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Selezione di volumi Aseq Editrice

Selezione di volumi

Il Club dei Buongustai

Il Club dei Buongustai

E altri racconti culinari giapponesi
Autore/i: Tanizaki Junichiro
Editore: Casadeilibri
a cura di Ryoko Sekiguchi e Patrick Honnoré, traduzione dal francese di Lorenzo Casadei pp. 158, Roma

Nella fiction giapponese, non solo i personaggi mangiano di tutto nelle più svariate situazioni, ma il panorama editoriale nipponico spinge i più grandi scrittori ad occuparsi di cucina.

In questa raccolta, che prende il nome dal titolo di un racconto di Jun’ichirô Tanizaki, sono riuniti racconti culinari dal XII secolo ai giorni nostri: autori del calibro di Kôzaburô Arashiyama, Osamu Dazai, Rosanjin Kitaôji, Shiki Masaoka (il riformatore dell’haiku moderno), Kenji Miyazawa, Kafû Nagai, Kanoko Okamoto e ovviamente Jun’ichirô Tanizaki si danno convegno per una abbuffata indimenticabile.

Testi scelti e curati da Ryoko Sekiguchi:

Osamu Dazai, Ricordi di saké

Kanoko Okamoto, Sushi

Anonimo del XVIII secolo, 100 curiosità al tofu

Rosanjin Kitaōji, Sukiyaki e anatra, breve impressione della cucina occidentale

Anonimo, Due storie di funghi

Kōzaburō Arashiyama, Ventre vuoto e testa in aria

Kenji Miyazawa, Colazione d’addio

Kafū Nagai, Gli yōkan

Jun’Ichirō Tanizaki, Il club dei buongustai

I Simboli della Creazione – Le Lettere Ebraiche

I Simboli della Creazione – Le Lettere Ebraiche

Autore/i: Callegher Giusy
Editore: Cerchio Della Luna
pp. 184, Verona

Dal D.N.A. dei nostri progenitori ci giungono imprinting di simboli e forme meravigliose, che incessantemente cerchiamo durante tutta la vita. Molto spesso gli esseri umani si fanno condizionare dalla forma esterna apparisciente e anziché trovare la quiete dell’anima si creano nuove ansie. Le Lettere Ebraiche sono simboli con segni, lettere e numeri che l’umanità in millenni di storia ha concentrato e poi codificato, attribuendo significati personali e collettivi, a tutto quello che esiste tra terra e cielo.

In questa opera l’Autrice accosta l’elemento psicologico e filosofico tra la lettera ebraica e il mito, dando così delle chiavi originali per interpretare la realtà umana.

Né Serva Né Padrona

Né Serva Né Padrona

Confessione buffa sulle donne della Commedia dell’Arte
Autore/i: Contin Arlecchino Claudia
Editore: Forme Libere
pp. 192, nn. ill. a colori e b/n, Trento

Con due saggi:

Generazioni di Donne e Inseguendo Arlecchino

Né serva né padrona è dedicato alle figure femminili della Commedia dell’Arte e alla loro emancipazione, iniziata nel Cinquecento, che ancora oggi ispira le attrici contemporanee. Oggi siamo abituati a vedere la figura e la personalità femminile sulle scene, ma nel XVI secolo, in Italia, la “Donna in scena” era quasi un’eresia. Alle donne era vietato calcare le scene. Le “Fraternal Compagnie di Commedia dell’Arte” furono le prime a contravvenire a questa esclusione, portando in scena donne coraggiose che si distinsero nell’arte oratoria, poetica, musicale e comica, come l’indimenticabile attrice Isabella Andreini e la cantante e musicista Adriana Basile. Questa rivoluzione nei confronti dell’antica condizione femminile fu una delle principali cause di censura e di condanna, da parte della Chiesa, della professione degli attori e dei comici in generale, ma ebbe il merito di aprire nuove e straordinarie possibilità alla condizione della donna, perché pose le basi delle sue rivendicazioni nelle professioni e nei diritti.
In questa confessione buffa Claudia Contin Arlecchino, che convive da molti anni di carriera teatrale con il carattere di Arlecchino, si “spoglia” sulla scena dei panni maschili e ci invita a scoprire la sua filosofia autoironica sulla femminilità e i segreti del mestiere delle “comiche”.

Biografie di Donne

Biografie di Donne

Autore/i: Liu Xiang
Editore: ISIAO
introduzione, traduzione e note di Carmen Coduti pp. 304, ill. b/n, Roma

Biografie di Donne è la prima opera nel panorama letterario della Cina antica, interamente dedicata a personaggi femminili: con essa quei personaggi che erano stati collocati per la maggior parte in posizioni defilate nelle narrazioni storico-letterarie della tradizione diventavano protagonisti. Per la prima volta, alla donna era riconosciuta una partecipazione attiva e personale all’Ordine Umano, in termini sia fausti, in quanto suprema educatrice, dispensatrice di benèfici consigli e incarnazione di virtù in grado di muovere gli animi umani, sia infausti, in quanto malevola consigliera di sovrani dissoluti, perversa calcolatrice in grado di distruggere l’ordine famigliare e statale. L’Altra metà del Cielo, riconosciuta nelle sue potenzialità, era dunque inserita in un ordinamento rituale atto a regolarne la condotta e smorzarne la forza distruttrice: divenuta ormai “Altra metà del Rito”, era consegnata alla posterità, in forma di biografia, allo scopo di veicolare modelli comportamentali “corretti” ed educare, attraverso la propria carne, più efficace delle vuote parole, generazioni di fanciulle alla virtù.

Amori Venali

Amori Venali

La prostituzione nell’Europa medievale
Autore/i: Rossiaud Jacques
Editore: Laterza
introduzione dell’autore, traduzione di Paola Donadoni. pp. XXVII-362, Bari

Donne di strada e grandi cortigiane, ruffiane e mezzane, case chiuse private e pubblici bordelli: fino al XVI secolo il mondo degli amori venali è onnipresente e tollerato. Gli uomini di governo e di Chiesa considerano la prostituzione inestirpabile e naturale, una forma di risposta spontanea alla miseria dei tempi e l’arma più efficace di lotta contro il caos. La Chiesa gregoriana, pur instauratrice di un ordine coniugale rigoroso, accetta la concupiscenza maschile e ammette donne votate al peccato. La giustificazione è quella del male minore: minore rispetto alla violenza, allo stupro, all’adulterio, all’incesto. L’elemento monetario aggiunge paradossalmente all’insieme un elemento positivo; il denaro, questo nemico di Dio, è l’amico della donna venale: giustifica e legittima la sua pratica e fa di lei una lavoratrice che riceve il prezzo della sua fatica. Rese socialmente visibili, le prostitute pubbliche si ritengono in grado, in Alta Germania come in Linguadoca, di far fronte agli abusi e di reclamare i propri diritti. Perfettamente integrate? Certamente no. Ma in grado di diventarlo? Probabilmente. Ma il tempo di promozione del corpo finisce bruscamente a metà del XVI secolo quando, sullo sfondo di disastri sociali e di guerre religiose, il clero della Controriforma decide di porre fine alla tolleranza. Da allora viene attuata una strategia repressiva fatta di incarceramenti, punizioni ed esclusioni. Gli anni 1550-1560 si aprono così su un mondo completamente diverso.

