, pp.302, figg. 48, euro 28,00

I Tubu costituiscono una etnia abbastanza omogenea con abitudini nomadiche o meglio semi-nomadiche che riconosce il proprio territorio nelle prefetture ciadiane del Tibesti, Borku ed Ennedi, nel Niger nord-orientale, nonchè nelle regioni libiche del Fezzan e di Cufra. Il Sahara dei Tubu ha quindi una rilevanza geografico-politica ed antropologica assimilabile a quelle degli altri deserti sahariani: dove le etnie prevalenti sono quelle dei Tuareg, dei Chaamba e dei Mauri.
L’autore, professore emerito presso l’Università di Roma “La Sapienza”, ha soggiornato nel corso degli anni in vari paesi dell’Africa svolgendo compiti sanitari ed effettuando ricerche antropologiche ed archeologiche in ambito preistorico.

IL TEMPIO INDUISTA

TIZIANA LORENZETTI,

IL TEMPIO INDUISTA.
Struttura e simboli.

ISIAO, 2007, pp.118, figg. 67, euro 18,00.

Il tempio induista racchiude in sè molteplici significati simbolici. Essenzialmente esso è la delimitazione di un luogo dalla particolare sacralità, in cui viene ritualmente trasferito il centro ideale dell’universo e dove si realizza la comunicazione fra due piani diversi: quello umano e quello divino. Questo “centro”, intorno a cui ruota tutta la simbologia del Tempio, segna dunque la distinzione fra spazio sacro (luogo di epifanie divine) e spazio profano. Esso è inoltre strettamente correlato con un pilastro, il cosidetto “axis mundi”, che, attraversandolo, al tempo stesso unisce e divide il cielo e la terra.
Del tempio induista viene delineata la struttura basilare, precisate le tipologie principali e fornite alcune chiavi di lettura per la decifrazione e la comprensione dei complessi significati simbolici connessi ai diversi elementi architettonici.
L’autrice è dottore di ricerca in storia dell’arte dell’India e dell’Asia orientale ed insegna presso l’Università di Roma “La Sapienza”.

SYMBOLA. SIMBOLOGIA ALCHEMICA ARALDICA E MURATORIA

BRUNO POGGI,

SYMBOLA .
Simbologia Alchemica Araldica e Muratoria.

Ianieri Editore, 2007, pp. 254, nn. ill. a col. e b.n.,
euro 18,00.

L’autore, personaggio di spicco della Gran Loggia d’Italia, è un grande conoscitore di quell’universo simbolico che per la Massoneria rappresenta un’inesauribile fonte di conoscenza e approfondimento. Il volume è organizzato come un dizionario ove ogni termine viene analizzato alla luce delle simbologie in esso racchiuse con particolare attenzione all’alchimia, all’araldica ed alla massoneria.

L’ENIGMA DELL’EBRAICO NEL RINASCIMENTO

GIULIO BUSI,

L’ENIGMA DELL’EBRAICO NEL RINASCIMENTO.

Nino Aragno Editore, 2007, pp. 274, euro 18,00.

L’inquietudine intellettuale di Giovanni Pico, Johannes Reuchlin e dei loro seguaci porto’ la tradizione ebraica alla pari dei grandi progetti di conoscenza dell’eta’ antica, come il pitagorismo, la filosofia neoplatonica, l’ermetismo. I testi ebraici contribuirono così in maniera determinante ad allargare il canone della sapienza occidentale e a trasformare il concetto stesso di gerarchia dei saperi.
La  cultura giudaica   subì  a   sua volta una notevole influenza, che diede abbondanti frutti letterari. La retorica classica venne applicata anche alla lingua ebraica, con un’attenzione ai fenomeni stilistici di chiara impronta rinascimentale.
In questo libro Giulio Busi ricostruisce il territorio di confine tra cultura cristiana ed ebraica, fatto di conflitti personali, di diatribe e incomprensioni ma anche di relazioni che riuscivano talvolta a sconfinare nell’amicizia.

