Libreria ASEQ - Via dei Sediari, 10 • 00186 Roma - Email: info@aseq.it - Tel. 06 6868400

  • Seminario Teorico Esperienziale di Iniziazione al Mantra Madre
  • Selezione di volumi Aseq Editrice

    Incontro con Giovanni Lattanzi

    DOMENICA 22 LUGLIO ORE 18,30
    si terrà presso la Libreria Aseq l’incontro con il poeta pittore GIOVANNI LATTANZI
    che presenterà la sua raccolta di liriche
    DALL’ACQUA E DAL FUOCO.

    Ingresso libero fino ad esaurimento posti (60)

    Sebastiano Fusco presenta IL CONTE DI SAINT-GERMAIN

    MARTEDI’ 22 MAGGIO ORE 20,30
    Le Edizioni Mediterranee organizzano presso la Libreria Aseq un incontro sul Conte di Saint-Germain.

    Sebastiano FUSCO, giornalista e scrittore, presenta la biografia IL CONTE DI SAINT-GERMAIN, L’INIZIATO IMMORTALE (di Paul Chacornac, Edizioni Mediterranee).
    Alchimista, immortale, massone, esponente degli Illuminati di Baviera, cabbalista, maestro di Cagliostro, creatore dell’elisir di giovinezza o di lunga vita, colui che fabbricava l’oro e poteva diventare invisibile, allo stesso tempo amico di Luigi XV e di Maria Antonietta ma anche finanziatore della Rivoluzione francese, uno dei capi della Rosa-Croce, inviato della Grande Fratellanza (o Loggia) Bianca, quindi capo spirituale dei Teosofi: questo il ritratto noto del leggendario Conte di Saint-Germain, la cui esistenza storica e’ stata spesso messa in discussione.

    Ingresso libero fino ad esaurimento posti (60)

    Incontro su JULIUS EVOLA POETA E PITTORE

    Le Edizioni Mediterranee invitano all’incontro che si terra’ presso la Libreria Aseq
    MARTEDI’ 15 MAGGIO 2007 ORE 20,30
    JULIUS EVOLA – poeta e pittore –

    Gabriele Simongini, critico d’arte
    e
    Gianfranco de Turris, giornalista e curatore delle opere evoliane
    introducono all’arte e alla poesia di Julius Evola.

    Figura di altissimo rilievo nel panorama del pensiero filosofico-spirituale del Novecento, di Evola si e’ per lungo tempo considerato piu’ il ruolo nell’ambito della critica politica che la creativita’ artistica.

    INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI (60)

    ANDREA FORTINA. Il colore, ponte tra mondo reale e mondo sottile

    VENERDI’ 4 MAGGIO 2007 ORE 20,30.
    si terra’ presso la Libreria Aseq
    un incontro con il pittore ANDREA FORTINA
    dal titolo “Il colore, ponte tra il mondo reale e il mondo sottile”

    Erede di un’antica famiglia di medici e farmacisti, Andrea Fortina divide la sua vita tra Barcellona, Roma e l’Asia, dove ha vissuto a lungo a contatto con l’universo religioso buddhista e con quello sufi.
    Andrea Fortina crede fermamente che la produzione di un’opera d’arte inizi con la scrupolosa cura dei materiali quale azione di per s’ gia’ creativa. Prepara personalmente i supporti di lino e di canapa, i pigmenti e i leganti. Mostre ed esposizioni delle sue opere sono state allestite negli ultimi anni in molte citta’ europee.
    Durante l’incontro il pittore ci introdurra’ alla percezione, alla materia, tradizione e tecnica del colore.

    INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI (60)

    M. Kornmuller presenta ETRUSCA DISCIPLINA e MINIMI

    VENERDI’ 20 APRILE ORE 20,30
    Massimiliano KORNMULLER presenta i libri:

    ETRUSCA DISCIPLINA (ed. Irradiazioni). Un manuale teorico-pratico di divinazione etrusca nel quale l’autore introduce, anche con illustrazioni, ai principali mezzi della tecnica divinatoria etrusca (gli uccelli, i fulmini e il fegato). Con un’ampia escursione storica sulle sue possibili origini. In appendice è contenuta la prima traduzione in lingua moderna del calendario di Nigidio Figulo per interpretare i tuoni.

    MINIMI (Edizioni Semar). Un viaggio lungo le strade secondarie e i viottoli della storia letteraria latina: Cornelio Gallo, Nerone Imperatore, Lindino, Sulpicia, Pentadio e altri. Testi inediti in italiano e autori anonimi completano la raccolta. Alcune poesie di questa antologia sono più vicine a noi, per sensibilità e per gusto, dell’Eneide di Virgilio e del Carmen Saeculare di Orazio.

    Introduce la dott.ssa Jacopa STINCHELLI.

    Ingresso libero fino ad esaurimento posti (60)

    MASSIMO SCALIGERO, ESOTERISTA ROMANO DEL XX SECOLO

    Le Edizioni Mediterranee organizzano l’incontro
    MASSIMO SCALIGERO, ESOTERISTA ROMANO DEL XX SECOLO,
    che si terra’ presso la Libreria Aseq
    MARTEDI’ 3 APRILE 2007 ORE 20,30.

    Relatore: Beniamino Melasecchi, Presidente della Fondazione Massimo Scaligero.

    Massimo Scaligero (Veroli 1906 – Roma 1980) e’ stato figura di grande rilievo nel panorama dello spiritualismo romano e italiano del Novecento. Gia’ in giovanissima eta’ seppe integrare la sua formazione umanisitica con studi matematici e filosofici. Approdo’, attraverso l’antroposofia di Steiner, lo yoga e l’apprendimento delle dottrine orientali, ad una sintesi personale che gli dette modo di esporre la sua interpretazione del senso riposto dell’ermetismo. Gli e’ stato cosi’, nel corso degli anni, riconosciuto il ruolo di guida spirituale e di “Maestro”.

    INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI (60)

    Mino Gabriele presenta L’ARTE DELLA MEMORIA PER FIGURE

    VENERDI’ 9 MARZO ORE 20,30
    il Prof. MINO GABRIELE, docente di Iconologia presso l’Università di Udine, presenta la sua ultima opera L’ARTE DELLA MEMORIA PER FIGURE – con il fac-simile dell’Ars memorandi notabilis per figuras evangelistarum (1470) – pubblicato dalla casa editrice La Finestra.

    L’autore illustra la sequenza delle immagini mnemoniche che, attraverso la potenza comunicativa delle figurazioni irrazionali e monstruose, ha consentito sin dall’antichità e soprattutto nel Medioevo e nel Rinascimento di guidare la memoria nel percorso dell’esposizione dottrinaria.

    Ingresso libero fino ad esaurimento posti (60)

    INCONTRIAMOCI IL MARTEDI’-Primavera 2007 Edizioni Mediterranee – Libreria Aseq

    MARTEDI’ 27 FEBBRAIO 2007 20,30
    Osvaldo Sponzilli, medico psicoterapeuta, responsabile dell’ambulatorio di omeopatia e agopuntura, osp. S. Pietro F.B.F., Roma
    Enza Carifi, terapeuta, docente di respiro emozionale
    IL DIKSHA DI SRI BHAGAVAN: UN VIAGGIO VERSO IL RISVEGLIO E LA CONSAPEVOLEZZA

    MARTEDI’ 6 MARZO 2007 ORE 20,30
    Alessandra Previdi, biologa, terapeuta, fondatrice della Scuola di Radionica
    RADIONICA: L’ENERGIA CHE GUARISCE A DISTANZA

    MARTEDI’ 13 MARZO 2007 ORE 20,30
    Osvaldo Sponzilli, medico psicoterapeuta, responsabile dell’ambulatorio di omeopatia e agopuntura, osp. S. Pietro F.B.F., Roma
    LA CROMOTERAPIA: L’USO DEI COLORI PER LA CURA DEL CORPO E DELLA PSICHE

    MARTEDI’ 20 MARZO 2007 ORE 20,30
    Liliano Frattini, giornalista, terapeuta
    PARANORMALE E PRANOTERAPIA. LA GUARIGIONE ATTRAVERSO L’IMPOSIZIONE DELLE MANI

    GIOVEDI’ 22 MARZO 2007 ORE 20,30
    Vaidya Bhagavan Dash, medico ayurvedico, Istituto italiano di Ayurveda
    Bruno Romano, studioso di ayurveda e di discipline orientali
    AYURVEDA, SCIENZA DELLA VITA