Jacques Rossiaud, storico del Medioevo, è professore emerito all’Università di Lione. È autore di numerosi articoli e saggi sulla storia medievale del Sud-Est della Francia. Specialista di storia urbana e dell’area del Rodano medievale, ha dedicato a quest’ultima il Dictionnaire du Rhône médiéval. Identités et langages, savoirs et techniques des hommes du fleuve (1300-1550) (Centre alpin et rhodanien d’ethnologie 2002) e il saggio Le Rhône au Moyen Âge (Aubier 2007).

Idea della Prosa

Idea della Prosa

Trentatrè piccoli trattati di filosofia con undici immagini dialettiche
Autore/i: Agamben Giorgio
Editore: Quodlibet
nuova edizione aumentata. pp. 136, 11 ill. a colori, 1 tavv. b/n f.t., Macerata

“Un bel viso è forse il solo luogo in cui vi sia veramente silenzio. Mentre il carattere segna il volto di parole non dette e di intenzioni rimaste incompiute, mentre la faccia dell’animale sembra sempre sul punto di proferire parole, la bellezza umana apre il viso al silenzio. Ma il silenzio – che qui avviene – non è semplicemente sospensione del discorso, ma silenzio della parola stessa, il diventar visibile della parola: idea del linguaggio. Per questo nel silenzio del viso è veramente a casa l’uomo”.  Trentatrè piccoli trattati di filosofia con undici immagini dialettiche.
 
Tra le opere di Giorgio Agamben ricordiamo: Stanze (Einaudi 1981), Il linguaggio e la morte (Einaudi 1983), La comunità che viene (Einaudi 1990, Bollati Boringhieri 2001), Homo sacer (Einaudi 1995), Mezzi senza fine (Bollati Boringhieri 1996), Quel che resta di Auschwitz (Bollati Boringhieri 1999), Il tempo che resta (Bollati Boringhieri 2000), L’aperto (Bollati Boringhieri 2002). Presso Quodlibet ha pubblicato, Bartleby o della contingenza, La formula della creazione (1993), L’uomo senza contenuto (1995)

Giorgio Agamben si è dimesso dall’insegnamento di Filosofia teoretica presso l’università di Venezia. Con Homo sacer (Einaudi 1995) ha segnato una nuova direzione nel pensiero politico attuale. Fra i suoi libri più recenti: Stato di eccezione (Bollati Boringhieri 2003); Profanazioni (Nottetempo 2005); Il Regno e la Gloria (Neri Pozza 2005); Segnatura rerum (Bollati Boringhieri 2008); La Chiesa e il regno (Nottetempo 2010); Altissima povertà. Regole monastiche e forme di vita (Neri Pozza 2011). Presso Quodlibet ha pubblicato: Idea della prosa (nuova edizione aumentata, 2002-2013), L’uomo senza contenuto (1994) e Bartleby. La formula della creazione (1993).

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Soglia – I. Idea della materia – Idea della prosa – Idea della cesura – Idea della vocazione – Idea dell’Unica – Idea del dettato – Idea della verità – Idea della musa – Idea dell’amore – Idea dello studio – Idea dell’immemorabile – II. Idea del potere – Idea del comunismo – Idea della politica – Idea della giustizia – Idea della pace – Idea della vergogna – Idea dell’epoca – Idea della musica – Idea della felicità – Idea dell’infanzia – Idea del giudizio universale – III. Idea del pensiero – Idea del nome – Idea dell’enigma – Idea del silenzio – Idea del linguaggio I – Idea del linguaggio II – Idea della luce – Idea dell’apparenza – Idea della gloria – Idea della morte – Idea del risveglio – Soglia.

Nutrire la Città

Nutrire la Città

I dabbawala di Mumbai nella diversità delle culture alimentari urbane
Autore/i: Roncaglia Sara
Editore: Bruno Mondadori
pp. 238, Milano

Frutto di una lunga ricerca sul campo a Mumbai, il libro presenta al pubblico italiano un sistema di distribuzione dei pasti estremamente innovativo e fondamentale per il tessuto sociale dei cittadini. Il Nutan Mumbai Tiffin Box Suppliers Charity Trust è un’associazione di circa 5.000 dabbawala (portatori di cibo) che quotidianamente distribuiscono 200.000 pasti nella metropoli indiana. Questo efficiente sistema permette agli impiegati, agli studenti e agli alunni delle classi elementari di mangiare ogni giorno, ormai da più di 130 anni, il cibo preparato a casa, senza rischio di contaminazioni. Il sistema di distribuzione, oltre a possedere caratteristiche di sostenibilità che permettono la conservazione di elementi fondanti per la società, appare anche interessante sotto il profilo delle possibilità occupazionali che garantisce a persone povere e analfabete. Un caso virtuoso da prendere in seria considerazione, che riesce a dare senso alla vita di chi lo rende possibile, tanto che il ruolo di portatore di cibo è percepito come un vero e proprio “mestiere”, che si passa di generazione in generazione.

Difendere la Terra di Mezzo

Difendere la Terra di Mezzo

Scritti su J.R.R. Tolkien
Autore/i: Wu Ming 4
Editore: Odoya
con un saggio di T.A. Shippey. pp. 288, nn. ill. b/n, Bologna

Un libro da battaglia, che fa piazza pulita dei pregiudizi sul padre della Terra di Mezzo e lo mette finalmente sotto la giusta luce: quella del grande autore moderno che con la sua opera ha dato vita a un fenomeno culturale senza precedenti.
J.R.R. Tolkien (1892-1973) rappresenta un caso più unico che raro nella storia della letteratura contemporanea e merita di essere studiato a fondo. I suoi romanzi e i suoi scritti hanno dato vita a uno dei fenomeni culturali più duraturi e diffusi della nostra epoca, in grado di estendersi attraverso la letteratura, il cinema, il fumetto, la fan fiction, i giochi di ruolo, i videogame, il cosplaying, ma anche di suscitare interesse presso accademici e studiosi di letteratura di vari paesi.
Anche in Italia, da alcuni anni, una nuova generazione di “tolkienologi” si è impegnata a fare carta straccia dei vecchi pregiudizi su un autore amato e bistrattato quanti altri mai. Soprattutto nel nostro paese Tolkien ha infatti subìto un trattamento che non è toccato a nessun altro importante autore contemporaneo, schiacciato tra lo snobismo della critica paludata nei confronti della letteratura fantastica e le tirate per la giacca dei lettori confessionali o tradizionalisti.
In questo libro,Wu Ming 4 raccoglie e amplia il proprio contributo alla missione di riscoperta di Tolkien, in sintonia con i maggiori esperti della materia tolkieniana.

