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Selezione di volumi Aseq Editrice

Gli dei dell’India

Gli dei dell’India

Storia, civiltà, cultura
Autore/i: Salierno Vito
Editore: Mursia
prefazione dell’autore. pp. 392, 51 disegni b/n, 52 fotografie b/n f.t., Milano

Capire l’India attraverso la sua storia le cui radici affondano nel mondo mitico delle civiltà dell’Indo e del Gange, nei Veda e nei poemi epici, nelle culture e nelle religioni che hanno condizionato la vita di questo paese millenario. In queste pagine sono raccolti trent’anni di studi sul fenomeno “India” – visto e raccontato dalle più diverse angolazioni: storiche, letterarie, religiose, artistiche – insieme al resoconto di un viaggio durato quattro anni attraverso i luoghi che hanno visto alternarsi gli imperi famosi – quello di Alessandro Magno, del pio Ashoka, di Chandragupta – le invasioni musulmane (araba, afghana, mongola), la penetrazione europea e il fasto del gran Mogol, la Compagnia delle Indie, l’impero della Regina Vittoria e i leader dell’India indipendente. Una guida storica indispensabile per il viaggiatore, una lettura appassionante per chi vuole conoscere l’anima di un continente dove passato e presente sono legati indissolubilmente.

Di Cancro Si Guarisce

Di Cancro Si Guarisce

Le insospettate risorse dell’essere umano
Autore/i: Renard Leon
Editore: Amrita
traduzione di Alberto Guaraldo pp. 168, Torino

L’Autore è psicologo, psicoterapeuta, ex insegnante di psicoimmunologia all’ISEE di Bruxelles; la sua lunga esperienza professionale gli consente di spiegarci che la malattia non è un nemico, ma un messaggio, una comunicazione non verbale: il corpo “grida” un problema che il malato ignora o rifiuta di vedere. La malattia, soprattutto, riguarda l’essere nel suo insieme fisico e psichico e, quando si tratta di cancro, sono stati ottenuti ottimi risultati tenendo conto dell’aspetto psichico del paziente. Qui, Renard fa la sintesi degli studi condotti in tal campo da Simonton, Hamer, Leshan e da molti altri, arricchendola con la sua esperienza terapeutica. Propone un approccio complementare alle cure mediche, formato da tecniche psicologiche che consentono: — una comprensione diversa del cancro; — un’interpretazione nuova dei segni clinici; — un’attiva collaborazione del malato alla propria guarigione servendosi delle sue forze psichiche latenti.

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Prefazione del dottor Christian Tal Schaller

Introduzione

Preambolo. Un giorno il mondo cambierà

1. La malattia: un linguaggio

La memoria del corpo

Psiche e cancro

Le prime ricerche

Il tutore

La sperimentazione sugli animali

Il tabacco è cancerogeno?

Benefici e malefici del tabacco

2. Il labirinto dei pionieri

Hans Selye

Una scala dello stress

Lo stress: un alleato!

L’antistress s’impara!

Lawrence LeShan

Carl e Stéphanie Simonton

Michel Moirot

Edward Bach

3. La scoperta che il cancro ha origine nel cervello

Un uomo, una scoperta …

L’uomo: un essere duplice

La legge ferrea del cancro

Il cervello: un computer

L’impatto cerebrale della DHS

Uno stesso conflitto, diverse programmazioni

Polarizzazione del sistema nervoso

Le metastasi

Disattivazione del cancro

Complicazioni

Tumori cerebrali

La medicina preventiva

Altre possibilità

Alcuni esempi di conflitto

4. La mente come strumento di guarigione

Il cervello

I sistemi nervosi

L’immaginazione: un linguaggio efficace

Il corpo: spirito condensato

Il mondo: un’immagine del cervello

5. La terapia psicoadiuvante del cancro

L’uso dell’immaginazione

Programma di auto guarigione

L’immaginazione simbolica

Imparare a visualizzare

L’energia segue il pensiero

L’energia dell’ anima

Amare, semplicemente amare

Amare il proprio corpo ammalato

Amare i propri difetti

La recidiva

6. La lezione della nascita

Atto primo: la respirazione

Atto secondo: la nutrizione

Atto terzo: l’attività

Atto quarto: la coscienza

Atto quinto: il sonno

7. La famiglia di fronte al cancro

Comunicare con il malato

La strategia familiare

Evitare la rimozione

Quando il malato accusa la famiglia

8. Il dolore

Il meccanismo del dolore

Trattamento del dolore

9. La morte: un altro stato di coscienza

Viaggio al di fuori del corpo

Accompagnare il morente

La vita prima della vita

10. AIDS: sì, ma …

Di che cosa muoiono i sieropositivi?

Conclusione

Appendice

Esercizio di rilassamento

Correlazioni fra conflitti e tipi di cancro scoperte in pazienti grazie alla legge ferrea del cancro

Bibliografia dell’edizione francese

Eros, Magia e l’Omicidio del Professor Culianu

Eros, Magia e l’Omicidio del Professor Culianu

Autore/i: Anton Ted
Editore: Settimo Sigillo
traduzione, introduzione a cura di Marcello De Martino. pp. 384, tavv. b/n f.t., Roma

Il 21 maggio del 1991 Ioan Culianu fu ucciso nel campus dell’Università di Chicago con modalità da esecuzione. Ted Anton mette insieme le prove e dimostra che l’omicidio è proprio ciò che gli amici di Culianu sospettavano fin dal principio: il primo assassinio politico di un professore sul suolo americano.
In questo libro l’autore traccia la vita di Culianu dalla sua infanzia in Romania, ai soggiorni a Roma ed a Parigi, fino al periodo di permanenza all’Università di Chicago come successore alla cattedra che era stata di Mircea Eliade; ricostruisce gli incontri italiani con Grazia Marchianò ed Elemire Zolla; mostra come Culianu, un esperto di magia e dell’occulto le cui predizioni erano eccezionalmente precise, cominciasse a giocare con una nuova coalizione di estrema destra, che si era creata in Romania all’indomani della caduta del regime comunista, inducendola a credere che egli fosse pericoloso.
Oltre a gettare nuova luce sull’omicidio, questo libro ci dà un’avvincente presentazione delle idee esotiche e mistiche di un uomo brillante e geniale quale fu Ioan Culianu.

From Proto-Semitic to Hebrew Phonology

From Proto-Semitic to Hebrew Phonology

Etymological approach in a Hamito-Semitic perspective
Autore/i: Dolgopolsky Aron
Editore: Centro Studi Camito-Semitici
pp. 204, Milano

Aron Dolgopolsky was born in Moskow 1930. M.A. in Linguistics, Ph.D. in Comparative Linguistic, formerly Research Fellow in the USSR Academy of Sciences, since 1976he has been teaching in the University of Haifa. He has written more than 200 publications in the field of comparative linguistics. Among them: A LongRange Comparison of Some Languages oJ Northern Eurasia (1964) and Sravnitel’no-istoričeskaja fonetika Kušitskix jazykov (1973).