    MARTEDI’ 27 MARZO 2007 ORE 20,30
    Paola Giovetti, giornalista e scrittrice specializzta nel campo del paranormale, dell’esoterismo, della mistica e della spiritualita’
    NDE: TESTIMONIANZE DI ESPERIENZE IN PUNTO DI MORTE

    MARTEDI’ 3 APRILE 2007 ORE 20,30
    Beniamino Melasecchi, Presidente della Fondazione Massimo Scaligero
    MASSIMO SCALIGERO, ESOTERISTA ROMANO DEL XX SECOLO

    MARTEDI’ 17 APRILE 2007 ORE 20,30
    Claretta Orlandi, ricercatrice, scrittrice
    IL MONDO DEGLI ABORIGENI (con proiezioni)

    MERCOLEDI’ 2 MAGGIO 2007 ORE 20,30
    Deborah Pavanello, naturopata, docente di Scienze della Nutrizione
    CIBO PER L’ANIMA

    MARTEDI’ 8 MAGGIO 2007 ORE 20,30
    Ming Wong C.Y., medico tradizionale di Canton gia’ membro del Consiglio Distrettuale della Sanita’ di Hong Kong
    Alessandro Conte, ingegnere civile, allievo del Maestro Ming
    ON ZON SU – IL MASSAGGIO DEL PIEDE SECONDO LA SCUOLA DEL MAESTRO MAK ZI

    MARTEDI’ 15 MAGGIO 2007 ORE 20,30
    Gabriele Simongini, critico d’arte
    Gianfranco de Turris, giornalista, curatore delle opere di Julius Evola
    JULIUS EVOLA, POETA E PITTORE

    MARTEDI’ 22 MAGGIO 2007 ORE 20,30
    Sebastiano Fusco, giornalista e scrittore
    IL CONTE DI SAINT-GERMAIN, L’INIZIATO IMMORTALE

    MARTEDI’ 29 MAGGIO 2007 ORE 20,30
    Claudio Saporetti, docente di Assirologia all’Universita’ di Pisa, Direttore della rivista “Geo-Archeologia”
    IL CAPOLAVORO PAVIMENTATO DI OTRANTO

    Mudra

    Mudrā (Sanscrito, मुद्रा, letteralmente “sigillo”; inzō in Giapponese) è un gesto simbolico che in varie religioni viene usato per ottenere benefici sul piano fisico, energetico e/o spirituale.
    Le mudra sono utilizzate nella pratica yoga come completamento di alcuni asana (posizioni) durante le fasi meditative. Le mudrā vengono usate molto nel buddhismo tibetano, anche sotto forma di movimenti, gesti, danze che vanno a completare tecniche, pratiche e meditazioni atte al raggiungimento dell’illuminazione. Le mudra vengono praticate anche durante le cerimonie come ad esempio nelle cerimonie di iniziazione. (Wikipedia)

    Georges Lakhovsky

    Georges Lakhovsky è stato uno dei più autorevoli ricercatori che, nei suoi saggi individuò la correlazione dell’irraggiamento cosmo-tellurico con l’insorgenza di infinite patologie degenerative quali il cancro e la leucemia infantile. In oltre 50 anni di studi e ricerche Georges Lakhovsky ha prodotto infinite testimonianze scientifiche sulle degenerazioni cellulari generate dall’irraggiamento geopatico. Dopo aver individuato le cause dell’insorgenza delle principali malattie, Lakhovsky scoprì il rimedio che gli permise di salvare decine di migliaia di persone, animali e piante. Nel corso degli anni, i suoi circuiti oscillanti aperti resero possibile ristabilire le armoniche vibrazionali che consentivano alle cellule, in via di degenerazione, di riequilibrarsi e quindi guarire. Il grande ricercatore, grazie alla sua scoperta, ottenne straordinarie guarigioni su soggetti che la classe medica del tempo aveva diagnosticato inguaribili. Illustri cattedratici, medici, ricercatori hanno adottato le metodologie messe a punto da Lakhovsky perfezionandole e divulgandole, sia a scopo preventivo che terapeutico.
    Georges Lakhovsky nacque nel 1870 a Illia, in Russia, si laureò in Ingegneria nel 1894: recatosi a Parigi per perfezionare gli studi universitari, non rientrò più in patria e visse in Francia sino alla morte.
    Dal 1926 al 1938 scrisse 21 libri, tradotti in diverse lingue. Morì nel novembre 1942, lasciando alla medicina una porta aperta verso le nuove cure cosmo-vibrazionali.

    Giordano Bruno

    Bruno, Giordano. – Filosofo (Nola 1548 – Roma 1600). Filippo della famiglia dei Bruni, assunse il nome di Giordano entrando a 17 anni nel convento di S. Domenico a Napoli. Sospettato di eresia, riparò a Roma (1576), di qui, deposto l’abito ecclesiastico, andò peregrinando di città in città; fu a Ginevra (1579), dove per alcuni mesi abbracciò il calvinismo, a Tolosa, a Parigi (dove pubblicò nel 1582 il De umbris idearum e la commedia il Candelaio), in Inghilterra (1583-1585), dove per alcuni mesi insegnò a Oxford e pubblicò a Londra, con il finto luogo di Parigi e di Venezia, Cena de le ceneri, De la causa principio et uno, De l’infinito universo et mondi, Spaccio de la bestia trionfante (1584), De gli eroici furori (1585). Dopo un breve soggiorno a Parigi, passò nell’agosto del 1586 in Germania, e tra il 1590 e 1591 a Francoforte pubblicò i poemi latini De minimo, De monade, De immenso et innumerabilibus. Nel 1591 accogliendo l’invito di G. Mocenigo, si recò a Venezia dove, denunziato come eretico dal suo ospite, fu nel 1592 arrestato dall’Inquisizione e processato. Si dichiarò disposto a fare ammenda, ma, trasferito all’Inquisizione di Roma, e sottoposto a nuovo processo, rifiutò di ritrattarsi, onde fu come eretico condannato al rogo, che egli affrontò impavido a Roma in Campo de’ Fiori. ▭ Alla radice della filosofia bruniana può porsi l’intuizione della originaria unità e infinità del tutto, in cui l’uno-Dio, infinito in un solo atto, si riverbera e moltiplica in infinite sussistenze attraverso un processo di discesa necessario e immanente alla stessa natura divina. Sicché ovunque è visibile e quasi sensibile Dio; onde religione è il riconoscere Dio ovunque, risalire dalle forme mutevoli alla divinità, religione questa che in modo diverso sottostà – e insieme sovrasta – le religioni storiche, modi diversi di riconoscere Dio, ma anche creazioni “politiche” atte a educare le masse incolte. I temi e i termini che B. utilizza nella sua costruzione metafisica sono di tutte le scuole e tradizioni, ma profondamente originale è l’ispirazione e il “furore” che regge la sua speculazione: come pure fondamentale appare la sua trasvalutazione metafisica dell’ipotesi copernicana, da lui sentita come rottura di un universo finito per affermare l’attualità di un infinito che non è solo Dio, ma il mondo tutto come suo causato, infinito nello spazio e nel tempo in cui Dio si espande e si manifesta. In questo infinito fatto di corrispondenze e consonanze segrete il sapere assume motivi magici, onde l’esaltazione bruniana della magia che introduce nei segreti dell’universo e ci rende capaci di signoreggiarne le forze. Alla metafisica bruniana si salda la sua morale che rompe il determinismo insito nella circolarità di uno e molteplice: poiché il ritorno all’uno è iniziativa e conquista, rottura delle leggi del fato, “impeto razionale”, “eroico furore”, in cui l’atto conoscitivo è anche atto di libertà, superamento della “natura”. ▭ Anche nel campo letterario egli è tra coloro che preannunciano, nell’ultimo Cinquecento e nel primo Seicento, la letteratura più moderna. Si pone, risolutamente, in nome della libertà del poeta e dell’uomo, contro le regole letterarie esterne, ricavate ai suoi tempi dalla Poetica di Aristotele, contro le imitazioni, in particolare del Petrarca; inizia la violenta satira contro il pedante, cioè contro l’erudizione fine a sé stessa e la letteratura paga di semplici esornamenti. Rozzo, dialettale, sovente contorto e torrenziale, esprime tuttavia, spesso con rara potenza nella satira o nella esaltazione intellettuale, la sua ansia di dignità e di verità. (fonte)