Incontro con Giovanni Lattanzi

DOMENICA 22 LUGLIO ORE 18,30
si terrà presso la Libreria Aseq l’incontro con il poeta pittore GIOVANNI LATTANZI
che presenterà la sua raccolta di liriche
DALL’ACQUA E DAL FUOCO.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti (60)

Sebastiano Fusco presenta IL CONTE DI SAINT-GERMAIN

MARTEDI’ 22 MAGGIO ORE 20,30
Le Edizioni Mediterranee organizzano presso la Libreria Aseq un incontro sul Conte di Saint-Germain.

Sebastiano FUSCO, giornalista e scrittore, presenta la biografia IL CONTE DI SAINT-GERMAIN, L’INIZIATO IMMORTALE (di Paul Chacornac, Edizioni Mediterranee).
Alchimista, immortale, massone, esponente degli Illuminati di Baviera, cabbalista, maestro di Cagliostro, creatore dell’elisir di giovinezza o di lunga vita, colui che fabbricava l’oro e poteva diventare invisibile, allo stesso tempo amico di Luigi XV e di Maria Antonietta ma anche finanziatore della Rivoluzione francese, uno dei capi della Rosa-Croce, inviato della Grande Fratellanza (o Loggia) Bianca, quindi capo spirituale dei Teosofi: questo il ritratto noto del leggendario Conte di Saint-Germain, la cui esistenza storica e’ stata spesso messa in discussione.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti (60)

Incontro su JULIUS EVOLA POETA E PITTORE

Le Edizioni Mediterranee invitano all’incontro che si terra’ presso la Libreria Aseq
MARTEDI’ 15 MAGGIO 2007 ORE 20,30
JULIUS EVOLA – poeta e pittore –

Gabriele Simongini, critico d’arte
e
Gianfranco de Turris, giornalista e curatore delle opere evoliane
introducono all’arte e alla poesia di Julius Evola.

Figura di altissimo rilievo nel panorama del pensiero filosofico-spirituale del Novecento, di Evola si e’ per lungo tempo considerato piu’ il ruolo nell’ambito della critica politica che la creativita’ artistica.

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI (60)

ANDREA FORTINA. Il colore, ponte tra mondo reale e mondo sottile

VENERDI’ 4 MAGGIO 2007 ORE 20,30.
si terra’ presso la Libreria Aseq
un incontro con il pittore ANDREA FORTINA
dal titolo “Il colore, ponte tra il mondo reale e il mondo sottile”

Erede di un’antica famiglia di medici e farmacisti, Andrea Fortina divide la sua vita tra Barcellona, Roma e l’Asia, dove ha vissuto a lungo a contatto con l’universo religioso buddhista e con quello sufi.
Andrea Fortina crede fermamente che la produzione di un’opera d’arte inizi con la scrupolosa cura dei materiali quale azione di per s’ gia’ creativa. Prepara personalmente i supporti di lino e di canapa, i pigmenti e i leganti. Mostre ed esposizioni delle sue opere sono state allestite negli ultimi anni in molte citta’ europee.
Durante l’incontro il pittore ci introdurra’ alla percezione, alla materia, tradizione e tecnica del colore.

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI (60)

M. Kornmuller presenta ETRUSCA DISCIPLINA e MINIMI

VENERDI’ 20 APRILE ORE 20,30
Massimiliano KORNMULLER presenta i libri:

ETRUSCA DISCIPLINA (ed. Irradiazioni). Un manuale teorico-pratico di divinazione etrusca nel quale l’autore introduce, anche con illustrazioni, ai principali mezzi della tecnica divinatoria etrusca (gli uccelli, i fulmini e il fegato). Con un’ampia escursione storica sulle sue possibili origini. In appendice è contenuta la prima traduzione in lingua moderna del calendario di Nigidio Figulo per interpretare i tuoni.