“Nella storia del romance – una storia che risale fino all’Odissea e ancora prima – l’opera di Tolkien segna non già un ritorno, ma un passo avanti o una rivoluzione: la conquista di un nuovo territorio.” (C.S. Lewis)

“Da ragazzino volevo diventare uno scrittore
e volevo scrivere Il Signore degli Anelli.” (Neil Gaiman)

“Il Signore degli Anelli è una montagna che si staglia
su ogni altra opera di fantasy scritta prima e dopo.” (George R.R. Martin)

Wu Ming 4, nato lo stesso anno della morte di Tolkien, fa parte del collettivo di narratori che ha scritto romanzi come Q, 54, Manituana, Altai.
Sulle pagine di Giap, Wu Ming 4 ha sviluppato la propria riflessione su Tolkien, che compare anche tra i protagonisti del suo romanzo solista Stella del Mattino (Einaudi, 2008) insieme a T.E. Lawrence, Robert Graves e C.S. Lewis. Ha poi curato la riedizione critica del testo di Tolkien Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm (Bompiani, 2010) e nello stesso anno è stato tra i relatori del convegno internazionale “Tolkien e la Filosofia” (Modena), i cui atti sono stati raccolti nell’omonimo volume (Marietti, 2011). Da due anni tiene conferenze su Tolkien al Lucca Comics & Games.

Thomas Alan Shippey (1943), professore di Letteratura medievale e anglosassone, è il più noto studioso di J.R.R. Tolkien. Come l’autore inglese, ha studiato alla King Edward’s School di Birmingham e ha insegnato antico inglese all’Università di Oxford, occupando in seguito la stessa cattedra di Tolkien all’Università di Leeds. Il suo saggio del 1982 La Via per la Terra di Mezzo è una pietra miliare degli studi tolkieniani. È stato consulente per la pronuncia della lingua elfica durante la realizzazione dei film di Peter Jackson tratti da Il Signore degli Anelli. Con lo pseudonimo John Holm è anche coautore, insieme a Harry Harrison, della trilogia fantastorica Le spade e l’impero. È recensore di letteratura di fantascienza per il Wall Street Journal.

Zen: il Lampo di Diamante

Zen: il Lampo di Diamante

Autore/i: Osho Rajneesh
Editore: Edizioni Del Cigno
traduzione di PremDiwani e Anand Videha. pp. 296, ill. b/n, Peschiera del Garda (VR)

Con semplicità e immediatezza Osho apre alla dimensione dello Zen smantellando condizionamenti religiosi, sociali e culturali con la limpida “durezza” luminosa caratteristica di un diamante.
Tredici esperienze che portano a ritrovarsi… all’improvviso nell’istante presente: quel qui e ora dove la vita risiede e dove il Reale risplende nella sua assoluta pienezza.

“Lo Zen è un’esperienza improvvisa; non c’è preparazione, non ci sono prove, non c’è una disciplina, non c’è un sentiero.
All’improvviso apri gli occhi: come se un lampo ti avesse colpito, interrompendo il sonno di milioni di anni.
In quel risveglio, conosci il mistero dell’esistenza.
Il diamante è la cosa più dura che esiste al mondo, e chiamare un lampo “lampo di diamante” vuole significare che arriva all’improvviso, come una lancia, ti passa da parte a parte, portando via tutta la tua spazzatura e lasciando dietro di sé puro spazio.” (Osho)

Storie Vere del Mondo Occulto

Storie Vere del Mondo Occulto

Autore/i: AA. VV.
Editore: Feltrinelli
A cura di Kurt Singer, traduzione dall’inglese di Elena Vaccari pp. 160, Milano

Questo non è un libro di racconti nel senso corrente del termine. I fatti di cui si parla sono tutti rigorosamente veri, anche se qualche volta possono sembrare incredibili; alcuni di essi vantano addirittura una documentazione storica ineccepibile. Certo, a qualcuno pub sembrare strano che una mano vaghi da sola di notte alla ricerca del corpo a cui era appartenuta e dal quale è stata separata da un deprecabile incidente, o che ci sia chi risolve il problema della sanità della mano d’opera tirando fuori i morti dalle tombe e facendoli lavorare nelle piantagioni. A costoro ci limitiamo a ricordare che fenomeni che poco tempo fa venivano considerati invenzioni d’impostori o fantasie di nevropatici sono oggi riconosciuti fatti incontrovertibili, e come tali degni di costituire l’oggetto di una nuova scienza. Ma anche chi fosse così diffidente da non credere alla veridicità delle storie raccontate nel libro, non avrà perso in ogni caso il suo tempo se apprezza le letture cariche di supense.

“di~ vol~ comprende, tra l’altro, i ~ del fantasma

{JIab: Wllde, l’ultimo volo degli U . Bianchi degli

~ e l’Un .. inio di Sarajevo, fantasmi dongiovanni che vwtano solo le giOVIIAi llipore, una prova vivente della reiDcarnazione, il messagio di una sepolta viva, la storia del ritrovamento della tomba di Tutancha1nun, un Poltert.mt alla televisione, il pensiero di Wemher von Braun sul.

l’immortalità dell’anima. .

Si lCODIigIia la lettura di questo horo nelle ore piccole.

Vergini Vestali

Vergini Vestali

Onori, oneri, privilegi. Riflessione sul Ius Testamenti Faciundi
Autore/i: Sandirocco Luigi
Editore: Aracne
pp. 104, Canteramo (RM)

Le sacerdotesse dedicate al culto di Vesta sono espressione di una specialità che le pone al di fuori e oltre le regole che disciplinano ruoli, competenze e diritti della società romana. Il libro analizza le peculiarità che fanno della Vestale una figura sui generis non legata a una particolare epoca storica ma intimamente connessa all’idem sentire, all’appartenenza alla comunità come fattore fondante. Le religiose sono cosa diversa rispetto alle donne del tempo, per quanto e nonostante siano esse stesse donne. La religione si pone su un altro piano rispetto alla società ed è essa che tenta di influenzarla, non viceversa. La Vestale persiste nell’essere in un microcosmo distinto dall’universo femminile, ma non prescinde totalmente da esso. Colei che è votata al culto coltiva alcune delle virtù proprie della matrona: la prima si dedica alla divinità come la seconda si dedica alla famiglia e al marito, ambedue sono tenute a una condotta morale specchiata, ma tra di esse il confine tra spirituale e materiale non è facilmente permeabile. Le Vestali incarnano una spiritualità che è inscindibile dall’identità romana ma, appunto per questo, ciò che è loro proprio non può e non deve essere isolato dal contesto generale.