    René Guénon

    Guénon, René. – Filosofo francese (Blois 1886 – Il Cairo 1951).
    Iniziò gli studi nella sua città natale e li proseguì a Parigi, nel Collège Rollin, dedicandosi alla matematica, ma non li portò a termine. Frequentò successivamente i corsi di occultismo dell’École hermétique di Gérard Encausse [Papus], partecipando attivamente alla vita di quello stesso ambiente e della Massoneria a cui faceva capo. Entrò nell’ ‛ Église gnostique ‘ di cui fu vescovo col nome di Palingenius. Passato a una Loggia massonica di rito scozzese antico, fondò la rivista ” La Gnose “, dove pubblicò vari scritti tra cui l’abbozzo del Symbolisme de la Croix sviluppato in seguito ed edito nel 1931. Nel 1910 conobbe un pittore svedese convertito all’islamismo, John Gustaf Agelii, che lo interessò a quella religione. Altri rapporti ebbe in quel tempo con esponenti dell’India tradizionale. Insegnò, quindi, a Saint-Germain-en-Laye e filosofia a Sétif (Algeria), per ritornare a Blois e a Parigi dove fu professore dal 1924 al 1929 in una scuola privata. Nel frattempo pubblicò vari articoli sul simbolismo cristiano e il saggio L’Esotérisme de D. (Parigi 1925, 19574). Nel 1930 si recò al Cairo alla ricerca di testi sufisti e là abbracciò la religione mussulmana assumendo il nome di Sheikh Abdel Wahêd Yahia. Sposò in seconde nozze una figlia dello sceicco Mohannad Ibrahim e nel 1948 divenne cittadino egiziano. Oltre alle molte opere pubblicate in vita, apparvero postume: L’Esotérisme du Graal (1951) e Aperfus sur l’ésotérisme chrétien (1954), studi raccolti da J. Reyor.
    Ne L’Esotérisme de D. (trad. ital. di C. Rocco, Roma 1951), G. riprende un’indagine già tentata da D.G. Rossetti e da E. Aroux, che peraltro conclusero nel senso di una posizione eretica di Dante. Il filosofo francese si richiama, fra l’altro, alle osservazioni di A. Reghini nella rivista ” Nuovo Patto ” (Roma 1918-1923) ed esamina il senso iniziatico della Commedia, ricavandone accostamenti con i principi massonici ed ermetici. L’indagine del G. non manca di suggestione, sia che venga rivolta ai viaggi ultraterreni nelle diverse tradizioni, sia che si eserciti sui tre mondi dell’aldilà dantesco, sui numeri simbolici (e qui vengono citati in particolare gli studi di R. Benini) e sui cicli cosmici. La trattazione mostra una profonda conoscenza di tutto il movimento iniziatico medievale a cui il G. riconduce D. con l’ipotesi che il poeta abbia fatto parte di un’associazione detta della Fede Santa che, discesa dall’ordine dei Templari, ne avrebbe raccolto l’eredità essenziale. Tesi ardua e difficilmente sostenibile nonostante la ricca argomentazione, basata soprattutto sull’interpretazione della sigla che si legge sul rovescio di due medaglie conservate nel museo di Vienna, una delle quali rappresenta Dante. Il Caligaris si oppone proponendo, della medesima sigla, una diversa interpretazione, d’accordo con la tradizione che D. si facesse terziario francescano, per cui cfr. G.A. Scartazzini – N. Scarano, Dantologia, Milano 1910, 102. In realtà il saggio – e lo stesso autore mostra di rendersene conto – pone più problemi di quanti non ne risolva. G. conclude col dire che un esame approfondito dell’argomento avrebbe richiesto parecchi volumi e che d’altra parte il simbolismo iniziatico non può essere costretto in formule come la filosofia profana. Il suo compito è stato quello di aver proposto alla riflessione alcuni motivi, senza esibizioni erudite, ma indicando la via alla comprensione di un aspetto troppo poco conosciuto dell’opera di Dante. Il saggio, in sostanza, risulta inaccettabile nei postulati di fondo, ma non manca di spunti stimolanti.
    Bibl. – P. Caligaris, D., questo sconosciuto, in ” Lettere Ital. ” IV 2 (1952) 122-126; P. Serant, R.G., Parigi 1953; P. Chacornac, La Vie simple de R.G., ibid. 1958; L. Méroz, R.G. ou La sagesse initiatique, ibid. 1962; P. Renucci, Dantismo esoterico nel secolo presente, in Atti del Congresso Internazionale di Studi Danteschi, Firenze 1965, 305-332. (fonte)

    Carl Gustav Jung

    Jung ‹i̯ùṅ›, Carl Gustav. – Psichiatra, psicologo e storico della cultura (Kesswyl 1875 – Küsnacht, Zurigo, 1961). Laureatosi in medicina a Basilea nel 1900, passò al nosocomio psichiatrico zurighese Burghölzli per proseguire gli studî di psichiatria sotto la guida di E. Bleuler. Nel 1902 compì un semestre di studî alla Salpêtrière, seguendo in particolare le lezioni di P. Janet. Dal 1904 al 1907 creò una tecnica per mettere in luce i “complessi autonomi” della psiche inconscia mediante associazioni verbali. Nel tentativo di spiegare la genesi dei complessi J. fu portato ad abbandonare la metodologia descrittiva di Janet per avvicinarsi invece all’impostazione dinamica di S. Freud. Promotore, con E. Jones, del primo Convegno di psicologia freudiana (tenutosi a Salisburgo nell’aprile 1908), alla nascita della Società psicanalitica internazionale (1910) ne assunse la presidenza per volontà dello stesso Freud. Nel 1907, in un ampio lavoro sulla psicologia della demenza precoce, aveva esteso le vedute freudiane dalle psiconevrosi alla psicosi, interpretando gli sviluppi allucinatorî e negativistici delle schizofrenie come espressione di una psiche distaccata dall’esperienza oggettuale. L’opera Wandlungen und Symbole der Libido, uscita nel 1912 a puntate nello Jahrbuch für psychoanalytische und psychopathologische Forschung e poi in volume a Vienna, segnò il distacco della “psicologia analitica” o “dei complessi” di J. dalla psicanalisi e in particolare dalla teoria freudiana sui rapporti tra sessualità e attività della psiche: la rottura avvenne in forma definitiva al congresso internazionale di Monaco, l’anno successivo. Per J. il concetto di “libido”, usato da Freud per denotare l’elemento dinamico o energetico della psiche in circostanze tra le più varie e polimorfe, doveva essere inteso come energia psichica senza alcun’altra limitazione. Inoltre la psiche tenderebbe a esprimere in forma simbolica i più profondi contenuti dell’inconscio. Questi concetti si definivano meglio in alcune opere successive: Die Psychologie der unbewussten Prozesse (1917), Psychologische Typen (1921), e l’importante conferenza La structure de l’inconscient (1916). L’inconscio veniva suddiviso in due livelli: “personale” e “impersonale” o “collettivo”. Mentre l’inconscio personale conterrebbe i ricordi obliterati, le rappresentazioni rimosse e le percezioni subliminali, l’inconscio collettivo comprenderebbe “altri contenuti che non provengano da acquisizioni della persona, ma dalla struttura cerebrale ereditata”. Semantema dell’inconscio collettivo è quello che J. chiama archetipo o dominante: un’immagine originaria, primordiale, comune “almeno a tutto un popolo o a tutta un’epoca”. Nell’archetipo junghiano – avvicinato dallo stesso J. alla categoria filosofica – coesistono pertanto un contenuto e un’immagine archetipici: quello è più universale e necessario di questa. Tra il 1921 e il 1926, mentre la sua prospettiva si ampliava fino ad abbracciare la mitologia e l’etnologia accanto alla psicologia, J. compiva alcuni viaggi nell’Africa del Nord, presso i Pueblo dell’Arizona e del Nuovo Messico e nel Kenya per esaminare sul terreno manifestazioni ed espressioni della psiche primitiva: ne trasse la convinzione che esistono analogie sostanziali tra la mitologia dei primitivi e l’inconscio dell’uomo civilizzato. Tornato in Svizzera, mentre iniziava (1933) l’insegnamento della psicologia al politecnico di Zurigo e assumeva la presidenza della Società internazionale di psicoterapia, intraprendeva feconde collaborazioni sul terreno della storia della cultura con il sinologo tedesco R. Wilhelm, con l’indianista austriaco H. Zimmer e con il filologo ungherese K. Kerényi: con quest’ultimo avrebbe pubblicato (1940-41) una Einführung in das Wesen der Mythologie, dove due tradizioni mitiche, “il fanciullo divino” e la “Kore”, sono analizzate in senso storico-filologico da Kerényi e in senso psicologico-archetipico da Jung. Intanto con Die Beziehungen zwischen dem Ich und dem Unbewussten, del 1928, J. aveva posto in primo piano il problema dell'”individuazione” dell’attività psichica, pur continuando ad attribuire all’inconscio un’estensione e un rilievo molto notevoli in opere come Seelenprobleme der Gegenwart (1931). Intesa in un primo tempo come il processo che ha per fine lo sviluppo della personalità individuale, l’individuazione sarebbe stata riferita in seguito da J. al “Sé” (Selbst), termine usato per denotare i contenuti universali della psiche in quanto assurti alla chiarezza e all’organicità della coscienza. Nel 1942 J. interrompeva l’insegnamento al politecnico di Zurigo per motivi di salute; nel 1944 passava a insegnare psicologia medica a Basilea, da una cattedra creata per lui, che peraltro era costretto a lasciare per malattia l’anno successivo. A un’intensa attività saggistica facevano riscontro opere di ampio respiro come Psychologie und Alchimie (1943) – ponderosa disamina della simbologia dell’individuazione nella letteratura alchimistica – e Aion: Untersuchungen zur Symbolgeschichte (1951), dedicata alla fenomenologia del Sé. Affidato alla “funzione trascendente” della psiche individuale, ossia alle più elevate capacità di sintesi del soggetto, il Sé si esprime attraverso peculiari figure archetipiche, sottoposte da J. a sottili analisi nella letteratura gnostica e cristiana, e nella tradizione figurativa dei “mandala”. Questa ricchezza di implicazioni e di rapporti dell’opera junghiana poté più facilmente irradiarsi in Europa e in America attraverso i convegni annuali della Fondazione Eranos di Ascona, dove gli apporti della scuola junghiana ebbero importanza preponderante fino alla morte di Jung. Nel 1948 era stato fondato a Zurigo l’Istituto Carl Gustav Jung per estendere le ricerche di psicologia analitica e preparare alla pratica della psicoterapia. Quest’ultima fu intesa da J. come una dialettica delle diverse interpretazioni del dato psichico, proposte dall’analista e dal paziente, e caratterizzata attraverso una serie di saggi poi raccolti nel volume Grundfragen der Psychoterapie (1951). Edizioni complete delle opere di J. sono uscite in tedesco e in inglese; edizioni parziali dell’intera serie delle opere si vengono pubblicando in francese e in italiano. (fonte)