MINIMI (Edizioni Semar). Un viaggio lungo le strade secondarie e i viottoli della storia letteraria latina: Cornelio Gallo, Nerone Imperatore, Lindino, Sulpicia, Pentadio e altri. Testi inediti in italiano e autori anonimi completano la raccolta. Alcune poesie di questa antologia sono più vicine a noi, per sensibilità e per gusto, dell’Eneide di Virgilio e del Carmen Saeculare di Orazio.

Introduce la dott.ssa Jacopa STINCHELLI.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti (60)

MASSIMO SCALIGERO, ESOTERISTA ROMANO DEL XX SECOLO

Le Edizioni Mediterranee organizzano l’incontro
MASSIMO SCALIGERO, ESOTERISTA ROMANO DEL XX SECOLO,
che si terra’ presso la Libreria Aseq
MARTEDI’ 3 APRILE 2007 ORE 20,30.

Relatore: Beniamino Melasecchi, Presidente della Fondazione Massimo Scaligero.

Massimo Scaligero (Veroli 1906 – Roma 1980) e’ stato figura di grande rilievo nel panorama dello spiritualismo romano e italiano del Novecento. Gia’ in giovanissima eta’ seppe integrare la sua formazione umanisitica con studi matematici e filosofici. Approdo’, attraverso l’antroposofia di Steiner, lo yoga e l’apprendimento delle dottrine orientali, ad una sintesi personale che gli dette modo di esporre la sua interpretazione del senso riposto dell’ermetismo. Gli e’ stato cosi’, nel corso degli anni, riconosciuto il ruolo di guida spirituale e di “Maestro”.

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI (60)

Mino Gabriele presenta L’ARTE DELLA MEMORIA PER FIGURE

VENERDI’ 9 MARZO ORE 20,30
il Prof. MINO GABRIELE, docente di Iconologia presso l’Università di Udine, presenta la sua ultima opera L’ARTE DELLA MEMORIA PER FIGURE – con il fac-simile dell’Ars memorandi notabilis per figuras evangelistarum (1470) – pubblicato dalla casa editrice La Finestra.

L’autore illustra la sequenza delle immagini mnemoniche che, attraverso la potenza comunicativa delle figurazioni irrazionali e monstruose, ha consentito sin dall’antichità e soprattutto nel Medioevo e nel Rinascimento di guidare la memoria nel percorso dell’esposizione dottrinaria.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti (60)

INCONTRIAMOCI IL MARTEDI’-Primavera 2007 Edizioni Mediterranee – Libreria Aseq

MARTEDI’ 27 FEBBRAIO 2007 20,30
Osvaldo Sponzilli, medico psicoterapeuta, responsabile dell’ambulatorio di omeopatia e agopuntura, osp. S. Pietro F.B.F., Roma
Enza Carifi, terapeuta, docente di respiro emozionale
IL DIKSHA DI SRI BHAGAVAN: UN VIAGGIO VERSO IL RISVEGLIO E LA CONSAPEVOLEZZA

MARTEDI’ 6 MARZO 2007 ORE 20,30
Alessandra Previdi, biologa, terapeuta, fondatrice della Scuola di Radionica
RADIONICA: L’ENERGIA CHE GUARISCE A DISTANZA

MARTEDI’ 13 MARZO 2007 ORE 20,30
Osvaldo Sponzilli, medico psicoterapeuta, responsabile dell’ambulatorio di omeopatia e agopuntura, osp. S. Pietro F.B.F., Roma
LA CROMOTERAPIA: L’USO DEI COLORI PER LA CURA DEL CORPO E DELLA PSICHE

MARTEDI’ 20 MARZO 2007 ORE 20,30
Liliano Frattini, giornalista, terapeuta
PARANORMALE E PRANOTERAPIA. LA GUARIGIONE ATTRAVERSO L’IMPOSIZIONE DELLE MANI

GIOVEDI’ 22 MARZO 2007 ORE 20,30
Vaidya Bhagavan Dash, medico ayurvedico, Istituto italiano di Ayurveda
Bruno Romano, studioso di ayurveda e di discipline orientali
AYURVEDA, SCIENZA DELLA VITA