Viaggio nei Tempi della Lingua Italiana

Viaggio nei Tempi della Lingua Italiana

Autore/i: Biffi Marco
Editore: Franco Cesati
pp. 144, Firenze

La nostra lingua, a cui il sentire comune attribuisce una fisionomia stabile e riconoscibile a partire da Dante, ha faticato molto a trovare una dimensione a tuttotondo in cui potessero riconoscersi tutti gli italiani. Per secoli il problema prevalente è stato il rapporto tra il latino e i vari volgari presenti nella penisola e solo con l’invenzione della stampa è emersa l’esigenza di un’unità linguistica nazionale. A lungo declinata come ricerca di una lingua comune agli scrittori è soltanto a partire dal 1861, con l’unità politica, che la questione dell’italiano riacquista una dimensione più ampiamente sociale. In un viaggio nel tempo che va dal 476 d.C. a oggi, il volume focalizza i punti di svolta di questa lunga ricerca, soffermandosi sulle tappe significative del percorso, dal Placito campano, l’atto notarile che nel 960 certifica la nascita del volgare italiano, a “Lettera a una professoressa”.

Shōninki

Shōninki

Gli insegnamenti segreti dei Ninja
Autore/i: Masazumi Natori
Editore: Luni
pp. 124, Milano

Nel Giappone tradizionale, l’arte della guerra, al pari dei rapporti sociali, erano ufficialmente governati dal bushido, il codice d’onore dei samurai; ma all’interno del bushido viveva un “piccolo” segreto: l’arte del ninjutsu. I Ninja, o Shinobi (da come viene pronunciato in giapponese), mercenari, esperti in infiltrazioni, raccolta di informazioni, spionaggio e controspionaggio, sabotaggio, assassinio e guerriglia, possedevano delle regole e una tradizione che li distingueva dai semplici ladri, impostori o ronin. La loro arte, invisibile tanto quanto indispensabile perché spessissimo utilizzata dai vari signori feudali, si trasmetteva all’interno di scuole segrete e si fondava su qualche raro manuale scritto in un linguaggio codificlto assolutamente inaccessibile al non appartenente al “clan”. Lo Shōninki, redatto dal maestro ninja Natori Masazumi nel 1681, è uno dei testi più importanti giunti fino a noi.

Al di là dei suoi insegnamenti strategici, ai princìpi tutt’oggi attuali, il ninjutsu si manifesta anche, in questo testo, come una autentica disciplina spirituale, che riesce a donare l’accesso a una conoscenza profonda dell’uomo e del mondo. Per questo motivo, nella sua pur brevità, esso rappresenta un testo di pura strategia e di veicolo di sapienza verso la “via” che ognuno deve seguire da sé.

Per la prima volta in lingua italiana viene tradotto lo Shōninki, il testo completo del maestro Masazumi, nella sua freschezza originaria, dando così al lettore la possibilità di calarsi in un ambiente totalmente sconosciuto dell’antico “mondo fluttuante”.

Viaggiatori Pellegrini Mercanti sulla Via della Seta

Viaggiatori Pellegrini Mercanti sulla Via della Seta

Autore/i: AA. VV.
Editore: Luni
testo di Francesco Surdich, fotografie di Matilde Castagna pp. 64, nn. fotografie a colori, Milano

La Via della Seta, da sempre crogiolo di incontri e incroci tra popoli e tradizioni diverse, brillantemente descritta in questo libro dagli scatti fotografici originali e attenti di Matilde Castagna e magistralmente ripercorsa nelle sue valenze storiche e culturali dal testo di Francesco Surdich, è un soggetto che ben si presta a inaugurare, caratterizzandola, la Biblioteca ICOO.
Si tratta di una collana di brevi monografie, che comprende intensi contributi di autorevoli esperti dei singoli temi e che riflette l’essenza e le finalità di ICOO, Istituto di Cultura per l’Oriente e l’Occidente, una realtà vocata a porre al centro dell’attenzione tanto della ricerca e della pubblicistica scientifica, quanto della divulgazione, tutto ciò che è strumento di approfondimento conoscitivo e quindi di aiuto alla reciproca comprensione interculturale.
In questo contesto la Via della Seta è letta come scenario delle gesta e del lavoro quotidiano di straordinari viaggiatori e di mercanti ardimentosi, di missionari ferventi e di studiosi e linguisti traduttori instancabili, che attraverso i secoli, tra scambi di merci, reciproche influenze artistiche e culturali, diffusione di nuove religioni e sistemi di pensiero, hanno fatto l’impresa di connettere universi culturali diversi e lontani.

Clementine

Clementine

Autore/i: Nathan Robert
Editore: Atlantide
traduzione di Gaja Cenciarelli pp. 124, Roma

Che volto ha l’amore? E, soprattutto, cosa succede a un uomo quando gli anni si affastellano gli uni sugli altri e il tempo fa dimenticare il viso della propria moglie da giovane?

Si chiede questo Edward, biologo e scienziato, che dedica la propria esistenza a comprendere l’universo. Ormai non riesce più a ricordare il momento in cui il suo cuore ha cominciato a battere per Ruth, e come la loro amicizia sia diventata prima un fidanzamento, dunque un matrimonio.

Poi, una mattina, la stessa strada percorsa tutti i giorni per andare al lavoro lo trasporta in un altrove abitato da una bellissima ed enigmatica ragazza, Clementine. Ed è proprio lei, avvolta nel mistero e nel sogno, a condurlo in un luogo indecifrabile, al confine fra due mondi, dove forse il suo amore potrà ricominciare a vivere.

Clementine, capolavoro del realismo magico di tutti i tempi, è lo struggente ed emozionante racconto di un sentimento perduto e ritrovato, il racconto di come l’amore possa assumere forme inaspettate e viaggiare negli anni, nei luoghi.

Ombre

Ombre

La rappresentazione dell’ombra portata nell’arte occidentale
Autore/i: Gombrich Ernst H.
Editore: Einaudi
traduzione di Maria Cristina Mundici pp. 72, nn. ill. a colori, Torino

Che Gombrich sia un lettore impareggiabile di opere pittoriche, come pochi capace di mostrarci aspetti complessi della storia artistica con straordinaria evidenza e lucidità, è noto a quanti ne hanno via via letto tanto le raccolte di saggi quanto le opere piú sistematiche e organiche. La conferma viene da questo suo lavoro, che ci aiuta a rileggere un gruppo di opere che rappresentano i momenti piú significativi dell’arte occidentale. Gombrich si muove con la sovrana libertà che gli consente la sua eccezionale competenza, e il lettore vede accendersi quella che fino ad ora restava, è il caso di dirlo, una «zona d’ombra» della storia dell’arte. Perché di ombre ci parla: mostrandone la presenza a partire dalla lucidità «scientifica» di Masaccio, per toccare le sottigliezze di Leonardo, fino a collegare le teatrali drammatizzazioni di Rembrandt o Caravaggio alle elaborazioni che appartengono più direttamente alla nostra esperienza, per esempio nei montaggi suggestivi di De Chirico o nelle ricerche di un fotografo del calibro di Cartier-Bresson, attraversando momenti significativi, come quelli suggeriti da Tiepolo, Guardi, Turner.
Non gli oggetti che sono nei quadri, ma la loro ombra fa da filo conduttore. Gombrich ci parla della presenza di qualcosa di incorporeo, che diventa reale solo perche può essere guardato, e quindi rappresentato figurativamente. E nel contempo ci mostra l’importanza di qualcosa che, nell’alternanza di zone chiare e scure, disegna gli oggetti, consentendoci di identificarne la forma.
L’ombra portata, come si dice nel linguaggio specializzato, che un corpo investito dalla luce proietta sul pavimento o sul muro, spiega Gombrich, è una realtà descrivibile, raccontabile, è figurativamente tangibile, al contrario di quell’insieme di altri elementi che pure, nel quadro, di luci ed ombre sono fatti. L’ombra che ci appare effimera e sfuggente ha dunque un’evidenza semantica che non può essere spiegata con le leggi dell’ottica, si sottrae alla logica della percezione. Al tempo stesso affonda le sue radici nella leggenda e nel mito, e tracce delle leggende e del mito fa affiorare allo sguardo, non solo ottico a quel punto, dello spettatore.
E su questa ambiguità che gli artisti hanno costruito le loro opere, ed è sul crinale esiguo tra fisica ed estetica che Gombrich si muove magistralmente, lungo un percorso concentrato, e al tempo stesso ricco come pochi di suggestioni e aperture inattese.