Aron Dolgopolsky’s From Proto-Semitic to Hebrew – Phonology is the summing up of many years’ research in the field of Hamito-Semitic (Afro-Asiatic) historical linguistics. The work aims at reconstructing the earliest phases of the Hebrew phonology since Proto-Semitic times and even earlier, taking into account all branches of this linguistic family as well as Nostratic and long range ties. Every phonological feature is thoroughly discussed on the basis of a rich bibliography (over 600 titles).
This book represents the fullest and richest research in Hebrew diachronical linguistics and will be most profitable to Hebrew philologists and linguists. as well as specialists of other Hamito-Semitic languages and of every branch of historical linguistics.

Trionfi

Trionfi

Autore/i: Petrarca Francesco
Editore: Bur
introduzione, note e cura di Guido Bezzola. pp. 144, ill. b/n, Milano

«I Trionfi conservano una certa luce negli argomenti più bui, dolorosi e disperanti.» (Giacomo Leopardi)

Nonostante Petrarca non affidasse la propria gloria alle sue opere in volgare, egli raggiunse la fama in primo luogo per quelle “rime sparse” – in volgare appunto – che sono una sorta di autobiografia spirituale del poeta e un cardine fondamentale della letteratura italiana. E, in volgare, Petrarca scrisse anche i Trionfi, che lo impegnarono quasi trent’anni, dal 1340 al 1370, ma rimasero incompiuti. L’opera è costituita da una serie di visioni mitiche e simboliche che raffigurano sentimenti ed eventi umani innalzati a moralità universale, sulla linea dei poemi allegorico-didascalici del tempo, di cui massima espressione fu la Commedia di Dante. Nel loro essere rimasti incompiuti però, i Trionfi mostrano come il mondo degli intellettuali fosse radicalmente cambiato nel corso dei circa cinquant’anni che dividono il capolavoro dantesco dall’opera di Petrarca: cinquant’anni che avevano visto il passaggio dal Medioevo all’Umanesimo, dalle certezze tomistiche al dubbio agostiniano, dall’ideale moralizzatore alla concentrazione sull’Io e sulle sue debolezze.

Francesco Petrarca (Arezzo 1304 – Arquà 1374) è uno dei padri della lingua e della letteratura italiana. Con il Canzoniere segnò in modo decisivo il corso della tradizione poetica occidentale. In BUR sono disponibili anche Canzoniere e Secretum.

Guido Bezzola (1919-2016), critico e saggista, è stato docente di Letteratura italiana all’Università Statale di Milano.

La Mezzaluna d’Europa

La Mezzaluna d’Europa

I Musulmani nei Balcani dagli Ottomani fino all’Isis
Autore/i: Paini Sergio
Editore: La Scuola
introduzione dell’autore. pp. 160, nn. tavv. a colori f.t., Brescia

L’Islam balcanico, da più di mezzo millennio nella storia d’Europa, oggi torna alla ribalta per le minacce terroristiche e i focolai di fanatismo. Una lunga tradizione di tolleranza è messa in crisi dal diffondersi del salafismo integralista importato dai Paesi arabi. Questo volume racconta la storia dei musulmani dei Balcani, a partire da bosgnacchi e albanesi: dalla convivenza con gli altri popoli all’interno dell’impero ottomano fino all’esplodere dei nazionalismi, dalla repressione comunista fino ai sanguinosi conflitti degli anni Novanta e alle crisi economiche, che spingono un numero crescente di giovani verso l’estremismo religioso.

Nuvole a Occidente

Nuvole a Occidente

La Conquista Romana della Grecia
Autore/i: Waterfield Robin
Editore: 21 Editore
traduzione a cura di Omar Coloru. pp. 320, nn. ill. b/n, Palermo

Il titolo di questo libro si ispira a un passo di Polibio: le “nuvole a occidente” sono la metafora che secondo lo storico fu utilizzata dal dignitario degli Etoli, Agelao, per esprimere l’incombere della minaccia romana sugli affari della Grecia. “Se mai lascerete che le nuvole che ora si stanno addensando a occidente incombano sulla Grecia, temo fortemente che […] ci ritroveremo a implorare gli dei di concederci questo diritto, di fare la guerra e la pace gli uni con gli altri a piacimento e, in generale, di gestire da noi le nostre dispute interne”. In uno spazio di tempo relativamente breve, dal 229 al 146 a.C., Roma riuscì a imporre il suo dominio sulla Grecia e a porre fine a un regno ellenistico, la Macedonia, insidiandone seriamente un altro, quello di Siria. La rapidità dell’espansione romana non mancò di impressionare gli intellettuali del tempo, in particolare proprio lo storico greco Polibio di Megalopoli, prima ostaggio presso la potente famiglia degli Scipioni e poi mediatore tra i suoi compatrioti e i nuovi conquistatori. A contatto con il raffinato sistema di pensiero che aveva visto la luce in Grecia, i Romani furono spinti per la prima volta a interrogarsi sulla loro identità e su quale dovesse essere il loro ruolo nel mondo sul quale stavano imponendo gradualmente l’egemonia.

Eretico e Profeta

Eretico e Profeta

Ernesto Buonaiuti, un prete contro la chiesa
Autore/i: Guerri Giordano Bruno
Editore: Mondadori
introduzione dell’autore. pp. 330, Milano

«Ho trascorso ore angosciose, rese tanto più gravose dai tentativi inumani compiuti intorno a me da altissimi dignitari ecclesiastici per indurmi a confessioni e ritrattazioni che avrebbero dovuto servire nelle loro mani a fare del millantato credito. Ho resistito impavido. Ne sono fiero.»