    Carlos Castaneda

    La paura è il primo nemico naturale che l’uomo deve superare lungo la strada verso la conoscenza. (Carlos Castaneda)

    Agopuntura

    L’agopuntura, è un’antica medicina tradizionale cinese.

    Massimo Mazzucco

    Fotografo di moda.
    Dopo essere stato assistente di Oliviero Toscani e di altri fotografi di livello internazionale, Mazzucco ha fatto il fotografo di moda (v. immagini) per oltre 20 anni, lavorando per riviste come Grazia, Amica, Uomo Vogue (Italia), Mademoiselle, Glamour, Seventeen (USA), Petra, Brigitte, Freundin (Germania), Telva (Spagna). Dal 1996 non lavora più in questo settore.

    Regista/Sceneggiatore – Lungometraggi
    SUMMERTIME (1983)
    Premio de Sica, Festival di Venezia 1983.
    Valencia Film Festival 1983, Sidney Film Festival 1984

    ROMANCE (1986)
    Walter Chiari, Luca Barbareschi.
    Golden Globe stampa estera, Premio Pasinetti miglior attore (W. Chiari), Festival di Venezia 1986. London Film Festival. Melbourne Film Festival.

    OBIETTIVO INDISCRETO (1992)
    Luca Barbareschi, Sam Jenkins, Marc De Jonge.

    L’OMBRA ABITATA (1994)
    Michael York, Charlotte Valandray, Florinda Bolkan.

    AARON GILLESPIE WILL MAKE YOU A STAR (1996)
    Scott Caan, Holly Gagnier, Scott Trost.
    Final selection, Hollywood Film Festival 1996. Montreal Film Festival 1996.

    Film in digitale
    Da quando c’è Internet, Mazzucco si dedica primariamente alla ricerca e alla libera informazione in rete. Nel 2003 ha aperto luogocomune.net. Da allora ha realizzato diversi documentari, destinati direttamente alla distribuzione in digitale.
    INGANNO GLOBALE (2006)
    Il primo film italiano sull’undici settembre, presenta tutte le maggiori contraddizioni, le incongruenze e le falsità della versione ufficiale sui fatti dell’undici settembre. Il film è stato trasmesso da Enrico Mentana su Matrix, e in parte da Milena Gabanelli, su Report, contribuendo a lanciare in Italia il dibattito sull’undici settembre, che si è svolto nell’estate-autunno 2006.
    IL NUOVO SECOLO AMERICANO (2007)
    Il film presenta tutti gli elementi di tipo storico, politico, economico e filosofico che portano a sospettare che gli attentati dell’undici settembre abbiano avuto una matrice ben diversa da quella del cosiddetto “terrorismo islamico”.
    INGANNO GLOBALE si occupa del “cosa è successo”, IL NUOVO SECOLO AMERICANO del “chi è stato”. I due film vengono presentati anche insieme, nel doppio DVD chiamato ”GLI ANNI DEL TERRORE”.
    L’ALTRA DALLAS – Chi ha ucciso RFK? (2008)
    Un film sull’assassinio di Robert Kennedy, che è stato trasmesso da Matrix in versione abbreviata, nel giorno della ricorrenza dell’assassinio. Il film mostra come Shiran Shiran – l’uomo condannato per quel gesto – non abbia potuto uccidere il senatore americano, ma sia stato probabilmente il “patsy” designato a prendere il posto del vero colpevole.
    I PADRONI DEL MONDO – UFO, militari e pericolo atomico (2009)
    Il film analizza la storia degli UFO dal punto di vista dell’ingerenza militare, americana e russa soprattutto, in quello che sembra essere un problema molto più vasto e complesso della semplice presenza di eventuali visitatori da altri pianeti.
    CANCRO – LE CURE PROIBITE (2010)
    Negli ultimi 100 anni dozzine di scienziati, medici e ricercatori hanno trovato diverse cure valide per il cancro, spesso supportate anche da migliaia di testimonianze di pazienti guariti. Ma noi non lo abbiamo mai saputo. Perchè?
    LA VERA STORIA DELLA MARIJUANA (2011)
    Che cosa si nasconde dietro alla ossessiva, incessante e terrificante guerra alla droga? La realtà che si nasconde sotto la proibizione di questa pianta è qualcosa di assolutamente impressionante e sconvolgente, con una portata storica che condiziona in modo determinante la vita quotidiana di tutti noi. Compreso coloro che non hanno mai nemmeno visto uno spinello da vicino.

    I prossimi film in programma sono LE CONFESSIONI DI DEALEY PLAZA, che presenta un puzzle relativamente completo dei diversi “poteri forti” che vennero a convergere, nell’autunno del 1963, nella decisione di assassinare il presidente Kennedy, e GUARDA CHE LUNA!, sui presunti viaggi lunari delle missioni Apollo, che molti indizi suggeriscono non essere mai avvenuti.
    Mentre i film di fiction costituivano entità separate e indipendenti, i documentari realizzati da Mazzucco, da Inganno Globale in poi, riflettono chiaramente un tema comune, ovvero il tentativo di svelare menzogne di portata storica, sulle quali sono stati costruiti crimini di dimensione e gravità spesso inimmaginabili.
    (fonte: luogocomune.net)