Amo Galesburg a Primavera

Amo Galesburg a Primavera

Storie del Tempo
Autore/i: Finney Jack
Editore: Atlantide
traduzione di Federica Bigotti, Simone Caltabellotta e Thomas Fazi pp. 204, Roma

“Ricordo quel giorno e tutti gli altri passati a Galesburg, Illinois, così lontani e pieni di sole, con terribile nostalgia. Il cielo era di un blu intenso, l’aria vibrava del calore del sole. L’erba, sotto i nostri piedi nudi, era pulita e asciutta, e il canto delle cicale si spandeva per chilometri e chilometri”.

Un’intera città, Galesburg, Illinois (il cui college Finney frequentò da ragazzo) che resiste al progresso nelle sue forme più brutte e senza senso inviando dal passato convogli di tram e camion dei pompieri a scongiurare i pericoli della modernità. Una lettera lasciata da decenni e decenni in un cassetto segreto di una vecchia scrivania che innesca una incredibile storia d’amore. Una bottega all’apparenza normale in cui si trovano oggetti in grado di influenzare la vita di chi ne viene in possesso. Un condannato a morte che come ultimo desiderio richiede dei colori a olio con cui dipingerà sulle pareti della propria cella una porta che, forse, potrà condurlo alla libertà…. Sono solo alcune delle meravigliose e indimenticabili storie di tempo fuori dal Tempo raccolte in Amo Galesburg a Primavera, opera di un grande maestro della narrativa americana del Novecento e tra le più belle e affascinanti in assoluto della letteratura fantastica contemporanea.

Il Culto del Tè

Il Culto del Tè

Autore/i: De Moraes Wenceslau
Editore: Luni
traduzione di Isabella Doniselli Eramo pp. 42, Milano

Nonostante i portoghesi siano stati i primi occidentali a entrare in contatto con il Giappone fin dal Cinquecento, nella letteratura portoghese si trovavano pochissimi testi relativi a quel paese e alla sua storia e cultura: qualche capitolo delle Peregrinaçao di Fernão Mendez Pinto (XVI secolo), alcuni scritti di missionari gesuiti dei secoli XVI e XVII e niente di più. Le opere di Wenceslau de Moraes, tra fine Ottocento e inizio Novecento, giungono a colmare questa lacuna e lo fanno con la forza e la valenza di una conoscenza approfondita e di prima mano, sostenuta da una sincera passione e ammirazione per la realtà descritta. In particolare, la fascinazione per il Giappone è straordinariamente coinvolgente e le sue opere ne sono intrise.
O culto do chaIl culto del tè – pubblicato nel 1905, riprende e approfondisce un tema più volte trattato da de Moraes: le tradizioni, i riti, le leggende, l’estetica e la filosofia che sottendono, in Giappone, alla cultura del tè e specialmente alla ritualità della cerimonia cha-no-yu. L’Autore ne scrive lasciando trasparire tutta la sua incondizionata ammirazione, ma senza poter nascondere completamente il rammarico di sentirsi considerato, sempre e comunque, un ospite straniero, pur ben accetto e trattato con squisita e ineccepibile cortesia. Le sue pagine sono percorse da un’acutissima e delicata sensibilità estetica, non disgiunta da sottile ironia e senso dell’umorismo, sensuale ammirazione per la grazia elegante delle donne giapponesi e vera e propria venerazione per le tradizioni del Sol Levante.

Nato a Lisbona nel 1854, Wenceslau José de Sousa de Moraes fu Ufficiale della Marina Militare portoghese, poi diplomatico e console a Macão e a Kobe. La sua a fascinazione per il Giappone fu straordinariamente coinvolgente e totalizzante: si convertì al buddhismo e sposò una giovane geisha, Fukumoto Yone, iniziando con fervore un percorso personale di integrazione nelle tradizioni locali che finì per estraniarlo dalla comunità degli altri occidentali. Nelle sue opere descrisse le esperienze di viaggio in Oriente e approfondì specialmente i diversi aspetti della cultura giapponese. Morì in solitudine nel 1929, nella piccola casa isolata in cui si era ritirato dopo la morte della moglie.

Ranocchio Salva Tokyo

Ranocchio Salva Tokyo

Autore/i: Murakami Haruki
Editore: Einaudi
traduzione di Giorgio Amitrano, illustrato da Lorenzo Ceccotti pp. 62, nn. ill. a colori, Torino

Uno dei racconti più surreali, delicati ed emozionanti di Murakami si anima grazie alle illustrazioni di Lorenzo Ceccotti.

Quando Katagiri rientrò nel suo appartamento, ad attenderlo c’era un ranocchio gigante. Eretto sulle zampe posteriori, superava i due metri. E aveva anche un fisico massiccio. Katagiri, alto appena uno e sessanta e mingherlino, si sentì sopraffatto dal suo aspetto imponente.
– Mi chiami Ranocchio, – disse il ranocchio.

Sanskrit Hindi English Dictionary

Sanskrit Hindi English Dictionary

Autore/i: Suryakanta
Editore: Orient Longman
pp. 686, India

This is a unique trilingual compilation according to the latest lexicographic principles, listing over 60,000 entries. All roots, etymologies, inflections, genders, numbers and cases have been recorded, accompanied by examples of usage from classical and modern Sanskrit Literature.

A lifetime’s work by an acclaimed choar, this will remain a definitive reference for decades to come.

Dr Suryakanta (1901-1982) was educated at Gurukula, Calcutta, Lahore and Oxtord.
He is known as the author ot several significant works in Sanskrit and Hindi. He is also responsible tor the translation of the Constitution of India into Hindi.