Queste parole, scritte da Ernesto Buonaiuti poco prima della morte, il 20 aprile 1946, e apparse postume sulle pagine dell’«Avanti!», sono le ultime considerazioni di un pluriscomunicato, perseguitato in vita dalla Chiesa cattolica, che gli negò anche l’ultima, definitiva assoluzione.
Chierico «irrequieto e di idee avanzate e pericolose», come lo definì una nota del Seminario romano due anni prima che fosse consacrato sacerdote, Buonaiuti divenne il più importante esponente del modernismo italiano, il movimento di riforma del cattolicesimo condannato nel 1907 da Pio X. Docente di Storia del cristianesimo alla Sapienza di Roma, nel tentativo di conciliare la religione con il pensiero moderno e i raggiunti traguardi scientifici predicò il ritorno ai valori della Chiesa primitiva attraverso un’ analisi critico-filologica del Vangelo. Lavoratore frenetico (è autore di quasi quattromila titoli fra articoli e saggi, nonché di migliaia di lettere), dal 1921 superò le teorie moderniste inoltrandosi in una vera e propria forma di profetismo. Nel 1926 gli venne inflitta la massima scomunica, vitando, che impediva a ogni buon cattolico di avvicinarlo. Accusato dal Sant’Uffizio, attaccato dall’«Osservatore Romano» e dalla «Civiltà Cattolica», usato come oggetto di scambio tra il regime fascista e la Santa Sede durante la stesura del Concordato del 1929 (due articoli furono pensati proprio contro di lui), vittima di veri complotti ecclesiastici tesi ad allontanarlo dall’insegnamento, Buonaiuti rinunciò alla cattedra solo nel 1931, rifiutando di giurare fedeltà al regime. Neppure l’Italia nata dalla Resistenza gli rese giustizia: a causa delle pressioni del Vaticano, fu l’unico a non riottenere la docenza fra i dodici professori «non giuranti». Morì nel 1946, e da allora questo campione della libertà di pensiero è stato dimenticato da tutti.
L’appassionante indagine di Giordano Bruno Guerri sulla vita di Ernesto Buonaiuti porta finalmente luce nuova, anche con scoperte inedite, su questo controverso personaggio e sulla sua drammatica vicenda, in particolare sui suoi rapporti con Mussolini e su quelli, davvero singolari, con due beati: don Orione e Giovanni XXIII. In un periodo di richieste di perdono e di riabilitazioni da parte dell’attuale pontificato, il silenzio su Buonaiuti è senza dubbio significativo, non solo perché questo sacerdote «eretico» ha anticipato di molti decenni il concilio Vaticano II, ma anche perché il suo profetismo era rivolto soprattutto al XXI secolo, il nostro, nel quale si dovrebbero compiere le sue visioni della Chiesa futura.

Ernesto Buonaiuti non potrà mai essere perdonato dalla Chiesa: o eretico o santo.

Giordano Bruno Guerri, senese, ha diretto «Storia illustrata» e «Chorus», è stato direttore editoriale della Arnoldo Mondadori Editore, autore e conduttore di trasmissioni televisive. Athialmente è opinionista del «Giornale». Ha pubblicato: Giuseppe Bottai, un fascista critico (Feltrinelli 1976), Rapporto al duce (Bompiani 1978), Galeazzo Ciano (Bompiani 1979), L’Arcitaliano. Vita di Curzio Malaparte (Bompiani 1981), Itala Balbo (ValI ardi 1983), Povera santa, povero assassino (Mondadori 1985), Gli italiani sotto la Chiesa (Mondadori 1992), lo ti assolvo (Baldini & Casto Idi 1993), Fascisti (Mondadori 1995), Giuseppe Bottai, fascista (Mondadori 1996), Antistoria degli italiani (Mondadori 1997), e con Ida Magli Per una rivoluzione italiana (Baldini & Castoldi 1996).

SMSR – Arte e Storia nelle Tradizioni Religiose dell’India – 80/2 (2014)

SMSR – Arte e Storia nelle Tradizioni Religiose dell’India – 80/2 (2014)

Studi e materiali di storia delle religioni
Autore/i: AA. VV.
Editore: Morcelliana
pp. 450-896, Roma

Rivista di Studi e Materiali di Storia delle Religioni.

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SEZIONE MONOGRAFICA / THEME SECTION
Arte e storia nelle tradizioni religiose dell’India.

– FABIO SCIALPI, Introduzione
– GIORGIO RENATO FRANCI, Liberation and History. The Formation of a New Culture
– JULIA A.B. HEGEWALD, The Temple as Symbol. Reflections of Ritual Practices and Sacred Beliefs in Jaina Temple Architecture
– IACOPO NUTI, La bhakti nella tradizione monoteistica indiana
– TIZIANA LORENZETTI, Devozione religiosa ed esperienza artistica. Il culto di Śrīnāthjī in Rajasthan
– PRASANNA K. NAYAK, Shamanism in Indian Tribal Cultures
– FABIO SCIALPI, La Grande Madre dell’India nell’opera di Giuseppe Tucci

SAGGI/ESSAYS

– JORGE GARCIA CARDIEL, La lucha contra la quimera. La memoria del combate contra el mal en el Sureste ibérico
– ALESSIA D’ALEO, Elymoi. Morfologia di ecisti troiani
– GIUSEPPE GATTO, Alimentazione e ritualità nelle tradizioni delle regioni italiane. Purezza, impurità, rischio
– ANNA PERÒ, La statua di Era argiva nel De corona di Tertulliano
– LETICIA ROVIRA, “Dime cómo y qué profetizas y te diré quién eres”. Addu, sus profetas y la posible relación con los ex-votos dados (Mari, siglo XVIII a.C.)
– GIOVANNI SORGE, Considerazioni intorno al rapporto fra Eliade e Jung alla luce della corrispondenza. Con particolare riguardo alla discussione sul simbolismo del maṇḍala (1955)- Raquel Martín Hernández – Sofía Torallas Tovar, The Use of the Ostracon in Magical Practice in Late antique Egypt. Magical handbooks vs. Material Evidence.

Leggere il Libro Rosso di Jung

Leggere il Libro Rosso di Jung

Autore/i: Cicero Vincenzo
Editore: La Scuola
con la collaborazione di Lucia Guerrisi, introduzione dell’autore. pp. 224, nn. ill. a colori, Brescia

Scritto, miniato e illustrato tra il 1913 e il 1930, ma pubblicato solo nel 2009, cioè quasi cinquant’anni dopo la morte di Jung, il Libro rosso si è rivelato uno degli eventi editoriali più importanti del nuovo secolo, soprattutto per la scossa tellurica che ha provocato nell’ambito degli studi junghiani. Questo volume, grazie all’apparato iconografico completo, all’originale riarticolazione del testo e all’agile glossario, si presenta come un compendio indispensabile per la comprensione del viaggio di Jung «all’altro polo di Dio» narrato e raffigurato nel Libro rosso.

Il Commento alle Preghiere

Il Commento alle Preghiere

Perush ha-Tefiloth
Autore/i: Menahem Da Recanati
Editore: Il Prato
traduzione, commento e note a cura di Giovanni Carlo Sonnino e Nahmiel Menaĥem Ahronee. pp. 192, Saonara (PD)

Il Commento delle preghiere di Menahem Recanati Recanati (XIII sec.), per la prima volta tradotto in italiano, è l’opera del cabbalista italiano considerato tra i più grandi della sua epoca. Attraverso lo Zohar (principale opera della Qabbalah), Menahem Recanati offre un’originale interpretazione delle preghiere ebraiche che permette di oltrepassare la sola dimensione rituale e comprenderne il significato metafisico. Infatti, in questa visione, pregando il credente consapevole contribuirebbe al compimento della Creazione.