    Arnold Ehret

    Il Prof. Arnold Ehret, Originatore e Maestro del Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco nacque il 29 Luglio 1866 a Friburgo.
    Era destinato fin dalla sua giovane età a svolgere la sua missione umanitaria come medico, pur essendo un professore di disegno con nozioni di chimica e non risulta che possedesse una laurea in campo medico.
    Stiamo parlando del periodo dalla fine del 1800 ai primi del ‘900, quando i medici ancora pensavano, per esempio, che il mercurio curasse malattie e la medicina per curare si riferiva a teorie bislacche come quella dei germi di Pasteur, e sotto questo punto di vista anche la moderna medicina non ne è immune.
    Il fatto che soffrisse di una malattia dichiarata incurabile da eminenti medici di quel tempo e una sentenza di morte che gli fu messa davanti agli occhi, servirono solo a risvegliare lo spirito indomabile che più tardi risultò essere la caratteristica prominente di questo magnifico uomo.
    La sua risolutezza nel curare se stesso ebbe così tanto successo che fu praticamente forzato dai suoi sfortunati simili sofferenti ad aiutarli a riguadagnare la salute.
    Ehret era interessato a scoprire le cause della malattia più che a conseguire una laurea e a questo scopo si recò a Berlino per studiare il vegetarianismo e metodi di cura alternativi che, sorti già dalla metà dell’800 e a cavallo del ‘900, iniziavano a diffondersi in Germania.
    Ma fu quando si recò nell’allora Palestina che venne a contatto con un insegnamento che lo portò a una comprensione libera dagli errori della medicina e della dietetica tuttora non ancora emendati.
    Ritornato in Europa, guarito definitivamente e in uno stato di salute da lui mai raggiunto prima, la sua effettiva competenza gli permise di aprire una clinica in Svizzera.
    La vasta conoscenza pratica sul soggetto della salute è stata acquisita da Ehret per diretto contatto con migliaia di persone sofferenti che guarirono nella sua clinica, molti dei quali da cosiddette malattie incurabili. La sua chiarezza di espressione, la vigorosa, logica esposizione dei fatti alla sua maniera convincente e comprensibile è sufficiente per provare che la sua mente non era ostruita da qualsiasi interferenza meccanica.
    Il suo lavoro fu sempre il suo ideale. Nessun pensiero di considerazioni economiche prevalse nella sua mente, perché le sue necessità erano eccezionalmente poche.
    Fu un Maestro che praticava quello che predicava e il suo modo di vivere estremamente frugale non gli recava preoccupazioni economiche. Impavido nel parlare e nello scrivere e riconoscendo nella Natura il suo giudice inappellabile, Arnold Ehret si muoveva fra gli uomini distinto dalla moltitudine, eppure portando solo benevolenza e amore ai suoi simili.
    Chi lo conosceva lo onorava e rispettava, chi diventava intimamente familiare lo amava.
    Arnold Ehret era animalista e vegano.

    Che cos’è Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco

    Un sistema è una serie di procedure o metodi per compiere determinate azioni che portano ad un preciso risultato.
    In questo caso il risultato voluto è la guarigione. Occorre però stabilire che cos’è la guarigione. La definizione che noi conosciamo è quella fornita dalla medicina ufficiale e cioè scomparsa dei sintomi . Una persona ha il mal di schiena, il medico gli dà una pomata da spalmare sulla parte dolorante e il dolore se ne va. Salvo per poi tornare la prossima volta, in una condizione di cronicità, alleviata temporaneamente somministrando altri farmaci sotto forma di pomate, pillole, supposte, iniezioni, ecc.
    Quella non è una guarigione, per i veri ricercatori della salute, ma la soppressione dei sintomi di una causa che non è stata rimossa e che quindi prima o poi si manifesterà di nuovo con altri o identici sintomi negli stessi punti o, se non gli è permesso da sostanze chimiche introdotte, in un’altra parte del corpo. Ne puoi stare certo!
    La definizione di guarigione che appartiene al contesto della Dieta Senza Muco è questa:

    Il processo naturale con il quale il corpo ripara se stesso

    Il traguardo della dieta è un corpo che ripara se stesso e lo raggiunge rimuovendo gradualmente tutti gli impedimenti, i depositi di materiali fermentati, le tossine, i veleni, le sostanze chimiche estranee, il muco e tutto quanto non appartiene alla composizione naturale del corpo. I germi, batteri o virus, comunque si voglia chiamarli, non attecchiscono in un terreno fisiologico pulito, semplicemente transitano.
    Cosa significa Senza Muco ? Significa una dieta che utilizza cibi che non creano muco. Il muco qui ha un valore più esteso di quello comunemente noto come secrezione fluida nasale o secrezione protettiva della membrana intestinale. Con quel termine si accomunano tutte quelle sostanze vischiose come colesterolo, catarro, flemma, ecc., molto irriverente per la precisa distinzione che la scienza ha per ognuno di questi termini, ma nella Dieta Senza Muco è irrilevante.
    Infatti il muco è un soggetto trattato in modo esteso da Ehret, in quanto si lega ai cibi inadatti incistandosi nel colon e da lì inserendosi in tutti gli organi del corpo.
    Con il passare degli anni, la situazione peggiora e il nostro ventre diventa come il vaso di Pandora che conteneva tutti i vizi. Il nostro vaso contiene la causa di malattie che periodicamente, e poi tutte insieme ci colpiscono. Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco, rimuove quell’indesiderabile fardello e molto di più. A quel punto il corpo inizia a guarire se stesso, come intendeva Ippocrate.
    La Dieta Senza Muco è anche una dieta per chi è sano e vuole restare tale. I principi che si apprendono se applicati ci permettono di avere una vita attiva ed energica, libera dagli avvelenamenti a cui tutti purtroppo in maggior o minor misura siamo oggi soggetti. (fonte)

    Yukio Mishima

    Yukio Mishima (giapponese Mishima Yukio 三島由紀夫), pseudonimo di Kimitake Hiraoka (Hiraoka Kimitake 平岡公威) (Tokyo, 14 gennaio 1925 – Tokyo, 25 novembre 1970) è stato uno scrittore, drammaturgo, saggista, poeta, patriota e paramilitare giapponese. Mishima è uno dei pochi autori giapponesi che hanno riscosso immediato successo all’estero (più che in Giappone stesso, dove la critica lo ha spesso stroncato). Le sue numerose opere spaziano dal romanzo alle forme modernizzate e riadattate di teatro tradizionale giapponese Kabuki e Nō, quest’ultimo rivisitato in chiave moderna. Personaggio difficile e complesso, spesso in Europa viene etichettato genericamente come “fascista”, era in realtà un nazionalista nostalgico, un conservatore decadente come lo definì Alberto Moravia che lo aveva incontrato nella sua casa in stile occidentale in un sobborgo di Tokyo. Egli si autodefiniva apolitico e antipolitico. Sicuramente uno dei suoi ideali più forti è il patriottismo, che ha ispirato anche numerosi personaggi delle sue opere, oltre al culto per l’Imperatore visto non come personaggio reale, storico o figura autoritaria ma come ideale astratto dell’essenza del Giappone tradizionale.

    Con la sua tragica morte avvenuta in diretta televisiva nel 1970 all’età di quarantacinque anni (data studiata e ponderata accuratamente), con il suicidio rituale (seppuku) durante l’occupazione simbolica del ministero della difesa, suggellò la conclusione insieme della sua vita e della sua vicenda letteraria. Infatti poco prima del suo suicidio aveva consegnato all’editore l’ultima parte della tetralogia Il mare della fertilità (completata comunque circa tre mesi prima della consegna, ma sulla quale appare, nell’ultima pagina, la data simbolica “25/11/1970”, quasi come a volere lasciare il suo ultimo testamento).

    La sua uscita di scena era stata organizzata con lucidità e freddezza. Uscendo dal suo studio per andare incontro all’epilogo della propria vita lascia un biglietto in cui era scritto «La vita umana è breve, ma io vorrei vivere per sempre». Va ricordato che la morte ha sempre ossessionato Mishima durante tutta la sua vita, un’ossessione che si riflette chiaramente nelle sue opere. Mishima fu anche fondatore di una organizzazione paramilitare, di cui lui era capo e finanziatore, chiamata Tate no kai (Associazione degli scudi) che rifiutava in maniera netta ciò che lui definiva una sottomissione del Giappone, ossia il Trattato di San Francisco del 1951 col quale il suo paese aveva rinunciato per sempre a possedere un esercito, che non fosse di autodifesa e misura ridotta, affidando la propria difesa agli Stati Uniti. Mishima insistette spesso sulla funzione non reale ma simbolica del suo esercito, composto solo da 100 giovani selezionati dallo scrittore stesso, inteso come esercito di salvaguardia dello spirito tradizionale giapponese e difensore dell’Imperatore. (fonte)

    Georges Ivanovič Gurdjieff

    Ricordati che sei venuto qui perchè hai capito la necessità di lottare contro te stesso e soltanto contro te stesso. Sii Grato dunque a tutti coloro che te ne forniscano l’occasione“. (Georges Ivanovič Gurdjieff)