MARTEDI’ 27 MARZO 2007 ORE 20,30
Paola Giovetti, giornalista e scrittrice specializzta nel campo del paranormale, dell’esoterismo, della mistica e della spiritualita’
NDE: TESTIMONIANZE DI ESPERIENZE IN PUNTO DI MORTE

MARTEDI’ 3 APRILE 2007 ORE 20,30
Beniamino Melasecchi, Presidente della Fondazione Massimo Scaligero
MASSIMO SCALIGERO, ESOTERISTA ROMANO DEL XX SECOLO

MARTEDI’ 17 APRILE 2007 ORE 20,30
Claretta Orlandi, ricercatrice, scrittrice
IL MONDO DEGLI ABORIGENI (con proiezioni)

MERCOLEDI’ 2 MAGGIO 2007 ORE 20,30
Deborah Pavanello, naturopata, docente di Scienze della Nutrizione
CIBO PER L’ANIMA

MARTEDI’ 8 MAGGIO 2007 ORE 20,30
Ming Wong C.Y., medico tradizionale di Canton gia’ membro del Consiglio Distrettuale della Sanita’ di Hong Kong
Alessandro Conte, ingegnere civile, allievo del Maestro Ming
ON ZON SU – IL MASSAGGIO DEL PIEDE SECONDO LA SCUOLA DEL MAESTRO MAK ZI

MARTEDI’ 15 MAGGIO 2007 ORE 20,30
Gabriele Simongini, critico d’arte
Gianfranco de Turris, giornalista, curatore delle opere di Julius Evola
JULIUS EVOLA, POETA E PITTORE

MARTEDI’ 22 MAGGIO 2007 ORE 20,30
Sebastiano Fusco, giornalista e scrittore
IL CONTE DI SAINT-GERMAIN, L’INIZIATO IMMORTALE

MARTEDI’ 29 MAGGIO 2007 ORE 20,30
Claudio Saporetti, docente di Assirologia all’Universita’ di Pisa, Direttore della rivista “Geo-Archeologia”
IL CAPOLAVORO PAVIMENTATO DI OTRANTO

Mudra

Mudrā (Sanscrito, मुद्रा, letteralmente “sigillo”; inzō in Giapponese) è un gesto simbolico che in varie religioni viene usato per ottenere benefici sul piano fisico, energetico e/o spirituale.
Le mudra sono utilizzate nella pratica yoga come completamento di alcuni asana (posizioni) durante le fasi meditative. Le mudrā vengono usate molto nel buddhismo tibetano, anche sotto forma di movimenti, gesti, danze che vanno a completare tecniche, pratiche e meditazioni atte al raggiungimento dell’illuminazione. Le mudra vengono praticate anche durante le cerimonie come ad esempio nelle cerimonie di iniziazione. (Wikipedia)

Georges Lakhovsky

Georges Lakhovsky è stato uno dei più autorevoli ricercatori che, nei suoi saggi individuò la correlazione dell’irraggiamento cosmo-tellurico con l’insorgenza di infinite patologie degenerative quali il cancro e la leucemia infantile. In oltre 50 anni di studi e ricerche Georges Lakhovsky ha prodotto infinite testimonianze scientifiche sulle degenerazioni cellulari generate dall’irraggiamento geopatico. Dopo aver individuato le cause dell’insorgenza delle principali malattie, Lakhovsky scoprì il rimedio che gli permise di salvare decine di migliaia di persone, animali e piante. Nel corso degli anni, i suoi circuiti oscillanti aperti resero possibile ristabilire le armoniche vibrazionali che consentivano alle cellule, in via di degenerazione, di riequilibrarsi e quindi guarire. Il grande ricercatore, grazie alla sua scoperta, ottenne straordinarie guarigioni su soggetti che la classe medica del tempo aveva diagnosticato inguaribili. Illustri cattedratici, medici, ricercatori hanno adottato le metodologie messe a punto da Lakhovsky perfezionandole e divulgandole, sia a scopo preventivo che terapeutico.
Georges Lakhovsky nacque nel 1870 a Illia, in Russia, si laureò in Ingegneria nel 1894: recatosi a Parigi per perfezionare gli studi universitari, non rientrò più in patria e visse in Francia sino alla morte.
Dal 1926 al 1938 scrisse 21 libri, tradotti in diverse lingue. Morì nel novembre 1942, lasciando alla medicina una porta aperta verso le nuove cure cosmo-vibrazionali.