Fiabe Cretesi

Fiabe Cretesi

Autore/i: AA. VV.
Editore: Controluce
introduzione e cura di Daniele Giancane, traduzione di Alexandra Papadimitrou. pp. 102, Nardò (LE)

A Creta, isola micenea di mare e fantasmagorici palazzi, di tauroctonie e di una misteriosa dea, di Cnosso e Festa, si conserva un patrimonio fiabistico singolare, che se da una parte può essere ricondotto a quello greco tout court, dall’altra ha suoi precisi elementi distintivi: le fiabe cretesi sono fiabe di mare e di relazioni difficili coi potenti, narrazioni di viaggi e di improvvise soluzioni ai casi umani, con una maggiore apertura al fantastico e soprattutto con una forte connotazione identitaria. Allo strapotere turco il popolo cretese risponde con l’arguzia e lo sberleffo, in sostanza con un sentimento di superiorità intellettuale. Le Fiabe cretesi qui raccolte in un’edizione a cura di Daniele Giancane sono dunque fiabe lievi e spesso ironiche, che mirano a raccontare lasciando un messaggio, una scia, un segno per gli ascoltatori e per i posteri. Storie che vogliono aiutare a districarsi nell’esistenza umana, tra sofferenza e sogno.

I Martiri Annamiti e Cinesi

I Martiri Annamiti e Cinesi

(1798-1856) Solennemente beatificati dalla santità di Papa Leone XIII il 27 Maggio dell’anno santo MDCCCC
Autore/i: AA. VV.
Editore: Tipografia Vaticana
con prefazione. pp. XIII-490, tavv. b/n f.t., Roma

«Appartengono a quattro grandi Istituti religiosi e alle loro rispettive Missioni i settantasette Martiri, di cui nelle pagine seguenti si esporrà brevemente la morte gloriosa sofferta per la fede di Cristo, sia nel Tonchino e nella Cocincina, regioni una volta comprese sotto il nome comune di Annam, sia nelle province dell’Impero cinese.
Questi Istituti sono: La Società per le Missioni straniere di Parigi; l’Ordine de’ Frati Predicatori; quello de’ Frati Minori di S. Francesco; e la Congregazione della Missione di S. Vincenzo de’ Paoli.[…]»

Viaggio Biblico in Oriente – Arabia, Petrea e Terra Santa – Tomo III

Viaggio Biblico in Oriente – Arabia, Petrea e Terra Santa – Tomo III

Egitto, Istmo di Suez, Monte Sinai, Terra Santa, Siria, Libano, Damasco, Coste dell’Asia Minore, Costantinopoli ed Isole fatto negli anni 1857, 1865, 1866
Autore/i: Dalfi Teodoro
Editore: Tipografia Carlo Favale e Compagnia
pp. XI-956, tavv. e cartina b/n ripiegata f.t., ill. b/n, Torino

«Percorrendo quanto è lungo e largo l’Egitto, noi visitammo le innumerevoli sue rovine, restammo estatici dinanzi ai meravigliosi suoi templi, al cospetto delle colossali e gigantesche sue statue, dei suoi obelischi e delle maravigliose sue piramidi; e consultati i suoi papiri, interrogati i suoi geroglifici, ne compendiammo la storia. Una cosa sola ci pare di non avere obbliato mai, la quale fu l’unico scopo dei nostri lunghi studi e di sì lungo peregrinare, è stata quella, di cercar sempre la Sacra ·,Bibbia e la verità cattolica in mezzo alle tenebre del paganesimo, e la credenza del Dio vero nei templi stessi del politeismo.[…]»

Viaggio Biblico in Oriente – Arabia, Petrea e Terra Santa – Tomo IV ed ultimo

Viaggio Biblico in Oriente – Arabia, Petrea e Terra Santa – Tomo IV ed ultimo

Egitto, Istmo di Suez, Arabia Petrea, Palestina, Siria, Coste dell’Asia Minore, Costantinopoli ed Isole fatto negli anni 1857, 1865, 1866
Autore/i: Dalfi Teodoro
Editore: Tipografia Carlo Favale e Compagnia
pp. XII-802, tavv. e cartina b/n ripiegata f.t., ill. b/n, Torino

«Dopo quasi due anni dalla fatta promessa di dar compimento al racconto delle nostre bibliche peregrinazioni in Oriente, veniamo finalmente a sciogliere il debito col licenziare alla stampa il nostro quarto ed ultimo volume. Comprende questo il viaggio da Gerusalemme a Nazaret, passando pei monti d’Efraim e della Samaria, per la bassa e l’alta Galilea; te corse’ al mare di Tiberiade, a Magdalo, Cafarnao, Betsaida, Corozaim, Cana, Sefori, al monte Carmelo, a Tolemaide, Tiro, Sidone, Berito, pel Libano, la Cetesiria, l’Anticipano e Damasco; il gran campo in somma ed i luoghi finitimi delle evangeliche predicazioni del nostro divin Salvatore Gesù Cristo: ed è questa la prima parte – Seguono le perlustrazioni dell’alta Siria, e vengono in mostra Tripoli, Laodicea, Alessandretta, Antiochia la grande il primo seggio del sommo Piero, la Cilicia con Mersina e Tarso, la Panfilia con Perge, la Pisidia colla seconda Antiochia, Iconio, Colossi, Derbe e Listri; indi le isole di Cipro e Rodi; Mileto con Efeso, Smirne, Palmos colle altre chiese dell’Apocalisse; terre tutte percorse, e fecondate dalle fatiche e dai sudori del grande Apostolo delle Genti; e la visita di queste forma la parte seconda – Compaiono da ultimo le sponde della Troade, dell’Ellesponto, della Propontide o mar di Marmara, l’antica Bisanzio o Costantinopoli; delle quali si dà una descrizione particolareggiata. Compiesi infine il racconto con una corserella pel Bosforo fino al mar Nero: d’onde volgendo alfine la prora al ritorno, e passando pel mare Egeo, salutando le isole, la Grecia, Malta e Messina, giungiam di nuovo in patria benedicendo Iddio.[…]»

Åsmund Frægdegjæva

Åsmund Frægdegjæva

Una ballata medievale norvegese
Autore/i: Anonimo
Editore: Carocci
introduzione, traduzione, note e cura di Luca Taglianetti. pp. 112, Roma

Il mondo delle ballate nordiche è complesso quanto affascinante: testi che affondano spesso le loro radici nell’antico paganesimo e che nel corso della tradizione si sono arricchiti di apporti cristiani, epici, cortesi, fiabeschi. Il volume ci restituisce, in una bella traduzione italiana con testo originale a fronte, uno dei più noti e suggestivi di questi testi:la ballata norvegese Åsmund Frægdegjæva, una storia di amore e di magia in cui un impavido eroe affronta il potere dei troll, ai margini del mondo, per liberare una fanciulla rapita. L’incanto della fiaba popolare si coniuga qui con i toni della poesia eroica e del mito, in un’esperienza di lettura che non può che conquistare i numerosi amanti della letteratura nordica medievale. Un’ampia introduzione e un rigoroso apparato bibliografico e di note, inoltre, fanno di questo libro uno strumento interessante anche per chi sia interessato ad andare oltre il puro piacere della lettura e ad approfondire lo studio di questo genere letterario e della cultura scandinava del Medioevo.