Apart from his academic career, Dr Suryakanta was deeply involved with wider issues and concerns. In 1919, when stili a student, he joined the Non-cooperation Movement. During this period he attended the Kakinada Congress (1923) as Secretary to M Mohammad Ali, then Congress President. After Independence he was nominated to the Punjab Legislative Council when he formulated the scheme to set up the Kurukshetra University. He died in 1982 but has left behind over thirty books and monographs in Hindi, and some in English as well. An earlier book, on the history of Sanskrit literature was also published in Hindi by Orient Longman.

Racconti d’Amore dei Samurai

Racconti d’Amore dei Samurai

Autore/i: Saikaku Ihara
Editore: Luni
traduzione di Anna Pensante pp. 90, Milano

Nel mondo spesso mitizzato delle società guerriere, e quella dei samurai è sicuramente una delle più leggendarie, emerge un tema controverso: quello dell’omosessualità, espressa nelle relazioni del tutto particolari che legavano gli apprendisti samurai adolescenti ai loro compagni d’armi più adulti o ai loro sovrani e shogun. I racconti brevi presentati in questo volume sono ambientati nel mondo dei samurai del periodo Edo: ogni racconto ha una sua raffinata originalità letteraria e narrativa, animata da personaggi umani e intensi, spinti da desideri, sogni, rancori, gelosie ed eroismi stranamente moderni. I guerrieri e i loro innamorati inseguono con determinazione e con coraggio le loro passioni e il loro destino, un amore tra esseri dotati della stessa nobiltà d’animo, fedeltà, determinazione, dove condividere lo stesso eroismo e senso del dovere.
Forse è proprio grazie ai suoi protagonisti maschili che il narratore può raccontare con tanta intensità e verità l’amore e il desiderio. Amore e desiderio che nascono da un breve incontro e possono durare fino alla morte, sopravvivere anche alla separazione definitiva dall’amato – sentimenti assoluti che spesso finiscono in modo tragico. La morte è anche in queste vicende la compagna inseparabile del samurai.
Su tutto aleggia il senso della transitorietà della vita, e alla fine si scopre che la bellezza e la giovinezza dei ragazzi amati sono una cosa illusoria, come tutte le manifestazioni di questo mondo.
Quello giapponese è un mondo che non sopporta un’interpretazione basata sui nostri valori; anche qui si rivela irrevocabilmente “altro’’. Su questo mondo di desideri e di sacrifici incombe il senso dell’illusorietà del tutto. La vita è un teatro dove ogni cosa, bellezza, ferocia, bontà, eroismo, rancori, tutto infine è transitorio, momentaneo, inafferrabile. In questo equilibrio tra passione e distacco, tra profondità e leggerezza si ritrova in questi racconti l’essenza dello spirito giapponese.
 
Ihara Saikaku (pseudonimo di Hirayama Togo – Osaka 1642-1693) esordì come poeta di haiku, genere di cui divenne maestro. Fu il primo scrittore giapponese a descrivere nelle sue opere il vivace mondo dei mercanti e della borghesia cittadina, di cui fu interprete realistico e, a volte, crudo. Di Ihara Saikaku Luni Editrice ha pubblicato Del dovere dei guerrieri.

Metamorphosis Inanna Infera

Metamorphosis Inanna Infera

Autore/i: Spinelli Ottavio Adriano
Editore: Edizioni Terra del Sacro Bosco
pp. CLVI, Graglia

Sull’Onirico Vascello di OAS navigheremo, Insieme, attraverseremo i 7 Cancelli del Kur per cogliere questo Nuovo, ennesimo Frutto della Meraviglia.

I Druidi

I Druidi

Permanenza e rinnovamento di un sacerdozio
Autore/i: Calcara Giorgio
Editore: Stamen
pp. 130, nn. ill. in b.n., Roma

Come conosciamo i druidi? E chi sono i druidi oggi? Quest’opera traccia un percorso di ricerca che supera i duemila anni di storia druidica, partendo dagli scrittori classici romani e greci che vennero a contatto con i sacerdoti celtici, passando per il Medioevo, e fino alla nascita dei movimenti neodruidici nel XVIII secolo. È la storia di un’antica e misteriosa religione, intrisa di filosofia e metafisica, che è riuscita a sopravvivere alla romanizzazione del mondo, prima, e alla cristianizzazione degli uomini, poi, per essere riconosciuta, nell’anno 2010 dell’era volgare, come organizzazione religiosa a tutti gli effetti.

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INTRODUZIONE 7

I DRUIDI 21

I druidi nelle fonti classiche latine e greche 21

Santi e druidi – Il cristianesimo celtico 30

I filid e i cicli mitologici irlandesi 37

IL NEO DRUIDISMO 42

Prodromi per un druidismo moderno 42

Londra 1717 – il Druid Order di John Toland 49

Londra 1792 – la Gorsedd di 1010 Morganwg 54

Lo strano caso del druidismo non religioso di Henry Hurle 65

Celebrazione del solstizio d’estate secondo il rito del Druid Order 75

Rito della Gorsedd di Bretagna 80

CONCLUSIONI 94

APPENDICE 98

Il calendario druidico

BIBLIOGRAFIA 105

ALLEGATO 109

Documento relativo alla decisione della Charity Commission for England and Wales per la registrazione dell’associazione “The Druid Network”

Il Nuovo Orfeo di Virgilio

Il Nuovo Orfeo di Virgilio

Un mito riscritto (georg. 4, 453-527)
Autore/i: Mazza Teresa
Editore: Palombi
Presentazione di Massimo Di Marco, prefazione di Vittorio Ferraro pp. 160, Roma

L’autrice sviluppa il suo commento al  mito di Orfeo in una prospettiva filologica-letteraria. Questo mito, narrato per la prima volta da Virgilio nelle Georgiche, racconta del grande amore tra Orfeo ed Euridice, destinato a durare poco a causa della morte prematura della ninfa per il morso di un serpente. Morta la sposa, Orfeo cade in una profonda disperazione e, incapace di vivere una vita senza la sua amata, decide di tentare l’impresa più difficile nella quale un eroe possa cimentarsi: scendere nell’oltretomba e chiedere agli dei di ridare la vita alla sposa. Gli dei, commossi dal canto sublime dell’eroe, acconsentono alla sua richiesta, ma a patto che Orfeo non si volti indietro a guardare Euridice prima di essere giunto sulla terra. L’innamorato cantore, però, non ricordando quanto gli era stato detto, gira lo sguardo verso la donna ed ella immediatamente si dissolve morendo per la seconda volta. D’ora in poi Euridice potrà continuare a vivere solo grazie alla poesia eternatrice. La rivisitazione dell’autrice guida il lettore in una attenta e puntuale rilettura del testo virgiliano, offrendo un contributo che arricchisce un’opera già tanto amata nei secoli.

Note sull’autore
Ordinario di Lettere, latino e greco presso il Liceo Classico “Terenzio Mamiani” di Roma, è Dottore di ricerca in Civiltà e Tradizione Greca e Romana. Attualmente è Cultore della materia per le cattedre di Letteratura greca e Letteratura teatrale greca presso la LUMSA; collabora, inoltre, con la cattedra di Filologia Classica presso l’Università Roma Tre. Ha pubblicato alcuni articoli su autori latini.