    Junichiro Tanizaki

    Nato a Tokyo da una famiglia della media borghesia frequentò l’università fino all’interruzione degli studi (1910) per problemi economici o per la difficoltà di adattarsi al rigido ambiente universitario.
    Abbandonati gli studi, decise di dedicarsi completamente alla letteratura. Già dalle prime opere si comincia a delineare una figura femminile, spesso protagonista, intrisa di un erotismo decadente, con sfumature di masochismo e feticismo. Dopo l’opera prima Shisei (Il tatuaggio, 1910), pubblica Akuma (Il diavolo, 1912), Jotaro (1914) e Fumiko no ashi (I piedi di Fumiko, 1919) in cui si sviluppa una tematica feticista che lo accompagnerà nell’intera sua opera.
    Incuriosito dall’occidente e dai suoi costumi o forse dall’esotismo di paesi lontani che non conobbe mai direttamente, iniziò una fase di occidentalizzazione che terminò nel 1923 con il tragico terremoto di Tokyo. Successivamente ebbe un ripensamento e si riavvicinò ai costumi tradizionali del Giappone. Anche i suoi interessi letterari si riportarono ai classici e pubblicò la versione moderna del Genji monogatari di Murasaki Shikibu.
    Negli anni successivi compose quelli che vengono ritenuti dalla critica i suoi capolavori: Sasame Yuki (Neve sottile) terminato nel 1948, Kagi (La chiave, 1956) e Futen rojin nikki (Diario di un vecchio pazzo, 1962). (fonte)

    Daisaku Ikeda

    Nasce a Tokyo nel 1928. A diciassette anni durante la seconda guerra mondiale, vive insieme alla sua famiglia le angosce e il dolore della guerra: i suoi quattro fratelli maggiori vengono arruolati nell’esercito e il più grande muore al fronte. Il giovane Ikeda decide di dedicare la vita a sradicare le cause profonde della violenza fra esseri umani.
    A diciannove anni conosce Josei Toda, che diventerà il suo maestro e secondo presidente della Soka Gakkai, e prende fede nel Buddismo di Nichiren Daishonin. Tra i due, entrambi ardenti pacifisti, nasce un forte sodalizio spirituale e umano. Per realizzare il sogno del suo maestro, e dopo aver contribuito fortemente allo sviluppo della Soka Gakkai in Giappone, nell’ottobre del 1960 parte per le isole Hawaii, prima tappa del suo viaggio oltreoceano per diffondere gli ideali di pace buddisti. Al fine di perseguire l’obiettivo di pace e dialogo fra i popoli, ha costruito una rete di conoscenze e cooperazioni in tutto il mondo. Nel 1968 promuove la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Cina e Giappone e nel 1974 visita per la prima volta sia la Cina che l’Unione Sovietica. Ha in seguito incontrato noti capi di stato ed esponenti culturali, da Manuel Noriega a Nicolae Ceauşescu, da Nelson Mandela a Fidel Castro, da Henry Kissinger a Michail Gorbačëv, da Zhou Enlai a Corazon Aquino, al di là di ogni schieramento politico e ideologico, dichiarando di volere: «Lavorare per la pace contro qualsiasi forma di violenza e contribuire al benessere dell’umanità attraverso la diffusione di una cultura e di una educazione umanistica».
    Dal 1983 ogni anno rende pubblica una proposta di pace che, oltre a riguardare temi sempre attuali e globali come il nazionalismo, il disarmo nucleare, la povertà, l’analfabetismo e le crisi ambientali, propone delle possibili soluzioni. Autore prolifico, i suoi libri sono tradotti in molte lingue.
    Ha tenuto conferenze nei più prestigiosi atenei del mondo ed, in virtù delle sue attività in nome della pace e della cultura, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. Fra i tanti, il Premio per la pace delle Nazioni Unite, il premio umanitario dell’Alto commissariato per i rifugiati, la medaglia di Grande ufficiale delle Arti e Lettere del Ministero della cultura francese, la Croce onoraria delle scienze e delle Arti del Ministero dell’educazione austriaco. (fonte)

    Samuel C. Hahnemann

    Similia Similibus Curantur letteralmente «I Simili si Curino con i Simili.
    (Christian Friedrich Samuel Hahnemann (1755-1842), il padre della medicina omeopatica.)