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Abbreviazioni
Introduzione
ÅsmundFrægdegjæva
Le fonti della ballata: GestaDanorum, Söguþáttur af Ásmundi flagðagæfu, Óláfs saga Tryggvasonar
Conclusioni
Nota filologica
ÁSMUNDFREGÐEGÆVAR
Note
Appendice
Contenuto dell’episodio della saga di Ásmundur “fortunato con leorchesse”
Bibliografia

«A Dio Appartengono i Nomi più Belli»

«A Dio Appartengono i Nomi più Belli»

Come pregano i musulmani
Autore/i: Allievi Stefano
Editore: Edb
pp. 104, Bologna

«A Dio appartengono 99 nomi, cento meno uno; chi li impara a memoria entrerà in paradiso».

Le lunghe file di musulmani in preghiera, nelle moschee o sul lato di una strada, colpiscono l’immaginario occidentale più di qualsiasi altro aspetto dell’islam.
E trasmettono la percezione di qualcosa di unitario, collettivo, compatto, quindi anche di incomprensibile e minaccioso.
Mentre nella comune concezione cristiana la preghiera è soprattutto un’attitudine interiore, formalmente libera sia nelle modalità corporee che nei testi, l’islam la concepisce informa diversa come atto rituale fortemente standardizzato e vincolato alla lingua araba. Tuttavia, il modo di pregare dei musulmani non è affatto univoco e omogeneo, come dimostra il libro, che si propone di accompagnare il lettore nella dimensione orante quotidiana dei fedeli di Allah.

Stefano Allievi è professore associato di Sociologia all’Università di Padova, dove dirige il master sull’Islam in Europa. Membro del Consiglio per le relazioni con l’islam italiano presso il Ministero dell’Interno, collabora al Corriere della sera – Corriere del Veneto e al Corriere Imprese. Autore di oltre un centinaio di pubblicazioni in vari Paesi, suoi testi sono stati tradotti in varie lingue europee, in arabo e in turco. Tra i suoi libri recenti: I musulmani e la società italiana. Percezioni reciproche, conflitti culturali, trasformazioni sociali (Franco Angeli, 2009) e La guerra delle moschee. L’Europa e la sfida del pluralismo religioso (Marsilio, 2010).

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Parlare di islam in Europa. I. L’Oriente che prega. II. La preghiera come dimensione quotidiana. III. I fondamenti testuali. IV. Gli elementi della preghiera. V. Il ruolo fondamentale della comunità. VI. La preghiera nel sufismo. VII. Il «metodo» sufi. VIII. Un dialogo possibile. Conclusioni.

La Giornata di un Monaco

La Giornata di un Monaco

Conversazione con dom Jean-Marc Thevenet, abate d’Acey
Autore/i: Strazzari Francesco
Editore: Edb
prefazione di Gérard Daucourt. pp. 120, Bologna

La vocazione, la preghiera, la comunità, l’obbedienza, il combattimento spirituale, il silenzio. Attraverso l’affascinante racconto di dom Jean-Marc Thevenet, abate della celebre abbazia cistercense d’Acey, fondata in Francia nel 1136, si può ripercorrere la giornata di un monaco. E intuire che le comunità monastiche dicono ai pellegrini e ai vagabondi – e un po’ tutti lo siamo – che la «comunione è possibile», nonostante le barricate che si erigono e muri che si alzano. Perché comunione e ospitalità sono inseparabili.

Francesco Strazzari ha pubblicato per EDB una decina di volumi sulla situazione ecclesiale in diversi Paesi del mondo. Tra i più recenti: In Argentina per conoscere Papa Bergoglio (2013), Pentecoste nella terra di Maometto. Vivere da cristiani nei Paesi del Golfo arabo (2014), Il fenomeno Fatima. Viaggio nel cuore spirituale del Portogallo (2014) e Le catacombe sotto il Muro. I cristiani dell’Est e la libertà ritrovata (2015).

Jean-Marc Thevenet è dal 2003 abate dell’abbazia cistercense Nostra Signora di Acey, nei pressi di Besançon, in Francia.
Note sul prefatore Gérard Daucourt è vescovo emerito di Nanterre.

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Prefazione (G. Daucourt). I. Abbazia di Nôtre-Dame d’Acey. II. La vocazione del monaco: vivere diversamente. III. Essere padre abate.

Milioni di Farfalle

Milioni di Farfalle

Il racconto di un neurochirurgo americano che ha scioccato il mondo
Autore/i: Alexander Eben
Editore: Oscar Mondadori
prologo dell’autore, traduzione di Maria Carla Dallavalle PP. 198, Milano

“Il Paradiso esiste ci sono stato.”

“Mi ritrovai in un mondo completamente nuovo. Il mondo più bello e più strano che avessi mai visto… Luminoso, vibrante, estatico, stupefacente. C’era qualcuno vicino a me: una bella fanciulla dagli zigomi alti e dagli occhi intensi. Eravamo circondati da milioni di farfalle, ampi ventagli svolazzanti che si immergevano nel paesaggio verdeggiante per poi tornare a volteggiare intorno a noi. Non fu un’unica farfalla ad apparire, ma tutte insieme, come un fiume di vita e colori che si muoveva nell’aria.” Queste sono alcune delle parole usate da Eben Alexander, neurochirurgo e professore alla Medical School dell’università di Harvard per descrivere il Paradiso.
Il dottor Alexander è uno scienziato che non ha mai creduto alla vita dopo la morte eppure è toccato a lui esserne testimone. Nel 2008 ha contratto una rara forma di meningite e per sette giorni è entrato in coma profondo che ha azzerato completamente l’attività della sua corteccia cerebrale. In pratica il suo cervello si è completamente spento, eppure una parte di lui era ancora vigile e ha intrapreso uno straordinario viaggio verso il Paradiso. Al suo risveglio il dottor Alexander era un uomo diverso, costretto a rivedere le sue posizioni profondamente razionali sulla vita e sulla morte: esiste una vita oltre la vita, esiste il Paradiso ed è un luogo d’amore e meraviglia.
Milioni di farfalle è la testimonianza di questa incredibile esperienza. È un libro rivoluzionario in grado di mettere in discussione anche il più scettico dei lettori.