Language Shifts Among the Scheduled Tribes in India

Language Shifts Among the Scheduled Tribes in India

A Geographical Study
Autore/i: Ishtiaq M.
Editore: Motilal Banarsidass
pp.XIV-184, Dehli

Tbe present work attempts to identify spatial patterns of the extent and nature of language shifts among the tribal population in India. It provides social, economic and political dimensions of changing linguistic identity. Based on both secondary and primary data, some of the socioeconomic variables have been statistically tested through Correlation and Regression to determine the relationship with language shifts. The impact of urbanisation and regional development on the linguistic behaviour of the tribal population has been analysed.

The study rejects the claim that language shift indicates the process of integration – rather it shows the process of assimilation of the tribal people into the majority culture group. In fact, language shifts among these societies have been perceived more often as social compulsions.

The study emphasises the need of promoting and preserving the tribal languages as these are cultural heriltage of India. Tbe study may provide a basis to understand the dynamics of language shift – as it might have implications of language planning in multilingual societies like India.

Mille Sentenze Indiane

Mille Sentenze Indiane

Autore/i: Anonimo
Editore: Luni
scelte e tradotte dai testi originali, con introduzione e note a cura di Paolo Emilio Pavolini pp. XXII-178, Milano

Dice Paolo Emilio Pavolini nella sua introduzione:
«Le mille sentenze che qui si offrono tradotte, e delle quali potrebbe andare superba qualsiasi delle più gloriose letterature antiche e moderne, non sono che una piccolissima parte della sterminata poesia gnomica dell’India. Le due raccolte citate per prime nell’Elenco bibliografico ne contengono rispettivamente 7613 e 10240; aggiungendovi quelle ricavate da altri testi, sono non meno di diciannovemila le sentenze da me lette per sceglierne il migliaio, che mi parve necessario a dare un’idea non inadeguata di questa meravigliosa fioritura. La quale, germogliante già nell’antichissimo periodo vedico, riempie di una lussureggiante vegetazione le due grandi epopee nazionali, Mahabharata e Ramayana e colorisce e profuma le scene dei drammi, le favole e le novelle, persino i trattati del giure e della scienza, finché viene raccolta e bellamente ordinata nei giardini e nelle serre delle antologie. […] Le mille sentenze qui raccolte sono divise in 54 capitoli e rispecchiano la vita degli antichi Indiani, pubblica e privata, nelle più svariate manifestazioni: ne rivelano gli affetti, le tendenze, le aspirazioni terrene e ultraterrene. […] La nostra antologia gnomica attinge solo a opere del brahmanesimo. Avremmo potuto duplicarne e triplicarne la mole scegliendo massime morali dai testi buddhistici e giainici; ma non vi avremmo trovato la stessa vivacità e varietà».
La speranza dell’estensore delle Mille sentenze indiane era che il lettore potesse trovare un viatico e delle risposte alle tantissime domande della vita attraverso la lettura quasi oracolare di queste pagine.

Paolo Emilio Pavolini (1864 – 1942) linguista, poeta e traduttore, insegnò sanscrito nell’Università di Firenze per 35 anni, ed è considerato uno dei maggiori studiosi italiani del Novecento per le lingue e letterature nordiche e orientali.

Kendo – La Via della Spada

Kendo – La Via della Spada

I princìpi, la teoria, la tecnica e la storia – Volume 2
Autore/i: Sarra Franco
Editore: Luni
pp. 268, Milano

Kendo. La via della Spada intende presentare la disciplina del Kendo in tutti i suoi aspetti tecnici, teorici, storici e culturali. Un manuale composto di due volumi separati che vuole affiancarsi al lavoro del Maestro – da cui la vera pratica marziale non può prescindere – per fornire informazioni e approfondire temi che non sempre riescono a essere trattati nel dojo.
Dopo il primo libro che ha affrontato i temi della tecnica e della teoria del Kendo, questo secondo volume si occupa dei princìpi, della storia, dando uno spazio rilevante al Kata, la forma per eccellenza di questa disciplina.
Partendo dalle “buone maniere” e dalla “forma”, si affronta il rapporto tra il Kendo e le tre grandi religioni del Giappone: Shintoismo, Buddhismo Zen e Confucianesimo. Vengono analizzati e presentati la strategia e le relazioni durante il combattimento, la codificazione dell’iniziativa, dei modi di vincere e di come mettere in soggezione l’avversario. Un ampio capitolo è dedicato al Kata, il legame con il passato, e al più recente Kyhon no Kata, finora inedito Europa. Inoltre viene pubblicato per la prima volta restaurato e in forma completa un documento storico assai raro: il Dai Nihon Teikoku Kendo Kata eseguito da Takano Sasaburo e Nakayama Hakudo dinnanzi all’Imperatore Hiro Hito nel 1934.
Una approfondita storia del Kendo apre lo studio alla nascita e allo sviluppo di questa disciplina in Europa (argomento finora mai trattato da alcun altro testo) e nel nostro paese, per proseguire con la galleria dei personaggi che hanno portato l’Italia del Kendo a diventare una delle Nazioni guida in Europa. L’opera si conclude con la “Via del Libro” ovvero i testi che secondo l’Autore rappresentano la biblioteca ideale del Kendoka.

Franco Sarra, nel 1975, a vent’anni, si avvicina al Kendo praticando al CSKS di Milano sotto la guida del Maestro Miyazaki, che avrà grande importanza nella sua formazione di kendoka. Nel 1981 incontra il Maestro Hirakawa che da quel momento diventa il suo punto di riferimento. Con la supervisione e l’aiuto del Maestro Tomonori Toyofuku, altro suo grande riferimento, porta avanti il suo dojo che prende il nome di Shumpukan Milano, ottenendo, negli anni ’80/’90 numerosi successi agonistici. Ha vissuto in prima fila l’evoluzione della storia di questa disciplina in Italia e dopo l’unificazione del Kendo italiano ha ridotto gradualmente gli impegni federali fino a ritirarsi “a vita privata” sul finire del millennio. Da allora si dedica esclusivamente alla pratica e al suo dojo. È Autore di un “Manuale di Kendo” che negli anni ottanta ebbe un notevole seguito editoriale. Luni ha già pubblicato Kendo. La Via della Spada. Volume 1.

Corpo e Preghiera – Seminario pratico condotto da Martino Nicoletti

Sabato 17 febbraio 2018
presso il Centro Zen Anshin, via Ettore Rolli 49, Roma.

Tenuto da: Martino Nicoletti

Corpo e Preghiera – Seminario pratico condotto da Martino Nicoletti

Gli orari del seminario: dalle 10.00 alle 17.00 (alle 13.00 è prevista una pausa di circa un’ora per pranzare).

Il costo del seminario è di euro 100, all’iscrizione si richiede un anticipo di euro 50.