    Elémire Zolla

    La vita, il pensiero e gli scritti di Elémire Zolla si illuminano a vicenda. Separarli in piani distinti come avviene in una normale ricognizione biografica significa violare l’unità di fondo di un’avventura umana che fin dall’inizio venne trasfigurata in un’opera di scrittura, di un pensiero nutrito di idee estreme, taglienti e appassionate quanto lo furono le svolte di una vicenda segnata in pari grado da sorte propizia e avversa, punteggiata di incontri determinanti, di esodi e ritorni, sordine e clamori fino all’ultimo giorno.
    Persuaso come Freud che ogni confessione biografica sia inevitabilmente una falsificazione, si astenne dal redigere memorie, anzi si allenò con cura a scancellare l’identificazione con l’io personale (“Da sempre mi è apparso una menzogna l’io. A guardare con attenzione, quell’ammasso d’impressione casuali si sbriciolava e molte, diverse persone potevano essere addebitate, in parte vere, in parte no” da Lo stupore infantile, Adelphi,1994). Un’indole disciplinata ma ribelle a qualsiasi intimidazione, una inflessibilità intellettuale che fu pagata a caro prezzo, una mente incline all’esoterico,un senso spiccato della bellezza, una passione smodata di conoscenza, l’incoercibile spinta all’esodo, a esplorare geografie marginali e dimensioni di esperienza stranianti e cruciali sono tratti marcati di una personalità dai mille volti, seducente, magnetica, inafferrabile.
    Se avesse avuto nozione di un sito a lui dedicato, si sarebbe stretto nelle spalle senza approvare né disapprovare, augurando buona fortuna al temerario di turno.
    I momenti salienti della sua vita sono indistricabili dalla cattura dei libri e delle riviste che amò e raccolse in una biblioteca sui generis di 10000 titoli; dalle imprese intellettuali che lo sfidarono a mettersi in gioco totalmente; dalle amicizie, le inimicizie e gli amori che compongono un capitolo a parte, riparato agli sguardi, di una storia privata tempestosa e soave allo stesso tempo. Le lezioni accademiche, che aprirono nuovi orizzonti nell’americanistica e nelle letterature comparate; le consulenze editoriali, la direzione di collane e della rivista ‘Conoscenza religiosa’, un monumento vivente al sincretismo moderno, i viaggi nei mondi indigeni e sciamanici, gli articoli e gli interventi in pubblico, l’ingente distesa dell’opera edita e gli inediti, le corrispondenze epistolari di cui scancellava scrupolosamente le tracce bastandogli una memoria infallibile, di tutto ciò che ha concorso a nutrire la vicenda di un uomo di genio, difficilmente può dar conto la mera cronologia. Si possono individuare tuttavia tre distinte stagioni nella vita dello scrittore, ognuna delle quali è senza ritorno.
    La prima si svolge interamente a Torino, dove nasce il 9 luglio 1926. Secondogenito di una musicista inglese e dell’artista anglo-italiano Venanzio Zolla (1880-1961), un pittore figurativo d’istinto bohémien, che chiamerà il figlio con il nome del romanziere da lui preferito, Elémire Bourges.Elémire è un bambino introverso, debole agli occhi e ai bronchi. Legge ininterrottamente libri da grandi come il Dao De Jing e Alice in Wonderland, parla e scrive perfettamente in tre lingue e adulto ne padroneggerà molte altre, decrittando le rune scandinave, traducendo dal russo, conversando in persiano, recitando versetti sanscriti, deliziandosi a tracciare ideogrammi. Alle elementari si annoia a morte ma prende ottimi voti. Lo intriga moltissimo com’è fatto l’italiano, e compila liste di prefissi, suffissi, diminutivi, accrescitivi, probabilmente per mandarle a memoria. Suona bene il pianoforte, osserva il padre dipingere e ci si applica lui stesso. Ricordi nebbiosi dell’infanzia contrastano con annotazioni folgoranti sulle percezioni interiori. Ci sono due mondi, l’interiore e l’esterno, e uscire allo scoperto è di rado un guadagno per uno di natura cancerina. I traslochi da una città e da una casa all’altra, il via vai delle modelle e dei mercanti d’arte nello studio del padre, increspano appena appena un’adolescenza grigia. Quando incontra Pietro Citati, di qualche anno più giovane, è già iscritto a Giurisprudenza. All’Università frequenta una miriade di corsi, ma l’attrazione maggiore è per le lezioni di psichiatria forense e medicina legale condite da ghiotte visite di osservazione ai degenti della Piccola Casa del Cottolengo. La personalità del malato di mente lo intriga e lo spinge a indagare a fondo la teoria della persona. Entra in corrispondenza con giuristi inglesi, studia e annota i Lineamenti di dottrina pura del diritto di Hans Kelsen (1934), e risale a quel periodo la prima stesura del saggio Lo scetticismo giuridico, uscito decenni dopo nella “Rassegna Italiana di Sociologia” (4,1960).
    Frequenta assiduamente una coetanea, Maria Luisa Spaziani (che poi sposerà), e nelle edizioni della Tipografia Spaziani in via Pesaro pubblica nel 1947 i Saggi di etica e estetica. Le collaborazioni al quotidiano “La Gazzetta del popolo” e a svariate riviste tra cui “Letterature moderne” di Francesco Flora e “Il pensiero critico” di Remo Cantoni, sono ugualmente precoci. Entra in corrispondenza con Eliot e Benedetto Croce. Analizza a fondo l’opera e lo stile di Proust, Gide, Kafka, Mann, Melville, Yeats. La lingua e il mondo di Joyce gli sono alieni e lo ribadisce con furia,suscitando costernazione tra i gli adoratori dello scrittore irlandese.
    A ventidue anni, si abbatte fulminea su di lui la tubercolosi (allora difficilmente curabile), e sta per morire. Ricoverato più volte all’ospedale Le Molinette, riceve l’aiuto di amici generosi.
    Nel 1951 muore la madre, ed è di quell’anno la stesura originaria del romanzo Minuetto all’inferno (intr. e cura di G.Marchianò, Aragno, Racconigi 2004). Si laurea nel 1952 con una Tesi sul tema “Le compensazioni private e gli affari di reciprocità nel diritto commerciale” (Relatore Prof. P. Greco). Gli studi di Legge, che in seguito abbandona, lasciano una traccia indelebile nella sua mente. La conoscenza del diritto e soprattutto l’impostazione giuridica del problema da affrontare, gli offrirà vie d’uscita in svariate circostanze avverse della vita. La conquista di uno stile letterario viene per gradi.
    La malattia polmonare è stata una minaccia e un monito. Occorre studiare una controffensiva all’ammanco di forza vitale, e lui non vede alternativa che ritagliarsi un’esistenza a parte, nutrita di sterminate letture. Assorbirà conoscenze da tutti i pori, le filtrerà, e una volta che le avrà fatte sue, i libri che scriverà saranno il suo mondo. Vivrà in loro e per loro. La vittoria inaspettata del premio Strega per Minuetto all’inferno che esce da Einaudi nel 1956, gli cambierà la vita.
    La seconda stagione, lunga 34 anni,si svolge interamente a Roma. È segnata da due matrimoni: con la scrittrice Maria Luisa Spaziani nel 1958 (l’unione durerà pochi mesi ma ci vorranno vent’anni per ottenere il divorzio); con l’estetologa e orientalista Grazia Marchianò, di quindici anni più giovane, e sarà solo la morte dello scrittore nel 2002 a separarli. In mezzo ai due matrimoni, il sodalizio di mente e di cuore con la poetessa Cristina Campo (al secolo Vittoria Guerrini 1924-1977). Tre donne, tre diversi intrecci del destino attraverso un salto d’epoca da un secolo all’altro.
    Dopo il ritiro dall’insegnamento nel 1991, Zolla e Marchianò si trasferiscono in Toscana, a Montepulciano, e lì lo scrittore è sepolto a poca distanza dalla biblioteca privata e dalla dimora colma di tracce dei viaggi in quattro continenti. Quelle peregrinazioni nel ‘diverso’, raccontate nei libri e negli articoli a man salva sul Corriere della sera fino al 1999, furono esodi mentali fortemente desiderati da Zolla. Si deve a loro e in pari misura agli studi al tavolino, l’edificio a più piani che fu il suo pensiero, deliberatamente non confinario, costruito allo stesso tempo come una fucina dialettica di indagine storica e sociologica, e un sistema metafisico verticale, proteso a cogliere i tratti unitari nella morfologia delle culture (Le potenze dell’anima, Che cos’è la tradizione), i valori permanenti e i modelli ideali impressi nel divenire storico (Archetipi), e il fitto reticolo di ‘verità segrete’, esoteriche e proibite che innerva nel profondo la sapienza, le fedi religiose, le visioni del mistico,l’immaginazione mitica e poetica.
    La carriera di Zolla intellettuale anomalo, docente universitario dottissimo, riverito e avversato allo stesso tempo, poliglotta e poligrafo, rispecchia in modo scoperto, addirittura prevedibile l’andamento scosceso caratteristico del primo periodo romano fino agli anni Ottanta, quando lo scrittore ostracizzato dall’establishment e senza un editore, riscopre la sua lingua materna, e pubblica in Inghilterra e negli Stati Uniti opere di altissimo profilo come Archetipi, L’androgino, e una raffica di saggi su riviste internazionali dei cui comitati scientifici è chiamato a far parte: ‘Connaissance des religions’, ‘Cahiers de l’Hermetisme’, ‘Parabola’, ‘Incognita’: la fugace rivista fondata dallo storico delle religioni rumeno Culianu (1950- 1991). L’amicizia di Zolla con l’assai più giovane Culianu, alla fine degli anni Ottanta, fu altrettanto feconda di quella contratta agli inizi del periodo romano con il teologo chassidico Abraham Joshua Heschel, lo storico della scienza Giorgio de Santillana, l’islamista persiano Seyyed Hossein Nasr, il musicologo Marius Schneider, il filosofo buddhista Toshihiko Izutsu, il rabbino americano Samuel Dresner.
    Nei quattordici anni di vita di ‘Conoscenza religiosa’, la rivista che Zolla fonda a La nuova Italia nel 1969 e dirige fino al 1983, quegli autori costituiranno un cenacolo, uno spumeggiante vivaio di studi interdisciplinari al quale varie generazioni di lettori in Italia e non solo, attingeranno nel transito da un’epoca all’altra. Ma al tempo in cui lo scrittore è segretario generale dell’Istituto Accademico di Roma (1966-1968) e quando il presidente della Fondazione Kheimer, l’egittologo Boris de Rachewiltz lo chiama a dirigere i corsi dell’Istituto Ticinese di Alti Studi a Lugano (1970-1973), gli storici della scienza, gli antropologi, gli orientalisti invitati da Zolla a Palazzo Torlonia alle soglie del Sessantotto erano un gruppo clandestino, gli alfieri di un’avanguardia intellettuale agli antipodi di quella riverita negli atenei più prestigiosi del mondo. Oggi non è facile mettere a fuoco questo spicchio nascosto della cultura italiana del secondo Novecento e misurare, testi alla mano, il ruolo assolutamente seminale e primario che Zolla vi svolse.
    Dopo l’esodo linguistico inglese, lo scrittore è riaccostato da Roberto Calasso, che era stato suo allievo all’Università di Roma, e i nuovi e i vecchi libri, una volta riaccolti nei cataloghi Adelphi, Marsilio, Mondatori, Einaudi, Tallone, ripresero a circolare e a essere recensiti come se niente fosse accaduto dai tempi di Eclissi dell’intellettuale (1959).
    Alle tre distinte stagioni nella vita dello scrittore, corrispondono istanze ugualmente marcate nella biografia intellettuale, che Grazia Marchianò, nell’ottantesimo della nascita di Elémire Zolla, ricostruiva ne Il conoscitore di segreti (Rizzoli) e nella introduzione a Conoscenza religiosa:scritti 1969-1983, Edizioni di storia e Letteratura, Roma. (fonte)