Eben Alexander è un affermato neurochirurgo e da quindici anni è anche professore alla Harvard Medical School di Boston.

Giovanni della Croce e la Notte Mistica

Giovanni della Croce e la Notte Mistica

Autore/i: Pellé-Douël Yvonne
Editore: Edizioni Paoline
premessa dell’editore, introduzione dell’autrice, traduzione dal francese a cura del Carmelo delle Tre Madonne. pp. 224, Milano

Giovanni della Croce, vissuto nel XVI secolo, periodo aureo spagnolo, tra i mistici è il dottore per eccellenza. Colui cioè che ha saputo elevare a dottrina la sua esperienza, il suo rapporto con Dio, il suo dialogo trinitario in Cristo Gesù. Se il suo linguaggio simbolico e la sua elevata esperienza religiosa esprimono una mentalità e una filosofia distanti dallo stile e dal pensiero delle lettrici e dei lettori di oggi, c’è il cammino reale e umano di una persona decisamente orientata al possesso dell’Assoluto, all’unione con Dio, che continua a lanciare messaggi autentici, incarnati in una vita improntata alla coerenza e all’unità, al Vangelo. L’autrice di questo volume ce lo consegna come compagno di strada e maestro.
Dai documenti del tempo, «letti» con i criteri dell’odierna antropologia, viene tratteggiato come una persona dallo sguardo penetrante, dal portamento distinto e un sorriso emanante serenità e calma disarmanti. Dal temperamento misurato, silenzioso, riservato, Giovanni della Croce ha saputo coniugare fermezza e affabilità, austerità e sobrietà. Metodico per natura, è stato capace di adattarsi alle circostanze e agli imprevisti. Di rara sensibilità, ha espresso con tocchi poetici e con forza simbolica il suo interesse per la bellezza e il bene. Una figura poliedrica la sua: poeta e pensatore, mistico e teologo, affabile e austero, umile e dottore, amante della solitudine e maestro dello spirito.

Pensieri Quotidiani 2017

Pensieri Quotidiani 2017

Autore/i: Aïvanhov Omraam Mikhaël
Editore: Prosveta
pp. 426, Tavernelle (PG)

18 Luglio: Possiamo definire il silenzio, il vero silenzio, come la regione più elevata della nostra anima. Nel momento in cui raggiungiamo tale regione, entriamo nella luce cosmica. La luce è la quintessenza dell’universo. Tutto quel che vediamo intorno a noi – gli esseri, la natura, gli oggetti, e anche ciò che non vediamo – è attraversato dalla luce, impregnato di luce. E il silenzio che ci sforziamo di introdurre in noi durante i momenti di concentrazione, di meditazione e di preghiera ha un unico scopo: la fusione con quella luce che è viva, potente…la luce originaria che permea tutta la creazione.

La Chiesa Primitiva Apocrifa

La Chiesa Primitiva Apocrifa

Autore/i: Bagatti Bellarmino
Editore: Edizioni Paoline
prefazione dell’autore. pp. 128, 8 tavv. a colori f.t., Roma

Padre Bagatti – un’autorità indiscussa a livello mondiale come archeologo e come studioso del giudeo-cristianesimo – con semplicità e saggezza francescane ha composto questo saggio storico «per mostrare quanto fosse penetrato il pensiero cristiano nel mondo pagano del secondo secolo. Solo un germe divino poteva penetrare così… Chi leggerà questo libretto – continua l’Autore – si meraviglierà d’imbattersi in notizie sulla chiesa primitiva che non aveva mai lette nei libri ispirati. Anzi, talvolta, le troverà in contrasto con esse. Mettendo insieme queste pagine non pretendo di fare un supplemento ai libri sacri, né, tanto meno, di volerli correggere. Intendo solo far conoscere l’idea popolare che i cristiani, vissuti un secolo dopo Cristo, si erano fatta delle origini della loro chiesa. Nel fare ciò mi sono valso di vari scrittori: narratori, poeti, educatori, che vissero nel secondo secolo in varie parti del mondo. Siccome alcuni di essi sono ben noti, per es. Ignazio di Antiochia, Giustino, Ireneo, ecc., mi sono fermato su autori poco noti o ignorati e che, per contingenze singolari, sono passati alla storia come autori di opere “apocrife”. Io vorrei considerarli come propagatori, benché a modo loro, del cristianesimo… Uno studio storico – dunque – per far sapere ciò che avvenne nel secondo secolo. Fu questo un momento in cui il seme cristiano, gettato fra le zolle umide, stava per trasformarsi e rinascere spiga. La trasformazione fu laboriosa, ma molto profonda, con un travaglio sconosciuto a noi che da secoli viviamo di rendita».
Su questo secolo pieno di luce e di ombre Padre Bagatti getta un flash che ci chiarisce un po’ quello che i nostri fratelli di allora pensavano di Gesù Cristo, da prima dell’Incarnazione all’Ascensione; di Maria, «la Pienadigrazia»; degli Apostoli e, in particolare, di Pietro – che la Vergine chiama «capo e grande colonna”; di Giovanni; di Giacomo, «fratello del Signore»; di Paolo, «amico carissimo di Dio, degli angeli e degli uomini», «parapetto e fondamento della chiesa»; di Tommaso, «lo schiavo»… Veniamo a conoscere quanto i cristiani del secondo secolo avessero in orrore l’aborto; come si battessero per il Cristo, amassero la Vergine, il loro prossimo, il sacrificio, il lavoro…
Gesù dice: Fui in mezzo al mondo, apparvi loro in carne: li trovai tutti ubriachi; tra loro non trovai alcuno che avesse sete! E l’anima mia soffre a causa dei figli degli uomini perché sono ciechi nel loro cuore… Alza la pietra e là mi troverai; spacca il legno ed io sono làPadre Bagatti – un’autorità indiscussa a livello mondiale come archeologo e come studioso del giudeo-cristianesimo – con semplicità e saggezza francescane ha composto questo saggio storico «per mostrare quanto fosse penetrato il pensiero cristiano nel mondo pagano del secondo secolo. Solo un germe divino poteva penetrare così… Chi leggerà questo libretto – continua l’Autore – si meraviglierà d’imbattersi in notizie sulla chiesa primitiva che non aveva mai lette nei libri ispirati. Anzi, talvolta, le troverà in contrasto con esse. Mettendo insieme queste pagine non pretendo di fare un supplemento ai libri sacri, né, tanto meno, di volerli correggere. Intendo solo far conoscere l’idea popolare che i cristiani, vissuti un secolo dopo Cristo, si erano fatta delle origini della loro chiesa. Nel fare ciò mi sono valso di vari scrittori: narratori, poeti, educatori, che vissero nel secondo secolo in varie parti del mondo. Siccome alcuni di essi sono ben noti, per es. Ignazio di Antiochia, Giustino, Ireneo, ecc., mi sono fermato su autori poco noti o ignorati e che, per contingenze singolari, sono passati alla storia come autori di opere “apocrife”. Io vorrei considerarli come propagatori, benché a modo loro, del cristianesimo… Uno studio storico – dunque – per far sapere ciò che avvenne nel secondo secolo. Fu questo un momento in cui il seme cristiano, gettato fra le zolle umide, stava per trasformarsi e rinascere spiga. La trasformazione fu laboriosa, ma molto profonda, con un travaglio sconosciuto a noi che da secoli viviamo di rendita».
Su questo secolo pieno di luce e di ombre Padre Bagatti getta un flash che ci chiarisce un po’ quello che i nostri fratelli di allora pensavano di Gesù Cristo, da prima dell’Incarnazione all’Ascensione; di Maria, «la Pienadigrazia»; degli Apostoli e, in particolare, di Pietro – che la Vergine chiama «capo e grande colonna”; di Giovanni; di Giacomo, «fratello del Signore»; di Paolo, «amico carissimo di Dio, degli angeli e degli uomini», «parapetto e fondamento della chiesa»; di Tommaso, «lo schiavo»… Veniamo a conoscere quanto i cristiani del secondo secolo avessero in orrore l’aborto; come si battessero per il Cristo, amassero la Vergine, il loro prossimo, il sacrificio, il lavoro…
Gesù dice: Fui in mezzo al mondo, apparvi loro in carne: li trovai tutti ubriachi; tra loro non trovai alcuno che avesse sete! E l’anima mia soffre a causa dei figli degli uomini perché sono ciechi nel loro cuore… Alza la pietra e là mi troverai; spacca il legno ed io sono là.
«Non siate mai lieti, se non quando guardate con amore il vostro fratello».
«Non siate mai lieti, se non quando guardate con amore il vostro fratello».