Giordano Bruno

Bruno, Giordano. – Filosofo (Nola 1548 – Roma 1600). Filippo della famiglia dei Bruni, assunse il nome di Giordano entrando a 17 anni nel convento di S. Domenico a Napoli. Sospettato di eresia, riparò a Roma (1576), di qui, deposto l’abito ecclesiastico, andò peregrinando di città in città; fu a Ginevra (1579), dove per alcuni mesi abbracciò il calvinismo, a Tolosa, a Parigi (dove pubblicò nel 1582 il De umbris idearum e la commedia il Candelaio), in Inghilterra (1583-1585), dove per alcuni mesi insegnò a Oxford e pubblicò a Londra, con il finto luogo di Parigi e di Venezia, Cena de le ceneri, De la causa principio et uno, De l’infinito universo et mondi, Spaccio de la bestia trionfante (1584), De gli eroici furori (1585). Dopo un breve soggiorno a Parigi, passò nell’agosto del 1586 in Germania, e tra il 1590 e 1591 a Francoforte pubblicò i poemi latini De minimo, De monade, De immenso et innumerabilibus. Nel 1591 accogliendo l’invito di G. Mocenigo, si recò a Venezia dove, denunziato come eretico dal suo ospite, fu nel 1592 arrestato dall’Inquisizione e processato. Si dichiarò disposto a fare ammenda, ma, trasferito all’Inquisizione di Roma, e sottoposto a nuovo processo, rifiutò di ritrattarsi, onde fu come eretico condannato al rogo, che egli affrontò impavido a Roma in Campo de’ Fiori. ▭ Alla radice della filosofia bruniana può porsi l’intuizione della originaria unità e infinità del tutto, in cui l’uno-Dio, infinito in un solo atto, si riverbera e moltiplica in infinite sussistenze attraverso un processo di discesa necessario e immanente alla stessa natura divina. Sicché ovunque è visibile e quasi sensibile Dio; onde religione è il riconoscere Dio ovunque, risalire dalle forme mutevoli alla divinità, religione questa che in modo diverso sottostà – e insieme sovrasta – le religioni storiche, modi diversi di riconoscere Dio, ma anche creazioni “politiche” atte a educare le masse incolte. I temi e i termini che B. utilizza nella sua costruzione metafisica sono di tutte le scuole e tradizioni, ma profondamente originale è l’ispirazione e il “furore” che regge la sua speculazione: come pure fondamentale appare la sua trasvalutazione metafisica dell’ipotesi copernicana, da lui sentita come rottura di un universo finito per affermare l’attualità di un infinito che non è solo Dio, ma il mondo tutto come suo causato, infinito nello spazio e nel tempo in cui Dio si espande e si manifesta. In questo infinito fatto di corrispondenze e consonanze segrete il sapere assume motivi magici, onde l’esaltazione bruniana della magia che introduce nei segreti dell’universo e ci rende capaci di signoreggiarne le forze. Alla metafisica bruniana si salda la sua morale che rompe il determinismo insito nella circolarità di uno e molteplice: poiché il ritorno all’uno è iniziativa e conquista, rottura delle leggi del fato, “impeto razionale”, “eroico furore”, in cui l’atto conoscitivo è anche atto di libertà, superamento della “natura”. ▭ Anche nel campo letterario egli è tra coloro che preannunciano, nell’ultimo Cinquecento e nel primo Seicento, la letteratura più moderna. Si pone, risolutamente, in nome della libertà del poeta e dell’uomo, contro le regole letterarie esterne, ricavate ai suoi tempi dalla Poetica di Aristotele, contro le imitazioni, in particolare del Petrarca; inizia la violenta satira contro il pedante, cioè contro l’erudizione fine a sé stessa e la letteratura paga di semplici esornamenti. Rozzo, dialettale, sovente contorto e torrenziale, esprime tuttavia, spesso con rara potenza nella satira o nella esaltazione intellettuale, la sua ansia di dignità e di verità. (fonte)