    Charles W. Leadbeater

    Charles Webster Leadbeater (Stockport, 16 febbraio 1854 – Perth, 1º marzo 1934) è stato un vescovo vetero-cattolico e teosofo britannico.
    Ancora fanciullo incontrò il famoso esoterista Bulwer Lytton, che lo segnalò a “Coloro che camminano sulle Strade Alte”. A 13 anni andò con la famiglia in Brasile, dove a Bahia, durante una ribellione, gli insorti volevano che lui, suo padre, e il giovane fratello Gerald, calpestassero una croce. Essendosi rifiutati, Gerald fu ucciso, e lui e suo padre torturati.
    Tornato in Inghilterra studiò ad Oxford e nel 1878 fu ordinato sacerdote della Chiesa d’Inghilterra.
    Nel 1883, dopo aver conosciuto A. P. Sinnett e la signora Blavatsky, entrò a far parte della Società Teosofica a Londra. Divenne ben presto noto come chiaroveggente e scrisse numerosi libri basati sulle sue esperienze extrasensoriali. Quando si materializzarono due lettere del suo Maestro, lasciò l’Europa e andò a Colombo, nell’isola di Ceylon, dove divenne buddista sotto la guida dell’Alto Sacerdote Sumangala.
    Nel 1884 arrivò ad Adyar in India, dove successe a Damodar K. Malavankar come segretario della Società Teosofica. Nel 1885 iniziò, con una trasferta in Birmania, i suoi viaggi per far conoscere al mondo il pensiero teosofico, molto utili anche per sviluppare la propria chiaroveggenza e incontrare persone che avrebbero avuto compiti di rilievo nell’evoluzione della coscienza spirituale del mondo.
    Importantissimo fu il suo ruolo di mentore per il giovane Krishnamurti. Nel 1889 ritornò in Inghilterra con il quattordicenne Jinarajadasa, che diverrà il quarto presidente della Società Teosofica. Grazie alle doti soprannaturali di Jinarajadasa, sviluppò ulteriormente la propria chiaroveggenza.
    Nel 1890 incontrò Annie Besant, sua coetanea, a cui insegnò come sviluppare la chiaroveggenza: lavorò con lei per più di 40 anni; nel 1893 tennero la prima presentazione pubblica dei loro fenomeni di chiaroveggenza, in un periodo caratterizzato da un forte scetticismo materialista.
    In quegli anni fu precettore del figlio di Sinnett e dell’undicenne G. S. Arundale, che diverrà terzo presidente della Società Teosofica. Curò la formazione anche di molti altri personaggi fondamentali nello sviluppo della “coscienza acquariana”: Ernest Wood, Johan von Magen, Basil Hodgson-Smith, Fritz Kunz, Jawaharlal Nehru, A.R. Orage (questi divenne poi, sotto l’influsso di Gurdjieff, l’editore della rivista New Age, la prima rivista dell’Età Acquariana.
    Nel 1906 si allontanò dalla Società Teosofica. Nel 1908 rientrò ad Adyar. Infine si ritirò al The Manor di Sydney, in Australia.
    Nel 1916 fu consacrato vescovo della Chiesa Cattolica Liberale; nel 1925 tornò ad Adyar per assistere Annie Besant durante la sua lunga malattia, e per meditare sui valori della vita spirituale. La Besant morì nel settembre del 1933 e Leadbeater la seguì il 1º marzo 1934.
    Per anni Leadbeater aveva sentito il desiderio di spingersi oltre il limite sensoriale dello spazio e del tempo, per conoscere ciò che già è, ma che noi possiamo solo descrivere come ciò che sarà, con i limiti della percezione del presente. (fonte)

    Ananda K. Coomaraswamy

    Ananda Kentish Coomaraswamy (in tamil: ஆனந்த குமாரசுவாமி; Colombo, 22 agosto 1877 – Needham, 9 settembre 1947) è stato uno storico dell’arte dello Sri Lanka.
    È considerato uno dei principali studiosi dell’arte indiana e, più in genere, dei rapporti tra la civiltà simbolica orientale e quella occidentale.
    In oltre mille scritti, pubblicati tra il 1904 e il 1947, ha indagato svariati aspetti legati al pensiero, ai riti, alla simbologia, facendo sempre ricorso a una straordinaria erudizione fondata sull’accurata analisi filologica dei testi e delle opere artistiche.
    La sua concezione rigorosamente applicativa dell’arte, mutuata dalla cultura orientale, esclude il puro compiacimento estetico, spiegandone approfonditamente le ragioni. (fonte)

    Alice A. Bailey

    Alice A. Bailey (1880-1949): A partire dalle origini in ambiente inglese conservatore, la vita di Alice Bailey la condusse in molte direzioni, ma si orientò poi stabilmente verso un’unica direzione da quando, attraverso esperienze personali e decisive di vario genere, ella acquisì sintesi di visione e di comprensione, e la convinzione assoluta che un’unica vita divina compenetra e anima l’umanità una; che il Piano per l’umanità richiede la cooperazione e il servizio di persone preparate e dedite al servizio, intelligentemente informate sulle cose del mondo e in grado di collaborare con coloro che costituiscono la Gerarchia spirituale, il governo interiore del pianeta. L’attività della sua vita divenne parte integrante di questa sintesi e di questa realizzazione.Senza trascurare alcuna delle sue specifiche qualità umane e le relative implicazioni, la sua anima assunse il proprio impegno col suo Maestro e la sua personalità offrì piena collaborazione nel campo di servizio da lei accettato
    Fondamentalmente il suo lavoro si sviluppò in una duplice direzione: il suo servizio di discepolato, che incluse la fondazione di una scuola esoterica; e il suo impegno, inizialmente preso con riluttanza, con il Tibetano, Djwhal Khul, volto alla stesura di una serie di libri che presentano, in continuità con l’insegnamento della “Saggezza Eterna”, la fase successiva per il tempo presente e l’immediato futuro.
    Verso la fine della sua vita, Alice A. Bailey accettò, con una certa riluttanza, di provare a scrivere la propria autobiografia. Fu infine persuasa a scrivere della sua vita dalla lettera di un amico che, ella disse, era profondamente convinto che “avrei reso un servizio mostrando alle persone in che modo sono diventata ciò che sono a partire da ciò che ero. Potrebbe essere utile conoscere il modo in cui un fanatico operatore cristiano ortodosso possa divenire un insegnate occulto ampiamente riconosciuto.”(fonte)

    Pietro Archiati

    “…Che cosa è per me la cosiddetta Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner:
    è un godimento che non finisce mai, che diventa sempre migliore. E’ la metodica dell’inesauribilità del mondo in cui viviamo, inesauribilità della bellezza, della profondità, della saggezza, della bontà; inesauribilità offerta a me come scoperta della mia mente, come giubilo del mio cuore, come intento evolutivo delle mie azioni volitive… Una festa della mente e del cuore senza fine.
    Questa è per me la Scienza dello Spirito di Rudolf Steiner.”
    Pietro Archiati – dalla conferenza “I retroscenza spirituali della situazione mondiale” – Roma, maggio 2002

    Pietro Archiati è nato nel 1944 a Capriano del Colle (Brescia). Ha studiato teologia e filosofia alla Gregoriana di Roma e più tardi all’Università statale di Monaco di Baviera.  È stato insegnante nel Laos durante gli anni più duri della guerra del Vietnam (1968-70). Dal 1974 al 1976 ha vissuto a New York nell’ambito dell’ordine missionario nel quale era entrato all’età di dieci anni. Nel 1977, durante un periodo di eremitaggio sul lago di Como, ha scoperto gli scritti di Rudolf Steiner la cui scienza dello spirito – destinata a diventare la sua grande passione – indaga non solo il mondo sensibile ma anche quello invisibile. Dal 1981 al 1985 ha insegnato in un seminario in Sudafrica durante gli ultimi anni della segregazione razziale. Dal 1987 vive in Germania come libero professionista, indipendente da qualsiasi tipo di istituzione, e tiene conferenze, seminari e convegni in vari Paesi. I suoi libri sono dedicati allo spirito libero di ogni essere umano, alle sue inesauribili risorse conoscitive e morali…”
    (dalla presentazione del libro “Il Mistero dell’Amore” – ed. Archiati Verlag – 2003)

     

    Sai Baba

    Rimanete in silenzio; questo lo indurrà anche negli altri. Non cadete nell’abitudine di gridare, parlare a voce alta o a lungo, riducete i contatti al minimo e portate con voi un’atmosfera di quieta contemplazione dovunque vi capiti di essere. Ci sono persone che vivono in un tornado perpetuo di rumore: dovunque siano, in una mostra, in una sagra, in albergo, in un tempio o persino a Prashanti Nilayam, le loro lingue agitate non si fermano. Tali persone non procederanno molto sulla via che porta a Dio. Ci sono altri che amano le dispute e le discussioni, che non accettano mai le cose ovvie, che devono sempre ingenerare dei dubbi dove prima non c’erano e scuotono la fede; essi discutono se Rama sia superiore a Krishna o se Krishna sia una incarnazione più completa della Divinità! Neppure questi pensieri sono di aiuto agli aspiranti spirituali. Distinguete il reale dall’apparente, guardate all’interno per cercare l’essenza, il significato e lo scopo della vita. «Sai Baba»

    Master Choa Kok Sui

    Master Choa Kok Sui laureato in Ingegneria, famoso Manager, con la sua abilità analitica e la sua naturale inclinazione per le sperimentazioni ha permesso di apportare innovazioni nel campo della terapia energetica e della meditazione, rendendole più pratiche e facili da imparare. Ha viaggiato in tutto il mondo come Maestro spirituale e Mastro di Pranic Healing, diffondendo la sua opera e i suoi insegnamenti sulle scienze interiori. Ha rivelato i misteri del mondo dell’energia sottile con la realizzazione del best seller, edito in 17 lingue, Miracoli con il Pranic Healing. Il Pranic Healing oggi è diffuso in più di 30 paesi.

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