Iu Gao – Fiore di Luna

Iu Gao – Fiore di Luna

Autore/i: Whitney Phillis A.
Editore: Carlo Frassinelli Tipografo Editore
traduzione di Sofia Tronzano Usigli. pp. 384, Torino

Un’avvinciente storia d’amore e di mistero nel moderno Giappone con il sapore suggestivo e poetico della tradizione.

Un Ponte tra Cina e Europa

Un Ponte tra Cina e Europa

Matteo Ricci
Autore/i: Mancini Enzo
Editore: Edizioni Paoline
presentazione dell’editore, prefazione dell’autore. pp. 348, Milano

Nella Cina del XVI secolo, ostile e diffidente verso ogni influenza esterna, approda Matteo Ricci, giovane gesuita maceratese, dopo anni di difficoltoso cammino. Costantemente sostenuto dalla fede e forte del suo principio missionario, «essere cinese tra i cinesi », Matteo Ricci conquista a poco a poco la fiducia di mandarini, letterati e dello stesso imperatore. Tutti ugualmente attratti dalla cultura di quest’uomo, un «intruso d’Occidente » che parlava perfettamente la lingua mandarina dei sapienti e sconvolgeva gran parte della conoscenza scientifica e umanistica dei cinesi.

L’autore riscopre un protagonista della storia, Matteo Ricci, ancor poco conosciuto in Italia, che ha saputo creare un legame tra Oriente e Occidente e con una narrazione sciolta e piacevole ci porta nel cuore della Cina, per vivere, fianco a fianco coi protagonisti, la grande avventura dell’entrata in Cina dei padri gesuiti e con essi del Vangelo.
Un libro da leggere, dopo i tragici fatti di Tienanmen, per riscoprire cultura e dimensione umana della Cina dei mandarini.

Paesi Etruschi

Paesi Etruschi

Autore/i: Lawrence David H.
Editore: Nuova Immagine
a cura di Giovanni Kezich, con un saggio di Massimo Pallottino. pp. 184, 70 tavv. b/n f.t., 5 cartine b/n, Siena

D.H. Lawrence visitò l’Etruria nell’Aprile 1927. Fu l’ultimo suo ’savage pilgrimage’. Ne scaturì un reportage che è insieme guida letteraria e testamento spirituale, una visione globale della civiltà degli Etruschi.

La Lingua delle Coppe Magiche Siriache

La Lingua delle Coppe Magiche Siriache

Autore/i: Moriggi Marco
Editore: Dipartimento di Linguistica Università di Firenze
premessa dell’autore. pp. X-298, 3 carte e 22 tavv. b/n f.t., Firenze

«Con le coppe magiche, ciotole di argilla di rozza fattura, gli scribi aramaici della Mesopotamia sasànide (IV-VII sec. d.C.) ci hanno trasmesso un interessante repertorio di formule protettive, esorcismi e historiolae, concepiti per difendere i committenti dalle minacce di oscure forze demoniache e dal malocchio.
La pratica magica documentata da questi oggetti ha suscitato una pluralità di interessi filologici, storico-religiosi, antropologici e, anche se in parte minore, archeologici.
Nell’ambito della filologia semitica le coppe magiche sono comprese nel campo degli studi aramaici e in particolare riguardano il periodo dell’aramaico tardo (III-VIII sec. d.C. circa) di area mesopotamica. Esse presentano infatti un’ampia serie di testi in aramaico giudaico babilonese, in mandaico, e, in minore percentuale, in siriaco. Le tre varietà aramaiche elencate sono tradizionalmente raggruppate nella categoria geografica di “aramaico orientale”, nel più ampio quadro cronologico dell’aramaico tardo.
Sin dai primi studi sulle lingue impiegate nei testi delle coppe magiche è risultato evidente che tali idiomi non riflettevano i modelli linguistici della letteratura coeva (in particolare l’aramaico giudaico babilonese documentato dalle coppe si distanzia marcatamente dalla lingua del Talmud babilonese). In tale ottica una serie di analisi e di ricerche iniziate nella seconda metà del secolo scorso si è occupata di individuare, elencare e spiegare le differenze fondamentali tra lingue letterarie come l’aramaico giudaico babilonese (AGB), il mandai co (M) ed il siriaco (S) e le rispettive varianti attestate nelle coppe magiche (AGRC, M.C, S.C).[…]»

La Preghiera Quotidiana di Israele

La Preghiera Quotidiana di Israele

Autore/i: Cattani Luigi
Editore: Edb
premessa e introduzione dell’autore. pp. 320, Bologna

Il volume mette a disposizione del lettore italiano tutte le preghiere recitate ogni giorno dagli ebrei che seguono il rito sefardita o spagnolo, integrate dalle varianti del rito italiano e, parzialmente, di quello ashkenazita o tedesco.
La ricchezza dei testi è già di per sé prova inconfutabile di come la preghiera costituisca l’anima d’Israele, in quanto popolo eminentemente sacerdotale. Nei suoi testi liturgici si rispecchiano il pensiero, la consapevolezza dell’elezione divina, le speranze, l’intero mondo spirituale.
La preghiera quotidiana d’Israele si suddivide cioè in tre momenti obbligatori che, in tutti i riti ebraici, scandiscono la giornata: la preghiera del mattino, la più ampia della liturgia giornaliera, la preghiera del pomeriggio e la preghiera della sera.
A questi tre momenti si aggiungono le preghiere che si consiglia di recitare individualmente appena prima del riposo (un po’ come la compieta della tradizione cristiana) e soprattutto le benedizioni che, in varie occasioni, devono essere recitate in lode al Signore. Tra esse emerge per rilevanza la «Benedizione per il pasto», obbligatoria ogni volta che la famiglia si riunisce attorno alla mensa.