René Guénon

Guénon, René. – Filosofo francese (Blois 1886 – Il Cairo 1951).
Iniziò gli studi nella sua città natale e li proseguì a Parigi, nel Collège Rollin, dedicandosi alla matematica, ma non li portò a termine. Frequentò successivamente i corsi di occultismo dell’École hermétique di Gérard Encausse [Papus], partecipando attivamente alla vita di quello stesso ambiente e della Massoneria a cui faceva capo. Entrò nell’ ‛ Église gnostique ‘ di cui fu vescovo col nome di Palingenius. Passato a una Loggia massonica di rito scozzese antico, fondò la rivista ” La Gnose “, dove pubblicò vari scritti tra cui l’abbozzo del Symbolisme de la Croix sviluppato in seguito ed edito nel 1931. Nel 1910 conobbe un pittore svedese convertito all’islamismo, John Gustaf Agelii, che lo interessò a quella religione. Altri rapporti ebbe in quel tempo con esponenti dell’India tradizionale. Insegnò, quindi, a Saint-Germain-en-Laye e filosofia a Sétif (Algeria), per ritornare a Blois e a Parigi dove fu professore dal 1924 al 1929 in una scuola privata. Nel frattempo pubblicò vari articoli sul simbolismo cristiano e il saggio L’Esotérisme de D. (Parigi 1925, 19574). Nel 1930 si recò al Cairo alla ricerca di testi sufisti e là abbracciò la religione mussulmana assumendo il nome di Sheikh Abdel Wahêd Yahia. Sposò in seconde nozze una figlia dello sceicco Mohannad Ibrahim e nel 1948 divenne cittadino egiziano. Oltre alle molte opere pubblicate in vita, apparvero postume: L’Esotérisme du Graal (1951) e Aperfus sur l’ésotérisme chrétien (1954), studi raccolti da J. Reyor.
Ne L’Esotérisme de D. (trad. ital. di C. Rocco, Roma 1951), G. riprende un’indagine già tentata da D.G. Rossetti e da E. Aroux, che peraltro conclusero nel senso di una posizione eretica di Dante. Il filosofo francese si richiama, fra l’altro, alle osservazioni di A. Reghini nella rivista ” Nuovo Patto ” (Roma 1918-1923) ed esamina il senso iniziatico della Commedia, ricavandone accostamenti con i principi massonici ed ermetici. L’indagine del G. non manca di suggestione, sia che venga rivolta ai viaggi ultraterreni nelle diverse tradizioni, sia che si eserciti sui tre mondi dell’aldilà dantesco, sui numeri simbolici (e qui vengono citati in particolare gli studi di R. Benini) e sui cicli cosmici. La trattazione mostra una profonda conoscenza di tutto il movimento iniziatico medievale a cui il G. riconduce D. con l’ipotesi che il poeta abbia fatto parte di un’associazione detta della Fede Santa che, discesa dall’ordine dei Templari, ne avrebbe raccolto l’eredità essenziale. Tesi ardua e difficilmente sostenibile nonostante la ricca argomentazione, basata soprattutto sull’interpretazione della sigla che si legge sul rovescio di due medaglie conservate nel museo di Vienna, una delle quali rappresenta Dante. Il Caligaris si oppone proponendo, della medesima sigla, una diversa interpretazione, d’accordo con la tradizione che D. si facesse terziario francescano, per cui cfr. G.A. Scartazzini – N. Scarano, Dantologia, Milano 1910, 102. In realtà il saggio – e lo stesso autore mostra di rendersene conto – pone più problemi di quanti non ne risolva. G. conclude col dire che un esame approfondito dell’argomento avrebbe richiesto parecchi volumi e che d’altra parte il simbolismo iniziatico non può essere costretto in formule come la filosofia profana. Il suo compito è stato quello di aver proposto alla riflessione alcuni motivi, senza esibizioni erudite, ma indicando la via alla comprensione di un aspetto troppo poco conosciuto dell’opera di Dante. Il saggio, in sostanza, risulta inaccettabile nei postulati di fondo, ma non manca di spunti stimolanti.
Bibl. – P. Caligaris, D., questo sconosciuto, in ” Lettere Ital. ” IV 2 (1952) 122-126; P. Serant, R.G., Parigi 1953; P. Chacornac, La Vie simple de R.G., ibid. 1958; L. Méroz, R.G. ou La sagesse initiatique, ibid. 1962; P. Renucci, Dantismo esoterico nel secolo presente, in Atti del Congresso Internazionale di Studi Danteschi, Firenze 1965, 305-332. (fonte)