Il Seminario

Ispirandosi direttamente agli antichi insegnamenti di Jean Absat – viaggiatore e “pellegrino dell’anima” di origini occitane, vissuto tra la Persia, l’Asia centrale e l’Armenia del XVII secolo – il seminario è un’introduzione all’esperienza della preghiera contemplativa e della meditazione attraverso l’uso del corpo.

Grazie a una serie di esercizi fondati sull’ascolto dei ritmi profondi del corpo, sul respiro, sul movimento e il risveglio della potenza sottile delle emozioni, la giornata offrirà delle chiavi per guidarci all’incontro diretto con il nostro “cuore invisibile” e con l’oceano di luce e di silenzio vivo che dimora nella parte più intima di noi.

Combinando fluidamente teoria e pratica, il seminario affronterà i seguenti temi:

– le diverse forme di preghiera: la preghiera vocale, la preghiera mentale (meditazione e contemplazione) e la “preghiera del cuore”. Preghiera e meditazione: volti di un’unica esperienza

– come scegliere il luogo, il momento e il contesto favorevoli alla pratica

– la kenosis, o “svuotamento”, nella preghiera

– come “demolire” la tirannia del nostro “mentale” e dei nostri condizionamenti interiori per pregare o meditare correttamente

– discendere nella propria interiorità attraverso l’ascolto del respiro e dei ritmi naturali del corpo (battito cardiaco, ritmo respiratorio e circolazione del sangue)

– imparare a utilizzare i sensi fisici e le emozioni come strumenti di risveglio

– “…come semplice filo d’erba mosso dal vento…”: introduzione alla preghiera e alla meditazione in movimento

***

“Sì, danza completamente vuoto, trasparente e libero (…). Tu sei lo specchio dell’Assoluto e non lo sai. Tu sei il suo stesso occhio, ma non lo sai. Tu, il suo stesso corpo, il suo braccio e la sua mano che, nella libertà, plasma le innumerevoli forme e gli infiniti mondi. (…) Ora puoi comprendere: ogni tuo respiro è già preghiera. Ogni tuo sguardo è già preghiera. Ogni tuo passo e ogni tuo gesto sono già preghiera. Conchiglia marina deposta sulla sabbia e che risuona con la voce del tutto. Acqua che si versa nell’acqua. Sorgente che torna alla Sorgente (…). Danza, danza, danza poiché questo soltanto tu sei: un semplice, umile e nobilissimo, filo d’erba. Tu il filo d’erba, tu il vento, tu la realtà che fa muovere il vento”.

Da: Jean Absat, Corpo e preghiera: nobiltà di un filo d’erba

***

L’insegnante

Martino Nicoletti (Dottorato di ricerca in Antropologia e practice-based  Ph.D. in Arts – UK), fondando la sua attività su oltre due decenni di ricerca come antropologo specialista delle civiltà himalayane e una lunga pratica personale nel campo della danza butoh, è insegnante di Consapevolezza corporea dinamica, metodo psicofisico, creato dallo stesso Nicoletti e praticato in Europa e Asia.

Autore di numerose opere dedicate alla spiritualità dell’Asia meridionale e volumi di viaggio pubblicati in varie lingue, vive in Francia, dove organizza regolarmente seminari e worskhop dedicati alla meditazione e alla preghiera in forma dinamica, alla consapevolezza corporea e alla pratica della danza butoh in ambito terapeutico.

Sui temi attinenti al seminario è traduttore e curatore dell’opera: Jean Absat, Corpo e preghiera: nobiltà di un filo d’erba, Paris, Éditions le loup des steppes.

www.martinonicoletti.com

Il seminario è aperto a chiunque, senza necessità di alcuna preparazione specifica nel campo della meditazione, della pratica della preghiera o delle discipline psico-corporee.

Per l’iscrizione si prega di contattare direttamente la libreria Aseq (info@aseq.it oppure tel. 066868400).

Agopuntura e Scienza

Agopuntura e Scienza

Un lungo viaggio dall’Oriente. Manualetto di agopuntura ad uso dei colleghi medici
Autore/i: Lucenti Cecilia
Editore: Aracne
prefazione di Vitaliano Francesco Muzii pp. 128, ill. a colori e b/n, Canteramo (RM)

Un libro che getta le basi per un grande incontro: quello tra una tradizione orientale millenaria e la medicina occidentale che, nella sua spinta tecnologica e settoriale, rischia di perdere di vista l’uomo nella sua interezza. Un incontro entusiasmante che si basa da un lato sul recupero della nostra tradizione clinica — tanto cara ai vecchi medici di famiglia — e dall’altro sulle evidenze scientifiche che stanno progressivamente squarciando il velo delle relazioni causa–effetto su cui si base anche l’Agopuntura che, oltre alla sua grande utilità pratica, nasconde doni preziosi per le Neuroscienze. Integrare le conoscenze mediche è il grande orizzonte di un futuro che è già presente e che dovrà tenere conto di una sempre più larga platea di anziani, della ritrosia ad usare troppe medicine e dei costi di un sistema sanitario che deve essere mantenuto accessibile a tutti.

L’Elegia nella Notte del Mondo

Venerdì 12 gennaio 2018 alle 20.00
presso La Cripta della Chiesa di Santa Lucia del Gonfalone, in via dei Banchi Vecchi 12, Roma.

Relatori: Francesco Zambon e Corrado Bologna

L’Elegia nella Notte del Mondo. Poesia Contemporanea e Gnosi
di Francesco Zambon
Carocci Editore

Il libro indaga sulla presenza più o meno occulta di temi gnostici nella poesia europea contemporanea, in particolare in quella italiana. Profondi rapporti intercorrono infatti tra il moderno nichilismo e il movimento gnostico cristiano: in entrambi i casi la percezione di un cosmo dal quale è svanito il Logos immanente, e nel quale di conseguenza l’uomo non trova più il suo posto, approda a una visione dualistica in cui mondo e Dio, mondo e uomo finiscono per opporsi in maniera irriducibile. Di qui nasce quella che Paul Valéry ha chiamato la «poesia assoluta», una poesia intesa come «forma pura», quasi sospesa sul vuoto, geroglifico che trova solo in se stesso la sua decifrazione. Francesco Zambon ha tentato qui di ricostruire la mappa, sia pure frammentaria, di questo territorio o orizzonte comune ad alcuni dei più grandi poeti contemporanei: Pascoli, Montale, Pessoa, Cristina Campo, Zanzotto, Ceronetti. Se la Sophia – l’ordine o il senso perduti – è morta, possono esserne conservati memoria e culto nel solo luogo in cui essa ormai dimora, se da qualche parte dimora: nella letteratura, nell’elegia che la commemora dopo che è scesa la notte nel mondo.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti (120).

Per qualsiasi ulteriore informazione, è possibile contattarci direttamente allo 06 6868400 oppure, via email, all’indirizzo info@aseq.it

Libreria ASEQ s.r.l. - Via dei Sediari, 10 - 00186 Roma - Tel. 06 6868400 - Partita IVA 08443041002