Luigi Cattani è docente di Ebraismo e religioni non cristiane all’Istituto superiore di scienze religiose «Ferrini» di Modena. Specializzato nell’edizione di testi ebraici di carattere esegetico o liturgico, ha curato per Marietti il Commento al Deuteronomio (2006) e il Commento ai Numeri di Rashi di Troyes (2009) e il Commento al Levitico (2014).

Visualizza indice

Premessa. Introduzione. Bibliografia. Glossario. I. La preghiera del mattino. Benedizioni del mattino. Ordine dei sacrifici. Pesuke de zimra. La lettura dello Shema e le sue benedizioni. Diciotto benedizioni. Tachanunim. Lettura della Torah. Canto del giorno. Formule da recitare dopo la preghiera. II. La preghiera del pomeriggio e della sera. La preghiera del pomeriggio. Ordine dei sacrifici. Diciotto benedizioni. Tachanunim. La preghiera della sera. La lettura dello Shema e le sue benedizioni. Diciotto benedizioni. Lettura dello Shema prima del riposo. III. Benedizioni. Lavanda delle mani per il pane. Rito della benedizione per il pasto. Benedizioni per quanti beneficiano di qualcosa. Benedizioni perciò che si vede. Benedizioni per ciò che si ode.

Arte e Astrologia nel Palazzo Schifanoja di Ferrara

Arte e Astrologia nel Palazzo Schifanoja di Ferrara

Autore/i: Warburg Aby
Editore: Abscondita
con uno scritto di Fritz Saxl, traduzione di Emma Cantimori. pp. 96, nn. tavv. b/n f.t., nn. ill. b/n, Milano

«Già da parecchio tempo vedevo chiaramente che un’analisi iconologica particolare degli affreschi di Palazzo Schifanoja avrebbe dovuto rivelare la duplice tradizione medioevale del mondo figurativo delle divinità antiche. Qui possiamo, seguendo le fonti, chiarire fino nei particolari tanto l’influenza della sistematica dottrina delle divinità olimpiche, come la tramandavano i dotti mitografi medioevali dell’Europa occidentale, quanto anche l’influenza della mitologia astrale, come essa si conservava imperturbata nei testi e nelle immagini della pratica astrologica. La serie degli affreschi murali di Palazzo Schifanoja a Ferrara rappresentava le immagini dei dodici mesi. Il simbolismo complesso e fantastico di queste figure ha resistito finora a ogni tentativo di elucidazione; dimostrerò, estendendo il campo di osservazione a Oriente, che esse sono elementi sopravvissuti di una concezione astrale del mondo delle divinità greche. Sono di fatto null’altro che simboli delle stelle fisse i quali, errando per secoli dalla Grecia attraverso l’Asia minore, l’Egitto, la Mesopotamia, l’Arabia e la Spagna, certo hanno perduto in pieno la chiarezza dei loro contorni greci».

Il saggio è corredato dalle riproduzioni dell’intero ciclo degli affreschi del Salone di Rappresentanza di Palazzo Schifanoja.

Hagakure

Hagakure

Il libro segreto dei samurai
Autore/i: Tsunetomo Yamamoto
Editore: Oscar Mondadori
introduzione e cura di Marina Panatero e Tea Pecunia Bassani, traduzione di Maki Kasano. pp. XI-198, Milano

Pubblicato per la prima volta nel 1906, ma composto due secoli prima, Hagakure è una delle opere più famose e controverse tramandateci dalla letteratura giapponese. Esso racchiude l’antica saggezza dei samurai sotto forma di brevi aforismi. L’autore, Yamamoto Tsunetomo, vissuto in un’epoca di pace e di conseguente decadenza della figura del samurai , si chiuse in un monastero buddhista, dove per sette anni ammaestrò all’antico codice d’onore il giovane Tashiro Tsuramoto. L’allievo trascrisse le conversazioni avute con il maestro e le raccolse negli undici volumi che compongono Hagakure, preziosa testimonianza di un pensiero complesso e positivo, ben diverso dallo stereotipo del kamikaze votato all’annullamento di sé ancora vivo nell’immaginario occidentale.
La scelta di aforismi operata dalle curatrici di questo volume mira a far conoscere al pubblico italiano l’attualità e l’universalità dell’etica samurai, e vuole essere un invito alla riflessione e uno strumento per la ricerca interiore.

Yamamoto Tsunetomo (1659-1719) nacque da un’antica famiglia di samurai e passò tutta la vita nel feudo di Nabeshima, nella regione di Hizen (attualmente provincia di Saga). All’età di nove anni entrò al servizio del signore Hitsushige, diventando in seguito suo samurai. Alla morte del sovrano (1700), essendo stata proibita la pratica del suicidio rituale, Tsunetomo si fece monaco buddhista della setta Soto Zen. Morì nel 1719 all’età di 61 anni.

Il Santuario del Gargano e il Culto di S. Michele nel Mondo

Il Santuario del Gargano e il Culto di S. Michele nel Mondo

Autore/i: Angelillis Ciro
Editore: Edizioni
pp. 456, tavv. b/n f.t., Foggia

«Una delle questioni principali, anzi la fondamentale della Storia del nostro Santuario è quella che concerne le origini di esso e particolarmente l’epoca precisa del suo nascimento. Risolvere una tale questione equivale altresì a rintracciare la data stessa del sorgere del nostro centro abitato per il semplice motivo che in tanto esiste Monte S. Angelo nelle sue specifiche prerogative in quanto attinse i suoi auspici dall’iniziarsi del culto di S. Michele nella nostra Montagna.
È dunque d’importanza capitale la nostra ricerca, ed è per questo che noi oggi ci accingiamo a dipanare l’arruffata matassa che non pochi, invece di svolgere ordinatamente, non sono riusciti che ad ingarbugliarla.
La prima e maggiore difficoltà consiste nel chiarire la vicenda delle tre conclamate Apparizioni dell’Arcangelo sul Gargano su cui la tradizione fonda per l’appunto l’origine del Santuario.[…]»

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