Carl Gustav Jung

Jung ‹i̯ùṅ›, Carl Gustav. – Psichiatra, psicologo e storico della cultura (Kesswyl 1875 – Küsnacht, Zurigo, 1961). Laureatosi in medicina a Basilea nel 1900, passò al nosocomio psichiatrico zurighese Burghölzli per proseguire gli studî di psichiatria sotto la guida di E. Bleuler. Nel 1902 compì un semestre di studî alla Salpêtrière, seguendo in particolare le lezioni di P. Janet. Dal 1904 al 1907 creò una tecnica per mettere in luce i “complessi autonomi” della psiche inconscia mediante associazioni verbali. Nel tentativo di spiegare la genesi dei complessi J. fu portato ad abbandonare la metodologia descrittiva di Janet per avvicinarsi invece all’impostazione dinamica di S. Freud. Promotore, con E. Jones, del primo Convegno di psicologia freudiana (tenutosi a Salisburgo nell’aprile 1908), alla nascita della Società psicanalitica internazionale (1910) ne assunse la presidenza per volontà dello stesso Freud. Nel 1907, in un ampio lavoro sulla psicologia della demenza precoce, aveva esteso le vedute freudiane dalle psiconevrosi alla psicosi, interpretando gli sviluppi allucinatorî e negativistici delle schizofrenie come espressione di una psiche distaccata dall’esperienza oggettuale. L’opera Wandlungen und Symbole der Libido, uscita nel 1912 a puntate nello Jahrbuch für psychoanalytische und psychopathologische Forschung e poi in volume a Vienna, segnò il distacco della “psicologia analitica” o “dei complessi” di J. dalla psicanalisi e in particolare dalla teoria freudiana sui rapporti tra sessualità e attività della psiche: la rottura avvenne in forma definitiva al congresso internazionale di Monaco, l’anno successivo. Per J. il concetto di “libido”, usato da Freud per denotare l’elemento dinamico o energetico della psiche in circostanze tra le più varie e polimorfe, doveva essere inteso come energia psichica senza alcun’altra limitazione. Inoltre la psiche tenderebbe a esprimere in forma simbolica i più profondi contenuti dell’inconscio. Questi concetti si definivano meglio in alcune opere successive: Die Psychologie der unbewussten Prozesse (1917), Psychologische Typen (1921), e l’importante conferenza La structure de l’inconscient (1916). L’inconscio veniva suddiviso in due livelli: “personale” e “impersonale” o “collettivo”. Mentre l’inconscio personale conterrebbe i ricordi obliterati, le rappresentazioni rimosse e le percezioni subliminali, l’inconscio collettivo comprenderebbe “altri contenuti che non provengano da acquisizioni della persona, ma dalla struttura cerebrale ereditata”. Semantema dell’inconscio collettivo è quello che J. chiama archetipo o dominante: un’immagine originaria, primordiale, comune “almeno a tutto un popolo o a tutta un’epoca”. Nell’archetipo junghiano – avvicinato dallo stesso J. alla categoria filosofica – coesistono pertanto un contenuto e un’immagine archetipici: quello è più universale e necessario di questa. Tra il 1921 e il 1926, mentre la sua prospettiva si ampliava fino ad abbracciare la mitologia e l’etnologia accanto alla psicologia, J. compiva alcuni viaggi nell’Africa del Nord, presso i Pueblo dell’Arizona e del Nuovo Messico e nel Kenya per esaminare sul terreno manifestazioni ed espressioni della psiche primitiva: ne trasse la convinzione che esistono analogie sostanziali tra la mitologia dei primitivi e l’inconscio dell’uomo civilizzato. Tornato in Svizzera, mentre iniziava (1933) l’insegnamento della psicologia al politecnico di Zurigo e assumeva la presidenza della Società internazionale di psicoterapia, intraprendeva feconde collaborazioni sul terreno della storia della cultura con il sinologo tedesco R. Wilhelm, con l’indianista austriaco H. Zimmer e con il filologo ungherese K. Kerényi: con quest’ultimo avrebbe pubblicato (1940-41) una Einführung in das Wesen der Mythologie, dove due tradizioni mitiche, “il fanciullo divino” e la “Kore”, sono analizzate in senso storico-filologico da Kerényi e in senso psicologico-archetipico da Jung. Intanto con Die Beziehungen zwischen dem Ich und dem Unbewussten, del 1928, J. aveva posto in primo piano il problema dell'”individuazione” dell’attività psichica, pur continuando ad attribuire all’inconscio un’estensione e un rilievo molto notevoli in opere come Seelenprobleme der Gegenwart (1931). Intesa in un primo tempo come il processo che ha per fine lo sviluppo della personalità individuale, l’individuazione sarebbe stata riferita in seguito da J. al “Sé” (Selbst), termine usato per denotare i contenuti universali della psiche in quanto assurti alla chiarezza e all’organicità della coscienza. Nel 1942 J. interrompeva l’insegnamento al politecnico di Zurigo per motivi di salute; nel 1944 passava a insegnare psicologia medica a Basilea, da una cattedra creata per lui, che peraltro era costretto a lasciare per malattia l’anno successivo. A un’intensa attività saggistica facevano riscontro opere di ampio respiro come Psychologie und Alchimie (1943) – ponderosa disamina della simbologia dell’individuazione nella letteratura alchimistica – e Aion: Untersuchungen zur Symbolgeschichte (1951), dedicata alla fenomenologia del Sé. Affidato alla “funzione trascendente” della psiche individuale, ossia alle più elevate capacità di sintesi del soggetto, il Sé si esprime attraverso peculiari figure archetipiche, sottoposte da J. a sottili analisi nella letteratura gnostica e cristiana, e nella tradizione figurativa dei “mandala”. Questa ricchezza di implicazioni e di rapporti dell’opera junghiana poté più facilmente irradiarsi in Europa e in America attraverso i convegni annuali della Fondazione Eranos di Ascona, dove gli apporti della scuola junghiana ebbero importanza preponderante fino alla morte di Jung. Nel 1948 era stato fondato a Zurigo l’Istituto Carl Gustav Jung per estendere le ricerche di psicologia analitica e preparare alla pratica della psicoterapia. Quest’ultima fu intesa da J. come una dialettica delle diverse interpretazioni del dato psichico, proposte dall’analista e dal paziente, e caratterizzata attraverso una serie di saggi poi raccolti nel volume Grundfragen der Psychoterapie (1951). Edizioni complete delle opere di J. sono uscite in tedesco e in inglese; edizioni parziali dell’intera serie delle opere si vengono pubblicando in francese e in italiano. (fonte)

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